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Mantova capitale dell’emigrazione: ogni giorno in tre all’estero

Secondo il rapporto della Fondazione Migrantes nel 2015 sono partite dal Mantovano 1.023 persone. Siamo tra i peggiori in Lombardia

 

Via dal Mantovano. La provincia virgiliana è tra quelle lombarde dove è più alto il numero di emigranti rispetto alla popolazione residente. Nel 2015 in 1.023 se ne sono andati all’estero per trovare un lavoro o per studiare. La città, addirittura, è al terzo posto dopo Lecco e Cologno Monzese per incidenza del fenomeno emigrazione rispetto al totale della popolazione, e ben al di sopra di altre realtà come Brescia e Cremona dove, evidentemente, si vive meglio e i giovani, soprattutto, riescono a trovare un lavoro stabile su cui impostare il proprio futuro.
I dati forniti dal rapporto 2016 «italiani nel mondo» della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana, sono impietosi per tutta la Lombardia. Elaborando i dati relativi agli italiani iscritti all’Aire, il registro dei connazionali residenti all’estero, la Fondazione mette in risalto il numero di italiani che nel 2015 hanno lasciato il Belpaese per trovare fortuna altrove.
Questi sono stati 107.529 (in aumento rispetto all’anno precedente) e la Lombardia risulta la prima regione per numero assoluto di cittadini che se ne sono andati dalla propria terra, ben 20.088 (+6,5%). Il che ha portato, al 1° gennaio 2016, il numero complessivo di cittadini partiti dalla Lombardia che vivono all’estero a quota 422.556 (il 49,9% sono donne). Nel 2014 erano circa 397mila, mentre quelli che se ne erano andati nell’anno 18.425. Secondo il rapporto, tra quei 20.088 lombardi fuggiti all’estero, figurano 1.023 mantovani.
Tanti: significa che ogni mese hanno lasciato il Mantovano in cerca di un posto migliore dove vivere circa ottanta persone, quasi tre al giorno. E se si pensa che una buona fetta sono giovani tra i 18 e i 34 anni il dato diventa ancora più preoccupante per il futuro della comunità.
Al 1° gennaio scorso i mantovani residenti all’estero e regolarmente iscritti all’Aire risultavano 21.630; solo quelli partiti da Mantova, negli anni, 1.947. Migrantes stila anche una classifica, per ogni regione, calcolando l’incidenza che le partenze hanno sull’intera popolazione residente.
Ebbene, Mantova città figura al 14° posto come valore assoluto di residenti all’estero, con un tasso del 12,6% che è il terzo più alto di tutta la Lombardia dopo il 39,8% di Lecco e il 26,3% di Cologno Monzese (gli altri Comuni capoluogo sono molto distanti: basti pensare che al quarto posto, dopo Mantova, c’è Como con il 9,2%).
Secondo il Comune di via Roma, nel 2015 le cancellazioni di residenti trasferitisi all’estero sono state 152 (76 donne e altrettanti uomini); nel 2014 erano 83. Il tasso di incidenza lombardo è molto più basso di quello di Mantova, 4,2%. È facile immaginare che anche qui, come altrove, siano i giovani a dover pagare lo scotto di recidere le loro radici per cercare un domani più radioso fuori dall’Italia.
Non esiste il dato provinciale sulle classi d’età interessate alla migrazione, ma solo quello regionale. È facile, però, pensare che la tendenza sia eguale anche alle nostre latitudini. E così, in Lombardia risulta che è la fascia d’età tra i 18 e i 34 anni, quella definita dei millennials, i più istruiti e con qualificati titoli di studio, la più penalizzata con il 23,1% degli appartenenti finito all’estero. Anche i 35-49 anni, il 23,4% del totale, sono stati costretti ad andarsene per cercare un lavoro.
Ma anche i pensionati fuggono sempre più spesso in paesi dove con i loro miseri assegni riescono almeno ad arrivare dignitosamente a fine mese: i 50-64 anni e gli over 65 sono il 35% dei residenti all’estero. I paesi preferiti dai lombardi sono quelli europei. La Svizzera guida la graduatoria con il 22,9% di lombardi ospitati.

di Sandro Mortari

(Fonte Gazzetta di Mantova, 11 Ottobre 2016)

 

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