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Milano: si cerca un Resilience Manager, 44mila euro il compenso

Progetto della Fondazione Rockfeller

Sviluppare e mettere in atto una strategia di resilienza (in psicologia, la capacità di riorganizzarsi positivamente dopo eventi traumatici o di difficoltà) per Milano, delineando appositi programmi e politiche per rispondere in modo efficace ai continui cambiamenti dell'ambiente urbano. Sarà questo il compito del Chief Resilience officer (Cro), figura specializzata che avrà un ruolo di coordinamento nel progetto internazionale 100 Resilient Cities (100RC), promosso dalla Fondazione Rockefeller per diffondere e sviluppare in tutto il mondo strategie urbane improntate alla resilienza. Il compenso è di 44mila euro all'anno più eventuali premi.

Milano è stata scelta tra 100 città in tutti i continenti: da Tel Aviv a Jakarta, da Kyoto a Vancouver. "Le crisi sono diventate la normalità nel 21esimo secolo. A causa della convergenza tra globalizzazione, urbanizzazione e cambiamenti climatici, non passa settimana che non ci siano problemi in qualsiasi luogo del mondo: un attacco hacker, un disastro naturale, uno sconvolgimento sociale o economico. Nel frattempo, le città affrontano acuti momenti di stress, come povertà, crimini e violenze endemiche, infrastrutture carenti. Tutte cose che le indeboliscono", si legge nella presentazione del progetto della Rockefeller. La figura del Cro cerca di approntare soluzioni a questi continui e quotidiani sconvolgimenti.

Da mercoledì, infatti, sul sito del Comune è aperto il bando per la ricerca di candidature per la copertura del ruolo, che opererà con una struttura tecnica dedicata, interna alla Direzione Generale, con un team formato da una figura ad Alta specializzazione e altre 2/3 risorse messe a disposizione dal Comune di Milano. Il progetto 100RC definisce la resilienza urbana come la capacità di individui, comunità, istituzioni, imprese e sistemi di una città di adattarsi e crescere indipendentemente da eventi stressanti cronici e traumatici che si trovano a dover affrontare.

Cosa fa il manager cittadino della resilienza
Il Cro e il suo team adotteranno un approccio di resilienza capace di far fronte in maniera coordinata, integrata e quotidiana a crisi fisiche e naturali, come cambiamenti climatici e inondazioni, nonché a sollecitazioni negative in grado di indebolire il tessuto sociale ed economico della città. Dovrà inoltre identificare iniziative nuove ed esperienze maturate da altre città o partner strategici, garantendo la trasversalità della strategia di resilienza che tenga conto e affronti le problematiche globali riguardanti la città di Milano. Il Cro dovrà lavorare a stretto contatto con l’Amministrazione, interagendo con le città della rete globale 100RC e con i partner della piattaforma 100RC appartenenti ai settori privato, pubblico, accademico e non profit.

“Il progetto 100 resilient cities è un’occasione straordinaria per Milano - sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran -. Lavorando all’interno di un network internazionale e confrontandoci con le altre grandi città potremo mettere a punto una strategia urbana che ci consenta di affrontare nel miglior modo possibile le sfide che ci attendono. La resilienza è anche uno degli obiettivi che ci diamo nella revisione del Piano di Governo del Territorio, nella misura in cui vogliamo pianificare una gestione efficace dei rischi ambientali, interventi di rafforzamento della coesione sociale, azioni di riqualificazione e rigenerazione nelle periferie, la riduzione del consumo di suolo, la valorizzazione delle aree agricole, lo sviluppo della rete ecologica e dei parchi, misure di mitigazione e riduzione del rischio idraulico. La figura del Chief Resilience Officer sarà quindi fondamentale e di supporto all’Amministrazione per lo sviluppo di questa strategia”.

I candidati devono essere laureati in ingegneria, architettura, giurisprudenza, economia o scienze politiche e avere esperienze professionali maturate presso pubbliche amministrazioni locali o centrali e/o presso enti e società pubbliche/private. Saranno inoltre fondamentali la capacità di ideare, pianificare, programmare e attuare progetti innovativi per le pubbliche amministrazioni, coordinando i contributi dei diversi soggetti coinvolti. Importanti sono l’esperienza nella costruzione di partnership pubbliche e nel coinvolgimento di nuovi stakeholder, oltre che la comprensione delle dinamiche sociali e del variegato universo di comunità presenti nel territorio del Comune di Milano. Il contratto avrà una durata tra i 2 e 5 anni, comunque non superiore a quella del mandato del Sindaco. Le candidature dovranno essere presentate entro le 12 dell’8 settembre 2017 e saranno valutate da un'apposita commissione.

Di Alessandro Rovellini, 2 Agosto 2017
(fonte www.milanotoday.it)

 

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