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Duemila case vuote ma ora a Vigevano arriva altro cemento

VIGEVANO - Dopo corso Milano l’ok della giunta per via San Giovanni L’operatore: «Piano del 2009, non sappiamo se partirà»

A Vigevano c’è chi intende costruire ancora, nonostante i 2.500 appartamenti vuoti, eredità del boom edilizio esploso dopo l’approvazione del Piano regolatore generale, poi sostituito dal Piano di governo del territorio. La giunta ha approvato una presa d’atto alla dichiarazione di pubblica utilità di via Trilussa, in seguito a un Piano di lottizzazione in corso Milano, di 4.413 metri quadrati di superficie e 2.614 metri quadrati di residenziale e 1.799 metri quadrati di terziario-commerciale, con la cessione al Comune di 4.860 metri quadrati di aree destinate a verde. L’acquisizione della strada da parte del Comune è necessaria proprio perché consente l’accesso all’area di proprietà pubblica.

Ma, nella stessa zona, la giunta ha dato l’ok anche all’adozione di un Piano di lottizzazione riguardante un ambito di trasformazione ambientale, in via San Giovanni: è prevista la cessione di 3.885 metri quadrati di superficie per urbanizzazioni, le realizzazione di 1.107 metri quadrati di superficie destinata a residenze e 58,25 metri per attività terziario-commerciale.

Cosa prevede l’intervento di via San Giovanni? Sei villette a schiera e un altro piccolo complesso, oltre a un giardino e un nuovo parcheggio pubblico. Il piano, di fatto, cambierà l’aspetto di via San Giovanni, in prossimità dell’incrocio con la ex statale 494. Si tratta dell’area situata all’inizio della via, oggi invasa dalle robinie e occupata qua e là da qualche baracca. Il progetto di riqualifica era stato presentato nel 2009 dall’architetto Giorgio Lazzaro, vigevanese, per conto della proprietà Silba S.r.l., di Abbiategrasso.

«L’operatore – spiega Lazzaro – lascerà più del 40% dell’area al Comune, mentre per la parte restante prevede dieci alloggi a basso consumo energetico. Saranno per lo più villette bifamiliari. Il fatto è che il progetto era stato presentato nel 2009, l’operatore aveva ormai deciso di rinunciarvi, quindi non sa se e quando, realizzerà il tutto. Pagheremo l’Imu sull’area, ma il progetto non sarà di imminente realizzazione».

Per il Comune «la qualità dell’intervento – si legge sulla delibera – si inserisce armonicamente nel contesto e apporta elementi di qualificazione al territorio migliorandone sensibilmente la vivibilità, contribuendo a favorire un disegno più omogeneo per quanto riguarda questa parte di città».

«Con questo piano – commenta Luigi Grechi, assessore all’urbanistica – si attua una riqualifica di via San Giovanni e di via Lazio, con la cessione di una parte del terreno che costeggia la strada, un nuovo parcheggio, abbellendo di fatto uno degli ingressi alla città. Ci sono voluti anni per approvarlo per via di alcuni vincoli, tra cui la cosiddetta “fascia di rispetto” quella dove sorgono i tralicci della corrente elettrica. Lì il terreno non è edificabile. Il proponente ha quindi dovuto cercare una soluzione: pagherà quella superficie al Comune e vi realizzerà un grande giardino. Questo piano si inserisce ancora nel vecchio Pgt»

fonte: la provincia pavese

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Editoriale

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