La tragedia della Shoah raccontata ai ragazzi dell'istituto Faravelli
STRADELLA. Si è svolto presso la sala Nerina Brambilla l'incontro «Rappresentare l'irrapresentabile: la shoah e il cinema», che ha coinvolto quinte dell'istituto Faravelli: la riunione è stata presentata dall'assessore alla promozione della pace e dei diritti umani Antonio Curedda e dal sindaco Pierangelo Lombardi.
Si è parlato di come il cinema sia riuscito a rendere immaginabile l'inimmaginabile. Sono stati individuati vari periodi storici, in cui il cinema si è occupato della Shoah. Dal '61 in poi si è sviluppata la dimensione critica rispetto ai film precedenti, con un rapporto diverso con la letteratura e le testimonianze dei sopravvissuti.
Il 1985 è l'anno di svolta con la produzione di «Shoah» di Lanzmann, film che dura 9 ore ed è il frutto di 11 anni di ricerche e 5 di montaggio. Tutti i film successivi hanno un «debito» nei confronti del film di Lanzmann. Dall'85 fino ai giorni nostri vengono prodotti più di mille film, tra cui i più conosciuti sono «Schindler's list» e «La vita è bella».
Dopo la visione di un documentario (montato con immagini di scene di vari film), i ragazzi hanno potuto notare come, con il passare degli anni, sia cambiato il modo di rappresentare gli aspetti e il dolore della Shoah. Si è cercato così di far riflettere sulla maniera in cui viene raccontata questa tragedia. Una serie di immagini per non dimenticare. (e.a.)
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