You are here: Home Lombardi nel Mondo Nazioni Province Lombarde Articoli Pavia Mostre. A Pavia il bacio tra Romanticismo e Novecento
Accedi a ..
Il portale della Stampa Lombarda
un patrimonio storico e documentale
sull'Emigrazione Lombarda
In Evidenza .....

Accedi alla nuova AREA
verso EXPO 2015 ...

logoVersoExpo2015.jpg

Mostre. A Pavia il bacio tra Romanticismo e Novecento

In occasione della riapertura delle Scuderie del Castello Visconteo si apre la mostra “Il Bacio. Tra Romanticismo e Novecento”, con una sessantina di dipinti sul tema del Bacio ad opera d’importanti artisti italiani.

Passioni, amori proibiti, baci rubati, cuori infranti.. Primi amori, amori folli o disperati, amori imprigionati nella morsa dei giochi di potere. Baci desiderati, baci galanti, baci mancati, baci libertini, da favola, simulacri, retorici o sensibili. Si potrebbero declinare all’infinito le situazioni per cui si viene a creare quest’atto di unione. Tanto che recentemente nel suo libro Tomima Edmark (365 Ways to Kiss Your Love) ne ha recensiti ben 365 tipi, come i giorni dell’anno e forse li potremmo moltiplicare per l’intero arco della nostra esistenza oppure appellarsi a quella tradizione etimologica che rintraccia nella letteratura e nelle arti catalogando questo tipo di dimostrazione di affetto a partire dal XVIII secolo, all’epoca del

“Bacio illuminista”. Sebbene bisognerebbe risalire alla notte dei tempi, all’antichità e agli intramontabili cantori dell’amore come Ovidio, per farsi un’idea della totalità e del valore immutabile del Bacio. Cinque sezioni affrontano questo tema attraverso la pittura italiana tra Otto e Novecento, indagando l’iconografia del bacio attraverso la mitologia, la storia sacra, la letteratura, l’intimità quotidiana e nelle cerimonie.

 

MOSTRA – La mostra, a cura di Susanna Zatti e Lorenza Tonani, è stata prodotta da Alef e promossa dal Comune e dalla Provincia di Pavia. L’esposizione propone una sintesi del tema del Bacio attraverso le vari correnti artistiche che si sono succedute nell’arco cronologico considerato, e ne evidenzia l’evoluzione e l’interpretazione degli artisti. Dalla pittura storica, al verismo dei macchiaioli, alla Scapigliatura passando per la pittura simbolista di Gaetano Previati e Giuseppe Segantini, fino alla metafisica e alle opere pop art, si delineano cinque sezioni tra cui la prima viene dedicata al bacio materno, la seconda ai baci di amore, la terza ai baci letterari o proibiti, la penultima a una sola opera, il Bacio di Francesco Hayez, e infine la quinta e ultima sezione racchiude gli altri tipi di baci. A completare il percorso un montaggio video realizzato da Gianni Canova che ripercorre il bacio nel cinema italiano.

 

OPERE SIGNIFICATIVE – Quale sono le prime dimostrazioni di amore che riceviamo nella vita se non quelle di una madre. Un’intimità domestica che ci viene narrata in un’epoca in cui la scuola del naturalismo e verismo impongono la loro descrizione della realtà dei sentimenti e dell’aspetto genuino di quelli più umili. Non è il gioco dei poteri nell'ambito delle dinastie reali e che determinano la storia -quelle de "Las Meninas" per intenderci- quanto invece la semplicità dei gesti quotidiani accompagnati da slanci spontanei di affetto. Eppure niente è più convenzionale che il tema della maternità, trattato sopratutto nell’ambito delle opere sacre, che ci hanno concesso alcune delle più belle rappresentazioni dell’amore materno. Ma nell’arco dell’Ottocento fino al Novecento si stabilisce una nuova sensibilità nel descrivere la tenerezza del bacio materno: diventa puro ricordo un po' confuso nell’opera “Bambino al seno” di Medardo Rosso e nella “Maternità” di Paolo Troubetzkoy. Nell’opera di Raffaele Borella, “Le madri,” un’anziana donna bacia la figlia, madre a sua volta. Un’opera dai toni cupi, espressionisti, ma altamente simbolista che incombe sullo spettatore rivelandosi come un'epifania delle tre età, con i toni giallo dorati impiegati per le icone, e che suggerisce una raffigurazione fortemente psicologica della confusione emotiva di un momento di debolezza. Nella seconda sezione l’amore con la A maiuscola viene condiviso nell’intimità di una passeggiata estiva al tramonto come nell’opera “I Fidanzati” di Silvestro Lega oppure lo sentiamo nascere, per caso in un momento in cui si è vicini alla persona amata, come quello narrato dal dipinto “Attrazione” di Tranquillo Cremona, che traduce con la forza della pennellata sfaldata la sensazione pura ed eterna di quell’istante fatale. Un destino che imprigiona gli animi, li stravolge e si accresce. Una carcere in cui si è ben contenti di vivere. Così ci suggerisce il “Convegno” di Ambrogio Alciati. Ma questo amore, questo bacio può trascinarci nella passione più feroce e può diventare attraverso i toni scuri della “Cleopatra lussuriosa” di Giuseppe Amisani, il tormento nell’anticamera dell’inferno. Baci decantati dai poeti, dagli scrittori di tutti tempi, immortalati nei versi di William Shakespeare nell’opera universale “Romeo e Giulietta” che diviene una fonte inesauribile per l’epoca moderna e contemporanea: “L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta” raccontato da Francesco Hayez. Ma all'epoca della pittura di storia, in cui l'arte esplora la letteratura del passato, affiora il mito di un’altra coppia famosa nella letteratura italiana Paolo e Francesca, che diventano l'emblema di un amore proibito che supera la condanna nel dipinto di Gaetano Previati. È una maledizione o una pozione magica che ti avvelena. Un sentimento che separa anche le amicizie più forti: tra le leggende quella di “Ginevra e Lancillotto” viene raccontata da Domenico Morelli. Nel percorso non poteva mancare l’opera più nota di Hayez, che troviamo stampata su tutte le cartoline, simbolo e cliché per eccellenza del bacio all’epoca della pittura storica: il Bacio di Hayez, quello tra la Francia e l’Italia, suggerito dai colori degli abiti dei due amanti raffigurati per sempre in un abbraccio teatralmente enfatizzato.

L’ultima sezione si distacca dalla serie dedicata ai baci come espressione di amore per narrarne altri tipi. Alcuni possono essere “baci” strazianti come quelli dati per un addio: “Gli addii di Ettore e Andromaca” di Giorgio De Chirico, illustrano la consapevolezza della donna nel salutare il marito che ha un appuntamento inderrogabile con gli impegni militari e la storia. Ma vi è anche il bacio traditore quello di Giuda di Felice Casorati, oppure quello dato a uno specchio per pura vanità. Tra le opere contemporanee “Le labbra” di Mimmo Rotella intitolata “Make up”, concede invece attraverso la metonimia di una delle parti più sensuali femminili l’attrattiva fatale.

 

Carlotta Degl'Innocenti

 

 

http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Mostre.-A-Pavia-il-bacio-tra-Romanticismo-e-Novecento.html

Document Actions
Share |
Editoriale

Filitalia: al via il tesseramento con la Lombardia in prima fila

In occasione del primo Consiglio Direttivo del distretto italiano della fondazione filantropica statunitense, il Presidente Daniele Marconcini ha aperto la campagna adesioni e la costituzione delle sedi territoriali.continua>>
Tutti gli Editoriali