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Baristi pronti alla serrata per protesta contro i tagli natalizi

Ufficialmente nessuna conferma, ma i baristi di piazza Ducale sono pronti ad abbassare la saracinesca il 31 dicembre: sciopero bianco contro la decisione del Comune di sostituire i fuochi di artificio di mezzanotte con la formula cotechino e lenticchie a 5 euro

Ufficialmente nessuna conferma, ma i baristi di piazza Ducale sono pronti ad abbassare la saracinesca il 31 dicembre: sciopero bianco contro la decisione del Comune di sostituire i fuochi di artificio di mezzanotte con la formula cotechino e lenticchie a 5 euro. I titolari degli esercizi che si affacciano sul salotto di Vigevano, una delle piazze più belle d'Italia, temono la concorrenza del «si mangia e si beve a prezzi modici». La cosa in sè potrebbe anche starci, si lascia andare qualcuno.

 

«Non se parliamo della notte di Capodanno, una di quelle in cui si lavora di più. E' già difficile sopravvivere». Sei i bar in questione. Nessun commerciante per il momento si sente di ufficializzare la protesta. Ma musi lunghi se ne vedono al di là del banco dei caffè. I primi contatti con i colleghi in vista dello sciopero di San Silvestro sarebbero comunque già partiti. E se la determinazione è almeno pari al malumore, il saluto al nuovo anno avverrà con i bar chiusi. Da parte del portavoce dei negozi arriva una mezza conferma: «Fare a meno dei fuochi d'artificio può essere una linea condivisibile, quando i soldi sono pochi per tutti è giusto scegliere il male minore - mette in chiaro Bruno Stopino, presidente Ascom -. Ma attenzione a proporre eventi che vanno in contrasto con gli interessi delle attività commerciali. Questo è il momento peggiore per farlo. Non vorrei che il 31 ci trovassimo le saracinesche abbassate». Perchè aprire se devo pagare il personale e non lavorare nemmeno? I bar segnalano una perdita media del 30% a ogni iniziativa enogastronomica contestualizzata in centro. Tutto nasce dalla decisione del Comune di cambiare registro sul programma del Capodanno. Da quest'anno niente fuochi d'artificio nè pista di pattinaggio. Sì invece al cotechino con lenticchie e alla musica diffusa dai tre deejay in postazione sul palco dedicato. Attivi gli alpini, l'Unicef con lo stand per la beneficenza, l'Auser e l'Anteas nelle rispettive sedi con il brindisi per gli anziani. Budget: 17mila euro. «I fuochi ben fatti costano 15mila euro - precisa il vicesindaco Andrea Ceffa -. La pista per il pattinaggio invece era troppo impattante sull'architettura della piazza. Perciò si è deciso di preferire le iniziative legate al territorio. Sono più coinvolgenti e non si esauriscono nel giro di pochi minuti».

 

Per Cesare Bozzano, consigliere di opposizione Pd, la giunta «ha sbagliato a non tenere conto del parere dei bar»: è mancata la partecipazione, sottolinea Bozzano. «Potevano occuparsi i bar di preparare lenticchie e cotechino. Il Comune avrebbe potuto coinvolgerli nell'idea, almeno provarci». Al di fuori della categoria del commercio, invece, i pareri divergono tra i favorevoli al nuovo programma e i sostenitori dei fuochi di artificio.

 

Simona Bombonato

 

(ha collaborato Giulia Cimpanelli)

 

http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2010/12/16/news/scoppia-la-rivolta-dei-baristi-2972684

 

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