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Il museo etnografico di Tirano e la sacra apparizione

Madonna di Tirano non indica solo la Beata Vergine apparsa il 29 settembre 1504, ma anche il santuario e la località stessa, a cominciare dalla piazza con gli edifici che la circondano, sorti in funzione delle attività che vi si svolgevano intorno

Madonna di Tirano non indica solo la Beata Vergine apparsa il 29 settembre 1504, ma anche il santuario e la località stessa, a cominciare dalla piazza con gli edifici che la circondano, sorti in funzione delle attività che vi si svolgevano intorno, in particolare le importantissime fiere di merci e bestiame che, fino ai primi decenni dell'Ottocento erano appuntamenti fondamentali per l'economia di tutta la provincia.

L'unione degli interessi spirituali derivati dallo straordinario evento religioso con quelli economici ha reso il santuario e la sua piazza, nel corso dei secoli, il luogo di massima identificazione collettiva -civile e religiosa- della valle intera. Nessuna altra località era perciò più idonea di questa quale sede di una istituzione finalizzata a documentare e, soprattutto a studiare, la cultura locale valtellinese nelle sue varie forme ed aspetti.

L’amministrazione del museo

Il Museo Etnografico Tiranese è sorto nel 1973 per iniziativa del C.I.G. (Centro Iniziativa Giovanile) che lo amministra in qualità di ente proprietario. La vita del museo è assicurata dai fondi derivanti da una convenzione stipulata con il Comune di Tirano e dai contributi della Regione Lombardia e di altri enti e istituzioni locali. La Provincia di Sondrio garantisce con un proprio dipendente il servizio di direzione congiunta con il Parco delle incisioni rupestri di Grosio. La nascita, l'istituzione e la gestione del museo costituiscono un caso di collaborazione fra una associazione privata ed enti pubblici per molti versi esemplare che consente la valorizzazione di una iniziativa basata sul volontariato, in grado di assicurare un servizio con garanzie di qualità, controllo finanziario e scientifico e con notevoli vantaggi per la spesa pubblica.

Il Consiglio di amministrazione

Rovaris dott. Mauro, presidente, De Piaz padre Camillo, Garavatti prof. Marilena,

Righini arch. Valerio, Poluzzi Merizzi ins. Sidonia, Ganza prof. Giacomo, Bellora prof. Enrico, consiglieri

Ciapponi Landi ins. Bruno, segretario e consigliere delegato.

Il Direttore

Bruno Ciapponi Landi (Foto), nato a Sondrio nel 1945 vive a Tirano. Dipendente provinciale, presta servizio in qualità di direttore presso il museo e il Parco delle incisioni rupestri di Grosio dopo essere stato per vari anni responsabile dell'Ufficio Cultura della Provincia. E’ vicepresidente della Società Storica Valtellinese e Art director della rivista "Contract".  La sua bibliografia evidenzia, oltre ad una intensa attività pubblicistica di ambito culturale, la cura di pubblicazioni di divulgazione scientifica e soprattutto studi e ricerche legati ai suoi prevalenti interessi storici, etnografici, antropologici e bibliografici locali. Fra essi si ricordano il saggio storico-bibliografico Studi, ricerche e scritti etno-storici e linguistici sul territorio provinciale (pp. 609-668) che conclude il volume Sondrio e il suo territorio edito dalla Regione Lombardia nella collana Mondo Popolare in Lombardia (n. 15), Silvana arte, Milano 1995 e (con Jacopo Merizzi) L’antica valle. Immagini della Valtellina di metà Ottocento, Stefanoni, Lecco 2001 pp. 312

Oltre alla Regione Lombardia e al Comune di Tirano,

hanno concorso alla realizzazione del museo con contributi di varia entità:

Provincia di Sondrio

Comunità Montana Valtellina di Tirano

Cassa di Risparmio delle Province Lombarde

Fondazione Cariplo

Padri Servi di Maria

Fondazione Pro Valtellina

Ente Provinciale del Turismo

Banca Piccolo Credito Valtellinese,

Gruppo Bancario Credito Valtellinese

Hanno inoltre sostenuto in vario modo l’iniziativa:

ISAL- Istituto per la storia dell’arte lombarda

Società Storica Valtellinese

Associazione “Glicerio Longa”  per lo studio della cultura alpina

Istituto Archeologico Valtellinese

LE RACCOLTE

Raccolta storico-etnografica

Degli oltre 2500 oggetti inventariati che costituiscono la collezione, circa 700, degli 800 catalogati, sono esposti al pubblico nelle 12 stanze e nel giardino.

Raccolta delle stampe

E’ costituita da una settantina di stampe di interesse locale: - vedute di J.J. Meyer, W. Brockedon (sec. XIX); stampe sulla Madonna di Tirano (dal sec. XVIII); personaggi storici e carte geografiche (sec. XVII-XIX)

Raccolta delle cartoline . La collezione è stata avviata con un primo nucleo di oltre 1000 unità acquistato con un finanziamento della Fondazione Pro Valtellina. Ora supera i 2000 esemplari. Oltre a costituire un importante materiale di studio per il paesaggio, l'antropizzazione e l'assetto urbano, la collezione ha fornito le immagine per illustrare diverse pubblicazioni locali.

Archivio storico

La consistenza è di 5 faldoni, 42 fascicoli, 1401 documenti, 58 fotografie, 23 libri, 21 registri.Di particolare interesse i fondi delle famiglie tiranesi Grana, Pievani, Visconti Venosta, tre registri dei protocolli (sec. XIX) e un libro dei conti (sec. XVIII) dell'antico Ospedale dei poveri, una serie di documenti e stampati della Repubblica Cisalpina, l’epistolario familiare Paribelli – Sertoli di Sondrio.

Archivio delle lettere degli emigranti

E’ costituito da oltre 1600 lettere raccolte in Australia dalla prof. Jaqueline Templeton del Dipartimento di storia dell'Università di Melbourne e successivamente in Valtellina nell’ambito dell’Anno di studi sull’emigrazione (1993), con il concorso del museo e del Centro provinciale di documentazione sull'emigrazione.  Lo studio di J. Templeton sulle lettere è stato pubblicato dal museo nel 2002 con il sostegno dell’Associazione Emigranti Valtellinesi, con il titolo “Dalle montagne al Bush. L’emigrazione valtellinese in Australia (1860-1960) nelle lettere degli emigranti”, a cura di Jhon Lack. Traduzione di Paola Teresa Rossetti (pp.192). Nell’autunno 2003 per iniziativa dell’Università di Melbourne il saggio verrà pubblicato in lingua inglese mentre il museo curerà una nuova edizione corredata dal testo delle lettere.

Fondi documentari

Presso il museo sono conservati anche alcuni autografi e gruppi di lettere di personalità locali. Per alcuni (il letterato Balilla Pinchetti, il religioso servita Camillo de Piaz, il poeta Giorgio Luzzi) si tratta di veri e propri fondi documentari.

Biblioteca

E’ costituita da un migliaio di volumi la cui consultazione è riservata agli operatori del museo ed ai ricercatori e di una ottantina di volumi di interesse storico.

Fototeca

Il Museo possiede una ricca fototeca in corso di catalogazione e di informatizzazione.

Cineteca

E’ costituita da una ottantina di filmati di argomento etnografico su pellicola 16 mm e 8 mm (n.7) e in videocassetta (n.67).

Il Museo Etnografico Tiranese è sorto nel 1973 per iniziativa del C.I.G. (un' associazione giovanile locale attiva in campo culturale fin dai primi anni Sessanta), allo scopo di documentare e studiare la civiltà contadina e montanara valtellinese. Allestito dapprima in un vasto locale al piano terreno del palazzo San Michele (antico albergo per i pellegrini del santuario), dal 1990 ha una nuova sede nella Casa del Penitenziere a questo scopo restaurata dal Comune di Tirano. Nella settecentesca elegante dimora che si affaccia sulla storica piazza della basilica sono state ordinate, all'ultimo piano, testimonianze delle attività contadine (agricoltura, allevamento, caseificazione, trasporti), della vita domestica (in una autentica stüa è stata allestita la camera da letto mentre per la cucina si è proceduto ad una parziale ricostruzione d'ambiente). Nell'atrio sono visibili documenti attinenti il commercio (pesi e misure), la caccia, la pesca, la macellazione del maiale e l'illuminazione prima della diffusione della luce elettrica. Nel piano sottostante, oltre alla direzione, hanno trovato sede la stanza della tessitura e quella dedicata agli splendidi paramenti donati al santuario della Madonna di Tirano nel 1636 dal cardinale di Richelieu, primo ministro di Francia, nel quadro della politica francese di predominio sulla Valtellina. Al piano terreno sono sistemati: la saletta delle esposizioni, la stanza degli attrezzi dei mastri carraio e bottaio e dello stagnino itinerante, mentre nel più ampio locale sono stati collocati: il portone intagliato di Grosio (sec. XVII-XVIII), la cassaforte, le raccolte di serrature, chiavi, picchiotti e la bara da trasporto del sec. XVIII con alcuni manufatti cimiteriali in ferro battuto. Nell'interrato sono stati montati un monumentale torchio vinario con grande vite di legno ed un frantoio per la produzione di olio di noci. Degne di nota fra le collezioni del museo sono inoltre, la trulla romana (I sec. d.C.), l'ascia ad alette mediane del Bronzo Finale (ca. XII sec. a.C.) ed una splendida cassa dotale intarsiata del 1711. Il Museo possiede una fototeca, una cineteca, una collezione di circa 2000 cartoline di soggetto valtellinese ed una raccolta di stampe. Per le attività scientifiche e di ricerca il museo si avvale di un apposito comitato di esperti e della collaborazione dell'IDEVV, l'Istituto di dialettologia e di etnografia valtellinese e valchiavennasca che ha concorso a fondare nel dicembre del 1999 al quale fornisce sede legale e amministrativa.

ATTIVITÀ DEL MUSEO

Collaborazioni

In ambito scientifico il museo collabora con l’ Università degli studi di Milano (Istituto di geografia umana) e di Pavia (Facoltà di lettere); con l’ Università Pontificia Salesiana di Roma (Cattedra di glottologia), con l’ University of Melbourne (Department of history) e con l’ University Western Australia of Perth (Department of history).In trent’anni di attività il museo, oltre alla normale attività didattica e scientifica, ha promosso e curato numerose iniziative in collaborazione con enti locali (Comune di Tirano, Provincia di Sondrio, le cinque Comunità Montane della provincia) e con altri enti e istituzioni (Società Storica Valtellinese, Lions Club Sondrio Host e Tellino,Pro Grigioni Italiano).

Mostre e rassegne

Il museo ha sempre curato la realizzazione di esposizioni d'arte e di mostre didattiche attinenti i suoi specifici interessi. Fra le prime vale la pena di sottolineare che esse si sono svolte in gran parte in stretta collaborazione con artisti e istituzioni della confinante valle svizzera di Poschiavo (dal "Progetto S. Remigio" promosso per approfondire la problematica dell'intervento artistico contemporaneo nelle chiese del passato, alla ideazione di "Linea Retica", rassegna che vide impegnati pittori e poeti delle due parti, a "Carte incise/segni nella storia" che vide cimentarsi pittori, poeti e uomini di cultura a livello nazionale chiamati a confrontare i propri "segni" con quelli lasciati nelle rocce valtellinesi dagli uomini della preistoria). Tutte e tre le manifestazioni sono sfociate in mostre itineranti allestite in varie località italiane e svizzere.  (Cfr. Carte incise-segni nella storia. Rassegna di grafica e poesia. Catalogo di mostra, Villa di Tirano 1991, pp. 193).

Fra le iniziative didattiche si ricordano: la "Mostra dei manufatti di legno intrecciato" (catalogo a cura di B. Ciapponi Landi e G. Ganza, dis. L. Bonetti, Sondrio 1991 p. 12) e la "Mostra sull'emigrazione valtellinese e valchiavennasca nel mondo" (catalogo a cura del Museo, Sondrio 1994 p.40).

Convegni e tavole rotonde

Convegno di studi sulla chiesa di S. Perpetua e i suoi affreschi medievali, Tirano, Sala del Credito Valtellinese, 18 settembre 1993

Stato degli studi e prospettive di ricerca sull'emigrazione valtellinese e valchiavennasca , Tirano, Sala del Credito Valtellinese, 3 e 4 settembre 1994 (nel quadro delle manifestazioni per l'inaugurazione del Monumento agli emigranti valtellinesi e valchiavennaschi nel mondo).

 Valli alpine ed emigrazione Tirano, Sala del Credito Valtellinese, 27 e 28 settembre 1996 (nel quadro del 6° convegno annuale fra gruppi e centri di ricerca etnografica dell'arco alpino denominati "Incontri tra/montani - Alla ricerca di una identità culturale della vallate alpine").  

Tavola rotonda “ Stato delle ricerche sull'emigrazione valtellinese in Australia e in Argentina”, Sondrio, Sala del Consiglio Provinciale, venerdì 15 settembre 2000. (Nell’ambito della Festa giubilare degli emigranti promossa dalla Provincia.)

 

http://museotirano.provincia.so.it/

 

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Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
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