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Il 50° anniversario dell’OFC Arnate

Il 22-23 giugno 2012 l’OFC Arnate ha festeggiato il 50° anniversario della sua fondazione con diverse cerimonie che hanno reso il giusto omaggio a tutti coloro che hanno profuso e continuano a profondere energie per la diffusione dello sport giovanile.

Per chi come me si è occupato e studia da anni le radici altrui, la telefonata di Carluccio Bernacchi è stata una gradita sorpresa. Attendeva la conferma della mia presenza in una fotografia di gruppo scattata nel 1962 : la formazione della prima squadra ufficiale di calcio dell’OFC Arnate – Oratorio Foot-Ball Club Arnate che partecipò al campionato C.S.I. – Centro Sportivo Giovanile. Sì, il primo in alto a sinistra accanto a mio cugino Luigi Milani ero proprio io. Ala sinistra, a volte terzino sinistro, un solo campionato, quello immortalato dalla foto mostratami da Carluccio, compagno di scuola alle elementari Cesare Battisti, ora chiuse e in parcheggio immobiliare.

Per me, che manco di fatto dagli anni sessanta  pur andandoci frequentemente, il mondo di Arnate è lontano. Un paese, che il comune di Gallarate si ostina chiamare irrispettosamente “rione” (che non significa niente) , cresciuto disordinatamente da un migliaio ad almeno seimila abitanti sconosciuti con poco dell’urbanistica dei miei anni giovanili.

La chiesa dedicata ai santi Nazaro e Celso è aperta solo parzialmente perché è stata trasferita con annesso oratorio e centro di aggregazione in via XXII Marzo, la strada che porta al cimitero. La canonica e l’oratorio  appaiono chiusi e il campo di calcio mi dicono venga affittato alla comunità islamica per le loro funzioni. Piazza Fontana ha subito il rinnovamento urbano con la chiusura dei negozi storici ovvero Abramo Frutta e Verdura, Lucia Alimentari, Ernestina Tabacchi, e Bar Fontana. Solo palazzi nuovi, adesso. Il grande stabilimento tessile Bellora, che dava lavoro a centinaia di operaie e operaie compresi anche alcuni alloggi per i dipendenti,  ha cessato l’attività da anni ed è stato suddiviso in diverse strutture produttive e commerciali. Lontano il brusio degli operai e operai in bicicletta che tornavano a casa per la pausa pranzo con la “calderina” piena di minestra sul manubrio. Tutto sparito nel vortice infinito di macchine senza sosta. Poche tracce della presenza del Circolo ricreativo Bellora e del campo bocce che dava sull’Arnetta, torrente allora sempre di color nero e furioso protagonista di memorabili esondazione straripamenti come quello storico del 1951 con tutte le vie del centro allagate.

Difficile identificare il Circolone ovvero la sede e il ritrovo della Cooperativa di consumo il cui negozio è tuttora gestito proprio da Carluccio. Nessun indizio porta al Circolino, posto sullo slargo in fondo a via Carlo Tenca all’incrocio con via Forno ora ribattezzata via Garegnani per ricordare una delle antiche famiglie facoltose del paese, gestito dalla mitica Carolina Pellanda. Nelle orecchie lo scricchiolio del gessetto sulle lavagnette di ardesia per segnare i punti delle partite a tressette in mezzo al fumo di toscani e sigarette Alfa e anche Africa mischiate ai sempre colmi bicchieri di vino. Più avanti in via Forno, appena dopo lo “Stalasc” un tempo “alloggio con stallazzo” e allora cascina con case sull’orlo della depressione, il negozio di alimentari della Maria Tapella con annessa osteria con giardino interno dove mio nonno Antonio trascorreva il pomeriggio accanto al bagatt, il ciabattino padre di Luciano Zaro, eroe partigiano cui è intitolata la piazza  ex Fontana. Mezzi toscani da 15 o 20 lire. Il vino sfuso 98 lire al litro. Adesso le saracinesche sono chiuse.

Ingoiata dalla nuova urbanistica l’osteria con annesso dancing “La Lucciola” della famiglia bellunese dei Da Col, luogo dei primi convegni amorosi e malinconicamente alla ricerca di un compratore l’allora innovativo bar Dorina di via Checchi dove la gioventù appena uscita dall’oratorio si immergeva alla ricerca di qualcosa di nuovo.

Alcuni anni fa ho portato mio figlio Davide a vedere la casa di ringhiera dello Stalasc dove ho passato la mia infanzia con i nonni emigrati nel 1936 da Rossano Veneto, Vicenza.. Casa demolita senza che ne sapessi niente,  e con ammirabile premonizione appena qualche giorno dopo. Oltre alle fotografie ho comunque recuperato un sasso strutturale e l’immagine di un collie in braccio a un bambino biondo riccioluto, dimenticato casualmente da chi aveva svuotato i vani  e che era stato un’apparizione familiare degli anni pre-giovanili.

Le rotaie del tram Gallarate – Lonate Pozzolo furono estratte già a fine anni cinquanta assieme a traversine e ciottolato per far  posto all’attuale via Torino, allora nastro semideserto ed ora un disastro di case e traffico di ogni genere.

Anche la Madonnina, il piccolo santuario verso Cardano al Campo con il quadro di una Vergine salvato da chissà quale tragedia antica è rimasta soltanto un’edicola in mezzo ai prati senza le peregrinazioni devote dei fedeli e non più meta lontana di passeggiate fuori porta.

Il Monte Rosa, visione quotidiana e rassicurante è invisibile così come il campanile della chiesa parrocchiale sommerso da palazzi fuori architettura che hanno risolto oscuri problemi abitativi. Quanto basta per allontanare Arnate dal ricordo. Arnate non esiste più. E’ soltanto un nome, anzi un nickname che continuo a usare con forza, “arnatese”, e di cui molti mi chiedono curiosi il significato.

Ecco perché sono andato alla commemorazione del 50° di fondazione dell’OFC Arnate. Volevo scoprire che cosa era rimasto delle mie radici, quelle che non mi decido mai a riordinare e che lascio vagare in mezzo a documenti e fotografie.

Adriano Marelli, Franco Bestetti, Carluccio Bernacchi : compagni della prima ora.

Tanti altri compreso mio cugino Luigi Milani scomparsi prematuramente. Altri sparsi per il mondo. Qualche foto, un arrivederci a quando.

Un berretto da baseball, una felpa nera con la stella bianca. Nerostellati. Carluccio che mi ricorda i fasti di un primo torneo, perso nel tempo. Quella partita che vincemmo cinque a tre. Segnai anche un goal.

Ernesto Milani

Ernesto.milani@gmail.com

26 luglio 2012

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