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Lischetti e Chiodetti insieme per un mostra che contamina arte e fotografia

Un “incrocio di mani” tra il fotografo e il pittore all’insegna di un colore, il rosso, nuovo per il fotografo, di solito più a suo agio con il bianco e nero, una sfida da evidenziare alla fine, con la tecnologia ultima della stampa fotografica digitale.

Un po’ per gioco, un po’ per curiosità, un po’ per passione. La mostra “Anime in rosso” che incrocia l’attività artistica di Luca Lischetti con la fotografia di Mario Chiodetti «nasce innanzitutto da una profonda amicizia – spiega Chiodetti – e dalla stima del lavoro di Luca. Da qui l’idea condivisa di mettersi a confronto e provare a lavorare insieme». Il risultato è un set fotografico dove una modella dialoga con il corpo intorno al lavoro dell’artista, al colore rosso e le figure enigmatiche e inquietanti che contraddistinguono le ultime opere. 

 

Un “incrocio di mani” tra il fotografo e il pittore all’insegna di un colore, il rosso, nuovo per il fotografo, di solito più a suo agio con il bianco e nero, una sfida da evidenziare alla fine, con la tecnologia ultima della stampa fotografica digitale.

«Chiodetti ha compiuto un’operazione di sintesi, immergendo nel rosso delle grandi tele lischettiane - scrive nella presentazione al catalogo Riccardo Prina - la morbidezza di un corpo femminile ma con le medesime caratteristiche cromatiche dei “totem” del pittore, larve d’uomo con il volto di maschera. […] Si diverte, insomma, a trattare con mano quando normalmente tratta di sega elettrica. Chiodetti intanto scatta e gira intorno alla scena, come il cacciatore. Sa che la creatura deve acquistare una sua vitalità in relazione all’opera, all’ambiente, deve prepararsi al suo ruolo cui è chiamata e legata: la statua vivente che prova a dare un senso altro a quelle creature immobili e impassibili. Lei impassibile non è. Il fotografo allora le chiede non solo di sostituirsi ai manichini appoggiati, ma di entrare in quel dipinto, di forzarlo, di erotizzarlo se possibile. Lo fa, discretamente e anche no».

La mostra è in corso dal 13 febbraio al 1 marzo presso l’Associazione Culturale Il Cavedio di via Cavallotti 9. Orari di apertura Lunedì 9.oo-12.oo, Martedì 9.00-12.00, 15.00-18.00, Mercoledì-Giovedì 9.00-12.00, 15.00-23.00, Venerdì-Sabato-Domenica 19.00-00.00

 

 

http://www3.varesenews.it/arte/articolo.php?id=133070

 

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