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A Varese il congresso nazionale dei giovani commercialisti

Dal 2 al 4 aprile 2009, il centro congressi Ville Ponti ospita l'appuntamento annuale più importante dell'Ungdcec: «Una nuova era per l'economia, dalla crisi alle opportunità di sviluppo»

I giovani dottori commercialisti di tutta Italia si ritrovano a Varese. È in programma dal 2 al 4 aprile 2009 al Centro Congressi Ville Ponti il 47esimo congresso nazionale dell'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (Ungdcec). Organizzato dalla sezione di Busto Arsizio (Varese), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lombardia, della Camera di Commercio di Varese, della Provincia varesina e dell'Università Carlo Cattaneo, vuole, nei tre giorni di confronto, dare una nuova prospettiva sull'attuale momento economico.

Dopo Firenze, città che ha ospitato il congresso nazionale dell'anno scorso, l'Ungdcec torna in Lombardia dove era assente dal 2004. La Lombardia è la regione dove c'è anche la concentrazione maggiore di commercialisti: degli oltre 100mila operanti in tutta Italia, il 18 per cento lavora qui: quasi 9mila nella sola provincia di Milano e 9mila suddivisi nel resto della regione. Il dottore commercialista è una professione giovane e dinamica: il 55% dei professionisti ha infatti meno di 43 anni, soglia che permette loro di aderire al gruppo giovani dell'associazione di categoria.

In questo quadro, l'Ungdcec si pone come osservatore privilegiato dell'attuale situazione economica, facendo del congresso un'occasione di confronto sugli strumenti più idonei per le aziende per superare la crisi. Esemplificativo il titolo che è stato dato alla tre giorni: "Una nuova era per l'economia: dalla crisi alle opportunità di sviluppo". «Considerata la nostra vocazione ed il ruolo proattivo che il commercialista deve avere in questo contesto, abbiamo voluto proporre un confronto professionale su alcuni strumenti tecnici di natura economica e giuridica utili a consentire non solo la sopravvivenza delle imprese, ma a far loro percorrere processi di sviluppo e crescita in uno scenario di profondo cambiamento», spiega Elisabetta Bombaglio, presidente dell'Ungdcec di Busto Arsizio. «Stiamo vivendo una profonda fase di transizione: per questo abbiamo voluto parlare di "era" dove le imprese hanno bisogno di un supporto per poter affrontare le nuove sfide e porre le basi per superare la crisi».

Il programma dei lavori è stato diviso in cinque sessioni che sfoceranno, nel pomeriggio del 3 aprile, in una tavola rotonda dove interverranno esponenti del Governo, del Parlamento, rappresentanti delle associazioni industriali, docenti universitari e del mondo sindacale. «Le sessioni sono state studiate in modo da poter offrire un approccio scientifico e una parte più relazionale con l'intervento di un case history», continua Roberto Ianni, commercialista dell'ordine di Busto Arsizio e vicepresidente del Comitato organizzatore del congresso. La prima sezione riguarda il mercato internazionale visto come nuova opportunità. Osserva Ianni: «L'attività di internazionalizzazione di un'azienda è un aspetto che deve essere affrontato. Parleremo poi del controllo di gestione, ovvero l'analisi dei costi per passare alla gestione finanziaria di un'azienda. Un aspetto importante è la finanza agevolata: in un mercato sempre più esteso, i competitors esteri hanno accesso a fondi e vantaggi economici che li collocano in una posizione di favore. Accedere a fondi pubblici non deve più essere visto come negativo, ma come un'opportunità», sottolinea Ianni. La quarta sessione riguarda le operazioni straordinarie (di natura finanziaria e industriale) come leva di competitività e di sviluppo. Nella quinta sessione saranno riprese le tematiche già sviluppate, ma sotto un profilo prettamente tributario. I lavori si concluderanno con la tavola rotonda.

Conclude Ianni: «La crisi è pesante, e lo scenario per il quale i professionisti si sono attrezzati ad operare è quello dell'emergenza; ma se questa situazione viene affrontata in maniera corretta, alla fine un'azienda può uscirne rafforzata».

 

http://www.imprese-economia.it/articolo.php?id_pubblicazione=39367

 

 

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