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Fabio Porta (PD), confermati ai Consolati del Sudamerica oltre 3 milioni di euro

19 marzo 2018 - Si tratta dell’80% dei fondi destinati alla eliminazione delle giacenze e al miglioramento dei servizi consolari. “Soddisfazione per il lavoro svolto”. Così Fabio Porta, Presidente del Comitato permanente per gli italiani nel mondo e la promozione del Sistema Paese, all’indomani della conferma da parte del Ministero degli Esteri del trasferimento ai consolati delle somme ricavate attraverso il contributo dei 300 euro per le domande di riconoscimento di cittadinanza

 

di Maurizio Pavani

 

“Si tratta di risorse importanti – continua il deputato uscente del Partito Democratico – sufficienti ad eliminare nei prossimi mesi le lunghe attese esistenti oggi nei consolati, in particolare quelli del Brasile e del resto del Sudamerica; se consideriamo poi che entro la fine del 2018 gli stessi consolati riceveranno un secondo trasferimento (il primo è infatti relativo al 2016 e al primo trimestre del 2017) e che dal 2019 queste risorse continueranno a essere regolarmente trasferite ai consolati, è evidente che siamo di fronte per la prima volta ad un intervento strutturale e risolutivo di un problema fino ad oggi mai affrontato con determinazione e lungimiranza”.

“Più di tre milioni di euro ai consolati del Sudamerica (*); al solo consolato di San Paolo sono destinati oltre 400mila euro, 335mila a quello di Buenos Aires, 167mila euro all’Uruguay e 72 mila euro al Venezuela: tutti soldi – ribadisce l’On. Porta – destinati alla contrattazione di personale locale, all’acquisto di attrezzature e comunque ad azioni in grado di migliorare i servizi ai connazionali e ridurre le lunghe attese per cittadinanze e passaporti”.

“Un risultato ‘storico’ – conclude il parlamentare – un importante punto di partenza sulla strada di un investimento sempre maggiore sulla piena cittadinanza degli italiani all’estero; non solo servizi e passaporti quindi, ma anche informazione, partecipazione democratica, lingua e cultura.  Solo così gli italiani all’estero e gli ‘italici’ saranno una risorsa davvero, non solo uno slogan da usare in campagna elettorale.”

(*) ARGENTINA: Buenos Aires (334.000); Rosario (197.000); Cordoba (183.000); Bahia Blanca (131.000); Mendoza (127.000); Lomas de Zamora (120.000); Moron (110.000); La Plata (93.000); Mar del Plata (59.000). BRASILE: San Paolo (407.000); Porto Alegre (382.000); Curitiba (295.000) Rio de Janeiro (168.000); Belo Horizonte (115.000); Recife (21.000); Brasilia (7.000). URUGUAY: Montevideo (167.000); VENEZUELA: Caracas (60.000); Maracaibo (22.000). COLOMBIA: Bogotà (53.000); CILE: Santiago (46.000); PERU: Lima (32.000). ECUADOR: Quito (15.000). PARAGUAY, Assuncion (12.000)

 

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