VIII Conferenza Ambasciatori d’Italia
Lo ha voluto ricordare il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, oggi, nella sessione conclusiva dell’VIII Conferenza degli Ambasciatori d’Italia, dando il benvenuto in Farnesina al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
"Quella così grande e importante parte d’Italia che vive e opera fuori dei confini nazionali – ha detto Monti - ha partecipato, con straordinario entusiasmo, Signor Presidente, alle visite da Lei rese all’estero, in occasione del 150° Anniversario: una stagione che deve essere ulteriormente proseguita e incoraggiata. Lei ha affermato, Signor Presidente, che il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, "non è stato un fuoco fortuito, di un’avventura passeggera, di una parentesi che forse si è già chiusa. No, si è trattato di un risveglio di coscienza unitaria e nazionale le cui tracce restano e i cuoi frutti sono ancor largamente da cogliere". Ne siamo tutti profondamente convinti: oggi – ha sintetizzato Monti - è sotto questa nuova luce che si situa anche il rapporto complessivo con quelle fondamentali risorse che sono gli italiani nel mondo, la diffusione della nostra lingua e della nostra cultura".
Nel suo discorso, Monti ha ricordato anche come dal luglio dello scorso anno "abbiamo assistito a una forte accelerazione di processi che, sul piano finanziario, hanno messo a rischio il futuro dell’eurozona; sotto il profilo politico e della sicurezza, analoga accelerazione ha riguardato gli sviluppi nel Mediterraneo. Queste due parallele dinamiche – per Monti - hanno richiesto al nostro Paese uno sforzo di adattamento senza precedenti nella storia recente dell’Italia. Hanno toccato in modo speciale l’Europa, le relazioni transatlantiche, il Mediterraneo e le posizioni e l’influenza del nostro Paese".
"I due anni seguiti al fallimento della Lehman Brothers nel settembre 2008 – ha proseguito Terzi - si sono caratterizzati per sforzi intensi nel ricercare meccanismi efficaci di governance economica. Per parte sua, l’Amministrazione americana si è impegnata in un processo di riforma peraltro contrastato dal nuovo Congresso che coniugasse la disciplina di bilancio con le esigenze della crescita, mentre anche l’Unione Europea si muoveva in analoga direzione. Sono tuttavia mancate per molti mesi risposte convincenti, su entrambi i lati dell’Atlantico. I Consigli Europei degli ultimi sei mesi hanno però impresso, nel nostro Continente, - ha specificato Terzi - un cambio di tendenza, e le decisioni adottate la scorsa settimana a Bruxelles sembrano ridare fiducia. Forse, anche questa volta, è stato l’aggravarsi della crisi a generare un chiaro risveglio della volontà al quale abbiamo assistito in altri momenti difficili del processo di integrazione europea".
"Se il nostro ruolo e la nostra credibilità in Europa stanno traendo vantaggio dalla determinazione di cui il Paese sta dando prova nel perseguire politiche improntate al risanamento del debito, all’equità e alla crescita, - ha sottolineato Monti - crediamo sia questo un momento propizio per concentrare i nostri sforzi anche sull’ulteriore sviluppo delle relazioni transatlantiche e dei nostri rapporti nel Mediterraneo".
La prima dimensione per il primo ministro "beneficia intimamente di quella straordinaria, profonda e insostituibile comunità di valori tra Italia e Stati Uniti, tra i quali primeggiano la democrazia, lo stato di diritto, e la dignità dell’uomo. Se noi siamo visti a Washington come un partner e un alleato essenziale, gli Stati Uniti mostrano di voler attribuire il più possibile all’Italia ruoli di alto profilo. Merito precipuo va alla preparazione e al coraggio dei nostri militari impegnati nelle operazioni di pace, alla coerenza delle nostre posizioni di politica estera nei diversi contesti sui temi della sicurezza, dello sviluppo, e dei diritti fondamentali della persona. Su questo solido retroterra, europeo ed atlantico, l’Italia può continuare a contribuire in misura assai rilevante alla stabilità e allo sviluppo economico e sociale nella sponda sud del Mediterraneo".
"Sono molte – ha detto ancora - le iniziative, i contatti, i piani d’azione nei quali la diplomazia italiana sta dimostrando le sue capacità nel sostenere" "il consolidamento istituzionale dello Stato libico; nell’accompagnare i processi di trasformazione democratica in Tunisia e in Egitto; nell’incoraggiare le forze vitali della realtà siriana verso una soluzione politica, che ponga termine alle inaccettabili violenze perpetrate dal regime di Damasco".
"La diplomazia italiana, - ha ricordato Monti - nutre una matura consapevolezza delle proprie responsabilità; onerose sì, ma al tempo stesso straordinariamente ricche di opportunità. La diplomazia italiana vive con forte motivazione le difficoltà di questo tempo. È una motivazione che trascende timori di insuccesso, restrizioni finanziarie, disagi famigliari, condizioni precarie di sicurezza e di vita quotidiana, che in molti Paesi le nostre Ambasciate sperimentano. Le donne e gli uomini della Farnesina, qui autorevolmente rappresentati da tutti i Capi Missione, sono, Signor Presidente, prima di ogni altra cosa, al servizio del Paese, al servizio dei nostri concittadini, della nostra cultura, delle nostre imprese. Con queste premesse, la Farnesina – ha assicurato Monti - intende essere sempre di più un punto di riferimento centrale anche per le politiche di crescita economica del Paese, per sostenere con strumenti efficaci e innovativi l’internazionalizzazione del sistema economico".
Monti ha concluso il suo intervento accennando "a quanto ha rappresentato per la diplomazia italiana il grande progetto delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia".
"Durante tutti questi mesi – ha chiosato - i nostri Ambasciatori e il personale tutto nei quasi 900 uffici diplomatici, consolari e culturali (318 uffici di prima categoria + 546 uffici onorari), di cui l’Italia dispone nel mondo, sono stati pervasi da un sentire veramente comune e diffuso: quello cioè di essere parte di un momento unico, nel riaffermare i valori e i fondamenti del pensiero che ha ispirato il nostro Risorgimento, la grandezza e l’eccezionalità di un secolo e mezzo di storia che ha fatto del nostro Paese una avanzata democrazia europea. Attraverso le sue Ambasciate, la Farnesina ha colto questo momento, sotto il suo impulso così autorevole e attento – Signor Presidente – per organizzare, sostenere, patrocinare centinaia e centinaia di iniziative in tutto il mondo. Sarebbe riduttivo confinare tutto ciò nella categoria pur importante delle celebrazioni commemorative".
Fonte: (aise)














di Vanni Vincenzi - Phone: 348-7069419
