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Aspettando maggio. ROUND THE WORD.

Ho perso di nuovo la relazione spazio-tempo sul B747 da 371 posti, 72.7 metri di lunghezza, 920 km. orari di crociera, che da Sydney mi ha portato a Santiago del Cile. Poi, dopo sei ore in aeroporto e altre due di volo, sono atterrato a Buenos Aires. Dead. Ho sorvolato, per via dei 12 fusi orari, tutto il Pacifico dell'emisfero australe in un'ora.

 

Il tempo è invisibile, ma determinante. Scolpito nelle bellissime rughe che gli, soprattutto le, idioti vogliono cancellare trasformandosi con l'antinatura in mostri.
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Baires, dopo un tentativo di riposo, subito nei miei luoghi amati. Il kilometrico mercatino di Piazza DorregoPuerto Madero, i suoi ristoranti e le sue gru corrose dal salmastro. Il tango nell'aria e ballato in Calle Florida. Il rosa del sangue di maiale della  Casa Rosada. Un comico di strada ironizza sui Tanos, soprannome simpatico degli italiani: uno spasso. La Chacraristorante tradizionale di asado, inaspettatamente "cerrado". Las medialunas, piccoli croissant libidinosi. Carne patagonica: capretto e agnello. Domenica mattina: io con le mani in tasca fischiettando, tra le vie del centro, a una ora per me proibitiva, sei e mezza, con il jet lag incorporato. Mi Buenos Aires querido, cuando yo ( giò portegno) te vuelva a ver" si struggeva Gardel. Chissà.
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Aspettando maggio.
Un arcobaleno illumina la sponda paraguaiana, mentre da poco arrivato a Posadas guardo il Paranà dalla finestra. E mi sembra un bentornato.
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È pomeriggio. Cielo increspato da nuvole veloci. Mi sembra tutto immobile. Calmo. Silenzioso. Dopo giorni di up and down, 12 letti11 aerei, nonsocontarequantiristobar, 6 idiomi, un tentativo di avvelenamento con salsine equivoche, la rottura della catena della bicicletta a Mainly, lo snorkering al Reef.
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Posadas sonnecchia. Io invece sono fuso dai fusi. Tento di dormire. Ma alla mattina invece di un caffellatte mi viene voglia di cazoeula con verze ben cotte e pappina con tanti pinoli. La valigia strabocca e Sara, madre del amigazo Pablo, Subito Santa, attiva la lavatrice immediatamente e tutto è stirato in un giorno. Il kit di sopravvivenza me lo sono velocemente procurato: un forno microonde. E la credit card.
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Mi fermo. Respiro. Ascolto il mio respiro. Cogito. Nel mio Altrove. E aspetto Maggio.
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E il pensiero è in azione. Devo affinare e dare impulso al progetto di cooperazione internazionale che abbiamo in corso. La biblioteca e il corso di informatica, il badminton e la scuola di calcio alla Don Bosco. Lo screening dei diversamente abili nel quartiere El Laurel e l'alfabetizzazione per adulti. l'Hogar Santa Teresita e le trenta bambine con problemi famigliari. Soprattutto l'arrivo di Antonio, il volontario italiano che devo inserire nel progetto e si fermerà a Posadas 8 mesi e mezzo.
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Aspettando maggio.
Vedo Horacio, il nostro amministratore e nostro fidato braccio destro, sempre disponibile. Vado quindi alla Escuela Don Bosco. Sono i primi giorni del nuovo anno scolastico. I maestri l'hanno recentemente ripulita, lavorando col cuore volontario. Noto subito l'assenza di Adriana, a casa per malattia. Rociomaestrina sempre sorridente bella simpatica e sempre zitella, perdon, single.Luis, il Direttore, persona squisita, soprattutto quando mi invita a casa sua per un asado. Victor e il progetto gelato che può diventare qualcosa di veramente sorprendente. Diego e la sua calma olimpica. Matias, il campetto di calcio  e il badminton, portato sconosciuto da MonicaPunto a Capo alla Escuela San Miguel, con un campioncino arrivato settimo in un torneo nazionale. Un piccolo cosmo lontano dal centro, immerso nel Quartiere El Laurel, che fa fatica a uscire da una povertà strutturale, dimenticato dai politici, che arrivano solo per le elezioni con le consuete promesse. Sono qualunquista?
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Baracche di legno, strade non asfaltate e polverose. Un buon tentativo di nuove case popolari. Sono tornati i cani nelle strade dopo la leishmaniosiNegozi di frutta che aprono e chiudono in una settimana. Nessun centro di aggregazione. L'inflazione al 35% che limita i consumi. Dopo anni di espansione della economia avverto un freno. Visibile nel supermercato California e al distributore di benzina: nessuna coda.
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Entro in un'aula. Chiedo Quale è la capitale della Francia? Silenzio tombale. Chiedo Chi è l'attuale giocatore argentino della Juventus? Un boato: Dybala, Dybala. "Maurizio chi è per te il miglior giocatore italiano di sempre?". Urca. Domanda da one million dollars. Roberto Baggio o Alessandro Del Piero. I miei miti. E ricordi. Parigi, 1994. Stanza di hotel. Piccolo televisore catodico. Gol da biliardo di Roby al Mondiale USA. Torino, 2012. Juventus Stadium. L'addio di Pinturicchio.
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Aspettando maggio.
Incontro i collaboratori di Punto a Capo. Marta e Doris hanno lavorato nel quartiere El Laurel in settori difficili, diversamente abili e analfabeti. Ci conosciamo da 10 anni e la loro passione sociale è sempre la stessa. Marcelo, ex seminarista, deve meglio inserirsi nel gruppo. Tutti amano la loro gente. Carmen, la bibliotecaria mi racconta con dovizia di particolari il suo operato e che Gabriele sempre la osserva. "Ogni tanto la mattina gli parlo per pianificare con lui il lavoro della giornata". Splendida idea quella di mettere un ritratto di Gabriele in biblioteca, luogo ideale del suo sapere. Carmen ha avuto il dengue.  Confesso che ho terrore di questa malattia, che è ormai epidemia e viene trasmessa dalla zanzara Aedes Aegypti. Porta forte febbre, debilitazione. La definiscono anche spaccaossa. Si deve stare a letto per 10 giorni e in casi estremi può portare alla morte. Ogni persona a cui chiedo ha avuto ultimamente almeno un familiare con questa malattia. I politici minimizzano e si dice che questa situazione si è determinata per un mancato intervento di prevenzione il passato ottobre. Perchè? Perché la politica era indaffarata ad affrontare lo scontro elettorale che poi ha portato a un vero cambiamento con la sconfitta degli eterni peronisti a favore di Macri, una specie di Berlusca. Che gentaglia!
Sono qualunquista?
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Mi sono armato subito di spray e creme. Barricato in casa con aria condizionata a manetta. Porto sempre camicie a maniche lunghe. La zanzara colpisce la mattina presto, non c'è problema per me, ma dopo le 17...ahi ahi. Questa volta è una faccenda seria, ragazzi. Sono preoccupato!!
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Sabato scorso sono stato con l'amico Jose Luis a vedere una partita di calcio tra la squadra degli architetti, di cui è allenatore, contro gli avvocati. Periferia di Posadas. Sei campi ben curati zeppi di giocatori e sei partite in corso. Una: infermieri contro bancari. Ovvio per chi tifavo, e non solo per i miei trascorsi professionali. Guardavo la partita ma anche nell'aria per vedere se c'era qualche zanzara svolazzante. Puzzavo di creme e spray. "L'aedes è urbana. Tranqui, Mauri." mi ripeteva Josè Luis.
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Semm a post.
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Aspettando maggio.
Quando tu, Maddalena, entrerai nella Pieve di Santarcangelo di Romagna, dalla splendida armonia architettonica e il tuo futuro si vestirà di bianco. I tuoi desideri diverranno diamante in una parola: si. Due sillabe che contengono il tuo mondo e quello di Marco, che mi ha aiutato coi suoi libri a meglio definire importanti valori: il rispetto degli esseri umani, le ragioni degli altri, il sacrificio, il coraggio, la devozione.
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Intraprenderete un cammino assieme. I fusi saranno molti. Trasvolate e atterraggi. Giù e su.
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C'è un segreto svelato che può tingere un paesaggio, un oceano, una montagna.
È il presentimento di amore, dice il vostro libro.
Voi siete splendenti.
Vivete il vostro amore senza mai rimpiangere il possibile.
Prigionieri e nel contempo totalmente liberi con i vostri corpi cellule menti sudori.
Ubriacatevi di amore.
Amatevi.
Per me pensare a voi, aspettando Maggio, è oggi il senso della mia esistenza.
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15 de Marzo 2016
Di Maurizio Cazzaniga, presidente Associazione Punto a Capo (www.puntoacapoassociazione.org, fonte dell'articolo)
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Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
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