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L'intervista a Ezio Agazzi

Il sig. Agazzi è un lombardo doc: poche parole, grande lavoratore, geloso custode dei valori della famiglia. Il suo amore per l'Italia scorre nelle sue vene e in quelle dei suoi figli. La sua testimonianza
-Sig. Ezio, ci racconta le sue origini?

Sono nato a Bergamo nell'anno 1946, abitavo precisamente a Borgo di Terzo. I miei nonni avevano una piccola campagna e, nella stessa strada, abitavamo anche i miei zii.

 

-Quali sono i ricordi più vivi che ha dell'Italia?

La mia casa, la casa dei miei nonni, la scuola. Ricordo che mio nonno allevava conigli e aveva anche una mucca che stava in un luogo molto pulito e ordinato, come una casa di famiglia. Mi ricordo le cene con i miei zii (i fratelli di mia mamma) che facevamo sempre arrabbiare mia nonna che, alla fine, se la prendeva anche con me...

 

-Quali sono state le sfide che ha dovuto affrontare nel Nuovo Mondo?

L'angoscia di non conoscere niente e nessuno; avevo molta nostalgia della mia famiglia e soffrivo per la lontananza: il lavoro di mio padre, la nostra casa, i miei amici e cugini...qui tutto era diverso e, per me, tanto strano.

 

-Cosa significa essere italiano, per lei, oggi?

La cosa più importante, un grande Orgoglio.

 

-Quale legame ha con la sua Regione d'origine, la Lombardia?

Non ho mai avuto un legame diretto fino a quando sono stato beneficiato di importanti aiuti che mi hanno permesso di migliorare la mia condizione di salute ed economica. Porgo pertanto i miei più sinceri ringraziamenti alla Regione Lombardia per questa azione solidale.

 

-Qual'è il suo rapporto con l'associazionismo italiano in Argentina?

Non partecipo direttamente ma tutto quello che le associazioni fanno è molto importante perché mi riporta alla mia terra e ai suoi bellissimi ricordi.

 

-Che cosa consiglierebbe a un giovane che oggi decide d'emigrare in America Latina?

Sinceramente che non lo faccia, le condizioni non sono buone, né economiche né sociali, sono le peggiori che ho visto in vita mia.

 

-Ci saluta con un aneddoto?

Sono tantissimi. Però ricordo che mio papà diceva di ritornare in Italia ogni anno finché suo padre è morto, poi non l'ha più detto... Questo è rimasto il mio desiderio: tornare in Italia e rivedere il mio amato Paese.

 

Marta Carrer

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