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Monumento a Colombo: la collettività italiana ha detto no allo sfratto

Buenos Aires. In una manifestazione davanti alla “Casa Rosada” è stato chiesto di lasciare il monumento al suo posto ...

Qualche centinaio di dirigenti delle varie strutture di rappresentanza della comunità italana e cittadini italiani e argentini, hanno manifestato la loro opposizione allo spostamento del monumento a Cristoforo Colombo, donato nel 1921 dalla collettività italiana. Un progetto della “Casa Rosada” infatti, vorrebbe mandare il monumento, alto sei metri, dal peso di 30 tonnellate e opera in marmo di Carrara dello scultore Arnaldo Zocchi, a Mar del Plata e al suo posto insediare una statua in omaggio a Juana Azurduy, donata dal governo boliviano.

Non si tratta di dividerci su chi merita di più un omaggio, hanno detto i dirigenti presenti, ma di accogliere tutti quanti hanno un significato importante per la storia e la cultura argentina. Quindi non escludiamo Juana Azurduy, eroina dell’Indipendenza argentina, semplicemente sosteniamo che per innalzarle un monumento, non è necessario spostare quello di Colombo, così carico di significati storici e culturali, legati alla presenza italiana nel Paese.

La manifestazione organizzata dal Comites di Buenos Aires, con la adesione di FEDITALIA, FEDIBA, di numerose federazioni e associazioni e degli altri Comites dell’Argentina, si è svolta in Piazza Colombo, davanti alla cancellata che circonda la piazza e che impedisce l’accesso al monumento.

I presenti hanno cantato gli inni nazionali argentino e italiano e poi hanno iniziato un percorso attorno alla “Casa Rosada”, salendo per via Rivadavia, entrando in Piazza de Mayo e scendendo per via Hipolito Yrigoyen, per ritornare davanti al monumento a Colombo. Portavano due lunghissime bandiere tricolori, oltre a bandiere argentine e italiane, stendardi di numerosi sodalizi e alcuni manifesti, tra i quali uno della Federazione Calabrese e un’altro dell’Associazione Padovani nel Mondo, esprimendo l’opposizione al trasloco del monumento.

Fonte: www.tribunaitaliana.com

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