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Abel Albino: il dottore della speranza

Un francobollo della Compagnia postale italo-argentina “Andreani” con la sua fotografía ed una scuola pubblica di Mendoza con il suo nome per volontà dei propri alunni
Tempo fa, un mio caro amico, mi fece pervenire una mail con allegato un video.

In esso, si vede -invitato dal Prof. Lucio Traverso e gli alunni del master in Dirección de Empresas EMBA XV- il Dr. Abel Albino fomentando l’interesse dell’IAE (Escuela de Negocios de la Universidad Austral) sulla problematica della denutrizione.

Propone agli assistenti che, dalle future posizioni di “leaderships”, incentivino fortemente politiche di stato mirate alla prevenzione di questo micidiale flagello.

In questa sua relazione, di 9 minuti e 51 secondi di durata, Albino alza la voce in difesa dei bambini denutriti: “E’ proprio indegno, vergognoso, miserevole ed inumano…ho visto quello che mangiano…niente!” E guardando i partecipanti negli occhi spara: “Voi siete la testa pensante della società…l’Università è la testa pensante di una società!”

Dopo un attimo di silenzio, beve un sorso d’acqua e continua a dire: “Oggi, quando il Paese crolla a pezzi…abbiamo bisogno dei nostri figli a fianco di questa terra madre…non in Italia o in Spagna…”

Riprende il fiato e si domanda: “Che Paese vogliamo?...un Paese di saltimbanchi, lavavetri, cartoneros e mendicanti?...allora siamo sulla strada giusta! Se invece vogliamo una grande nazione, ricca, potente, in cui si possa vivere cento volte meglio…dovremmo pensare alla sua principale ricchezza: il suo capitale umano…”

“Se questo capitale umano venisse rovinato, non ci sarebbe nessun futuro”. Conclude, mentre il suo discorso viene incoronato da un forte applauso degli studenti presenti nell’auditorio.


Il dottor Abel studiò medicina a Tucuman, Mendoza e poi in Cile. Ben presto scoprì l'importanza di lavorare vicino ai fanciulli e di dedicarsi alla prevenzione della denutrizione. Tramite la Fundación CoNIn, Abel Albino comincia un lavoro solidale che oggi dilaga su tutto il territorio.

Forse da padre o nonno lombardo (bergamasco), Abel Albino nacque a Mendoza. Ma la sua storia, segnata dalla solidarietà, cambierà quella di centinaia di bambini e famiglie di scarse risorse in tutto il Paese.

Dal suo umile posto e grazie alla grande voglia di “fare qualcosa”, Abel Albino costruisce un impero di speranza e lavora affinchè gli altri possano essere più felici.

La vocazione lo porta alla Facolta di Medicina dell’Universidad Nacional de Tucumán per poi laurearsi presso l’Universidad Nacional de Cuyo. Si specializza in Pediatria in Cile e nel 1992 va a Navarra per approfondire le conoscenze sulla Biologia Molecolare.   

Ma proprio lì, "scopre che non si sentiva in pace" finchè un messaggio di Madre Teresa di Calcutta, pubblicato su un giornale, lo invitò a servire gli altri e a trovare la tranquillità dell’anima. Al rientro dall’Europa, la preghiera di Giovanni Paolo II: "occupatevi dei più bisognosi" lo colpì ancora di più.

Alla domanda sul suo più intimo orgoglio, il dott. Abel Albino risponde con sincerità: “la mia familia e la mia Patria”.

Allegro, tenace e solidale, riconosce il suo peggiore difetto: l’ansietà mentre sogna che il mondo possa ritornare alla spiritualità.

La donna ideale per lui deve essere raffinata, feminile ed allegra. Legge i grandi uomini della storia e quando gli si chiede sul modello di Paese, senza esitare risponde: grande, ricco, poderoso, dove "tutti viviamo 100 volte meglio”.

Ad Abel piace camminare per le strade di Mendoza, città che considera casa sua. Gli piace ascoltare musica classica, tango e folklore, nonchè mangiare l’asado col vino rosso.

Dopo l’Argentina, tre posti al mondo gli fanno girare la testa: per prima l’eterna Roma, poi le Isole Canarie ed infine il Perú.

La Fundacion CoNIn (Cooperadora para la Nutricion Infantil) nacque a Mendoza nel 1993 perchè "nessuno può essere felice tra le persone in difficoltà".

Abel Albino avvertì che i più bisognosi erano i bambini ammalati, specie quelli malati mentali, e che l’unica causa reversibile era quella nata dal proprio uomo: la denutrizione.

Allora, i centri di prevenzione si moltiplicarono per tutto il territorio raggiungendo perfino il continente africano.

"Il sorriso di un bambino mi fa piacere e gioia e contemporaneamente mi fa sentire il compromesso. Considero che come società siamo molto solidali. La mia più grande soddisfazione è veder crescere un’infanzia sana in corpo ed anima", afferma il dottore.

Vedovo da 9 anni, rimane accompagnato da María Cecilia (27) -arredatrice-, María José (26) -studente di Diritto-, María Julia (24) -studente di Pubblicita-, María Pilar (21) -studente di Enologia- e María Luisa (18) che frequenta ancora il liceo.

Un fracobollo della Compagnia Italo-argentina Andreani porta la sua fotografía ed una Scuola Pubblica di Mendoza il suo nome per decisione dei propri alunni.

Nel 2007 la Camera dei Deputati della provincia lo dichiarò Cittadino Illustre per il suo impegno contro la denutrizione dei bambini e ricevette anche il Premio Konex da questa organizzazione.


Jorge Garrappa Albani – Redazione Argentina

jgarrappa@hotmail.com - www.lombardinelmondo.org

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