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Ghetto o G(h)et To, that is the question?

Il nostro corrispondente Giorgio Garrappa intervista due giovani architetti italiani, Annalisa Mosetto ed Elena dell'Oro, che stanno collaborando a un importante progetto socio-urbanistico nella città di Rafaela

Annalisa Mosetto, architetto, Vice - Presidente dell’ONLUS “Architettura Senza Frontiere – Piemonte”, ha risposto con grande disponibilità alle nostre domande sul Progetto di Riqualificazione dell’area compresa tra i quartieri Barranquitas e Italia della città di Rafaela. In seguito l’intervista.

 

Come nasce l’idea di avviare un progetto d’intervento urbanistico sociale con la partecipazione di giovani professionisti italiani?

“La Municipalidad di Rafaela e ASF - Piemonte (Architettura Senza Frontiere) hanno collaborato in passato per l'ideazione e l'implementazione di diversi progetti.

Inizialmente, la Municipalidad di Rafaela, il Comune di Fossano come capofila, altri partner dell’America Latina ed ASF - Piemonte hanno partecipato al Bando Europaid 2010, con il progetto “Arte Incluye”. Poi, all’interno del progetto “Municipalidad de Rafaela: strumenti di sostenibilità ambientale e gestione in autonomia dei percorsi formativi settore auto motive” del Comune di Fossano, sostenuto dalla Regione Piemonte, si sono svolte attività nel settore della sostenibilità ambientale indirizzando le azioni nel campo dell’edilizia e nello sviluppo sostenibile della città.

In questo contesto ASF ha seguito i temi dell’architettura bioclimatica e a basso costo: nel mese di giugno del 2011 ha condotto presso la Municipalidad di Rafaela due workshop sulla sostenibilità e sul social housing in cui sono stati coinvolti funzionari della Municipalidad (architetti, urbanisti, sociologi), professionisti, studenti. In Rafaela, ASF Piemonte ha visitato aree periferiche, i cantieri di case popolari, centri comunitari.

Nel mese di agosto del 2011 ASF Piemonte ha ospitato il direttore dell’Instituto Municipal de Vivienda, Arq. Marcelo Bersano e l’Assessore all’Urbanistica di Rafaela, Ing. Daniel Ricotti, e sono state condotte visite ad alcuni esempi di social housing, ad aree in corso di riqualificazione e in centri di servizi della città di Torino.”

 

Quali sono le conclusioni di questi incontri?

“A conclusione di questi incontri è stata definita, di comune accordo con i rappresentanti della Municipalidad di Rafaela e del Comune di Fossano, di proseguire il lavoro congiunto sui temi della riqualificazione di aree degradate e sul miglioramento del comportamento energetico delle abitazioni a basso costo.”

 

Inclusa la formazione specifica di tecnici rafaelini?

“Grazie all’iniziativa della Compagnia di San Paolo Formazione per lo sviluppo, ASF Piemonte ha erogato una borsa di studio per il percorso formativo di Gustavo Ariel Ferraro, tecnico di Estudios y Proyectos della Municipalidad che sta frequentando il Corso di perfezionamento “Habitat,

tecnologia e sviluppo” (HTS), corso di formazione di III livello del CRD PVS del Politecnico di Torino.

Durante il periodo di permanenza in Italia, l’Ing. Ferraro ha svolto uno stage presso il Comune di Fossano per lo studio della riqualificazione dell’area fluviale Parco Stura.

L’obiettivo della sua formazione è approfondire le tematiche relative alla riqualificazione ambientale delle aree marginali, in particolare la valorizzazione delle aree esondabili facenti parte del sistema di gestione del rischio idrologico presenti nel Barrio Barranquitas, quartiere periferico dove sono presenti insediamenti irregolari.

In collaborazione con il CRD-PVS del Politecnico di Torino, ASF Piemonte ha promosso uno stage degli studenti del Corso di Perfezionamento HTS che stanno sviluppando una ricerca sulla riqualificazione del Barrio Barranquitas.”

 

Del gruppo fanno parte giovani corsisti lombardi. Da dove provengono gli altri?

“Fanno parte del gruppo, otto studenti che frequentano il corso e provengono da diverse regioni dell’Italia.

Ad esempio, sono lombardi: Elena Dell'Oro, di Civate (LC), 25 anni, architetto; Veronica Lupica, di Cologno Monzese (MI), 27 anni, architetto; Andrea Menescardi, di Milano, 29 anni, architetto; Rita Radici, di Milano, 26 anni, ingegnere architetto e Delia Zucca, di Rho (MI), 26 anni, ingegnere architetto.

Grazia Giulia Cocina, invece e’ sarda, di Alghero (SS), 26 anni, architetto. Carlotta Fabbri, viene da Cesena -nell’Emilia Romagna- 26 anni, ingegnere architetto e Marika Miano, campana di Napoli, 28 anni, architetto pure lei.”

 

All’architetto Elena Dell’Oro -Architecture & Planning advisor- membro attivo della squadra, abbiamo rivolto alcune domande.

 

In che modo è stata svolta l’attività di stage?

“Il progetto di riqualificazione è stato avviato in Italia, a Torino, nei mesi di maggio e giugno durante le due settimane di workshop del corso CRD-PVS “Habitat, tecnologia e sviluppo”. Attraverso l’estrapolazione del materiale fornito dalla Municipalidad de Rafaela abbiamo svolto una prima analisi sulla città ed in particolare sul Barrio Barranquitas. La fase di ricerca e lavoro svolta in Italia si è conclusa con la presentazione di tre progetti distinti, ciascuno dei tre gruppi ha sviluppato un’idea con l’intento di conferire un’identità nuova all’area di progetto”.

Una volta giunti a Rafaela, come avete svolto il vostro compito?

“Sin dai primi giorni abbiamo effettuato sopraluoghi al Barrio Barranquitas, visitato alcuni casi di edilizia sociale, incontrato le associazioni attive nel quartiere, il personale della Municipalidad e i professionisti locali e soprattutto abbiamo discusso con alcuni abitanti del quartiere.”

 

A che conclusioni siete arrivati da questi incontri?

“L’impatto con la realtà del luogo ha suscitato alcuni ripensamenti progettuali rispetto a quanto programmato e studiato in Italia. I gruppi hanno deciso di comune accordo di integrare i tre progetti; hanno così estratto ed elaborato le idee e gli aspetti positivi di ciascuno dei lavori precedenti proponendo un unico progetto.

La lettura dei problemi fisici e sociali del quartiere come la presenza del passaggio ferroviario che divide l’area e non consente l’integrazione tra le parti, il canale d’acqua che durante le forti piogge inonda, la presenza di abitazioni informali, i giovani che non terminano la scuola e sono disoccupati, i disagi famigliari sono solo alcune delle difficoltà del quartiere che hanno guidato la definizione dell’obiettivo progettuale: riqualificare l’area puntando alla progettazione non solamente di abitazioni sociali ma anche di spazi collettivi con l’intento di recuperare ed integrare anche gli spazi esistenti che attualmente sono riconosciuti dalla comunità del quartiere e che sono pienamente rispettati.”

 

Quale sarebbe quindi la strategia d’intervento più efficiente in questo caso?

“Lo scopo principale del lavoro è quello di restituire l’identità al quartiere. Si tratta di progettare uno spazio multifunzionale, percorribile e accessibile dagli abitanti del quartiere e della città, capace di rispondere alla domanda di abitazioni e divenire un polo attrattore; uno spazio condiviso di formazione, di lavoro e svago. Il confronto e l’interazione di professionisti con competenze differenti ha consentito ad una elaborazione progettuale attenta al rapporto con il luogo e alla rispondenza funzionale.”

 

Ghetto o G(h)et To?” possiamo definirlo come slogan del progetto?

“Per sviluppare un progetto di questo tipo è necessario partire dai pregiudizi, compresi i nostri. Il risultato del lavoro è il frutto di uno sguardo differente, ma attento e sensibile, di giovani professionisti venuti dall’estero che hanno contribuito a promuovere e stimolare un' ulteriore possibilità e approccio alla progettazione.

La forza del progetto è anche nelle parole: scambiate, dette, sussurrate, urlate.”

 

Insomma una collaborazione ed un proficuo scambio che emerge dal gemellaggio iniziato 15 anni fa tra la nostra città e la “sorella” piemontese di Fossano.

 

Jorge Garrappa Albani – Redazione Portale Lombardi nel Mondo

www.lombardinelmondo.org - jgarrappa@hotmail.com

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Editoriale

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