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Addio a Polda Barsottini, madre di Plaza de Mayo

Il cordoglio del Presidente Martini: "Una madre coraggio che cercava giustizia e verità"

"In questi anni l'ho incontrata più volte e mi ricordo le sue parole ferme quando, nel 2003, la prima volta che era tornata in Italia, venne a Firenze: se ti portano via il meglio della tua vita, diceva, non puoi stare a casa. Quello che vogliamo è trovare un po' di giustizia. Non tutta, ma almeno un po' sì".

 

Il Presidente della Toscana Claudio Martini ricorda così Polda Barsottini, una delle madri italiane di Plaza de Mayo, toscana di Levigliani, in provincia di Lucca, scomparsa ieri a 86 anni. Partecipazione e cordoglio ha espresso anche Lorenzo Murgia, vice presidente del "Toscani all'estero", che in questi giorni sta guidando una delegazione regionale in visita alle associazioni toscane in Argentina.

 

Polda Barsottini aveva sei anni quando emigrò in Sud America. Il figlio, Guillermo, venne rapito a Buenos Aires nel 1976 per strada, insieme alla fidanzata Maria, dagli uomini della dittatura militare ed è diventato uno dei 30mila (ma forse sono molti di più) desaparecidos argentini. Aveva 24 anni, studiava architettura ed era un militante del gruppo guerrigliero Erp. Da allora se ne sono perse le tracce. La fidanzata di Guillermo venne invece rilasciata alla fine del 1977 e per le torture perse il figlio che aveva in grembo.

 

La signora Barsottini, che non ha mai preso la cittadinanza argentina, lasciò il suo lavoro di sarta e per trent’anni ha speso tutte le energie alla ricerca di notizie certe sulle ultime ore del figlio. "Polda è diventata il simbolo di tante madri coraggio, ricordo vivido di un grande dramma" conclude Martini. L'anno scorso è stata insignita con il Gonfalone d'Argento .  (ItalPlanet News)

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