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Donne lombarde nella Storia.1

Linda Malnati nasce a Milano il 19 agosto 1855, maestra e organizzatrice delle associazioni delle insegnanti elementari, sostenne il movimento per la pace e il diritto di voto delle donne

 

Linda Malnati (Milano 19 agosto 1855 – Blevio (Como) 22 Settembre 1921).

 

Maestra comunale e organizzatrice delle associazioni delle insegnanti elementari, sostenne il movimento per la pace e il diritto di voto delle donne.

 

Fu fra le principali organizzatrici del movimento operaio femminile a Milano, esponente di quel gruppo di donne, vicine alle posizioni socialiste, che svolsero un ruolo centrale tra Ottocento e Novecento per la formazione culturale e il diritto al lavoro delle donne meno abbienti. Maestra comunale, partecipò ai moti sociali del 1898, venne per questo sospesa dall'insegnamento e denunciata. Fu riabilitata nel 1900 e nominata direttrice di una scuola elementare. In seguito fece parte del Consiglio per l'amministrazione degli orfanotrofi cittadini. Andata in pensione nel 1909, continuò a collaborare con Alessandrina Ravizza in varie opere assistenziali, soprattutto a favore dell'infanzia abbandonata.

 

Fu presidentessa della Lega per la tutela degli interessi femminili ed esponente di primo piano dell'organizzazione che raccoglieva maestri e maestre. Oltre ad aver fondato la Società Figlie del Lavoro, rivolta alla tutela degli interessi delle lavoratrici, nei primi anni del Novecento fu una sostenitrice del movimento per l'Università popolare milanese.

 

La Malnati fu attiva nel movimento per il diritto di voto alle donne e fece parte insieme ad Anna Maria Mozzoni della pro-suffragio universale. Collaborò a numerosi giornali e riviste con articoli a difesa dei diritti delle lavoratrici e soprattutto delle maestre elementari, criticando la discriminazione salariale di cui erano fatte oggetto (a parità di condizione, le maestre guadagnavo 1/3 rispetto ai loro colleghi maschi). Insieme a Emilia Mariani, diresse la rivista «Vita Femminile». Fu direttrice anche della «Difesa delle Lavoratrici», rivista socialista che ospitò spesso suoi articoli sull'istruzione delle donne e sui problemi delle maestre elementari.

 

Nel 1908, intervenendo al I Congresso di attività pratica femminile, sostenne il diritto delle donne alla giornata lavorativa di otto ore, alla parità retributiva tra lavoranti a domicilio e lavoranti di fabbrica, l'istituzione di moderni nidi d'infanzia e "Case per bambini" (sul modello di quella realizzata a Roma da Maria Montessori) e la necessità di uno sviluppo delle istituzioni sussidiarie alla scuola e dei doposcuola. Molto attiva anche nell'organizzazione degli insegnanti, venne eletta nel 1909 nel direttivo dell'associazione Unione magistrale nazionale. Accesa pacifista venne segnalata nel 1916-1917 dalla polizia per il suo impegno antimilitarista. Tra i suoi opuscoli, numerosi quelli dedicati al tema dell'istruzione: La refezione scolastica (1901), Letterine ad uso delle scuole elementari (1905).  

 

Muore a Blevio (Como) il 22 settembre 1921.

 

Fonte:

http://www.emscuola.org

Figure di spicco nella storia del diritto allo studio delle donne di Lucia Motti

Bibliografia: Franca Pieroni Bortolotti, Socialismo e questione femminile in Italia 1892-1922, Milano, Mazzotta, Milano 1974.

Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, a cura di Franco Andreucci e Tommaso Detti, Roma, Editori Riuniti, 1976. Ad nomen, voce a cura di Enzo Santarelli.

 

Patrizia Marcheselli

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