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Argentina vs Argentina

Un’amara e critica riflessione della nostra collaboratrice Patrizia Marcheselli sull’emergenza sanitaria in Argentina a causa dell’influenza A-R1/H1

Le nuove frontiere si stringono febbricianti in una sola definizione: sanità. L’Argentina, purtroppo, per chi ci vive e la ama, è un Paese che trascura, sorda. Preferisce aspettare, il day after, delle elezioni per prendere, diciamo, le precauzioni e rivelare certi dati (prima delle elezioni i morti erano 20, dopo le elezioni i morti arrivano a 40) antipanico naturalmente, sulla situazione, per esempio, dell’influenza A -R1/H1. Abbiamo anche il denghe, dice lei?

Ma tanto per il denghe manca ancora qualche mese.

 

Tutto dopo le elezioni. Le dimissioni del Ministro della Salute, le cifre dei morti, le cifre dei contagiati, le incertezze, le poche e irrisorie misure di sicurezza, gli interessi economici che scavalcano qualsiasi decenza e le diverse posizioni prese sulla pelle altrui.

 

Facciamo o no la partita di calcio domenica? A porte chiuse? Meglio di no, perchè sa, con pubblico è più bello, è il derby! Chiudiamo o no le scuole? Si? No? Oggi no, meglio lunedì. Però lasciamo aperti i centri commerciali, i cinema, le sale giochi e i teatri, anticipiamo le vacanze invernali e che ogniuno si gratti con le unghie che ha, si lavi le mani prima cantando Buon Compleanno a te, due volte, e tutti contenti.

 

Farmacie senza medicine? No, no, sono solo prese da assalto e sono rimaste sprovviste, ecco,(tra una settimana riappariranno magicamente: le mascherine, i disinfettanti in gel, gli antipiretici, gli antibiotici e, se prima non avevano comunque un prezzo accessibile, il tutto raddoppia).

 

Si sono triplicati gli spot pubblicitari, i programmi con gli esperti e le formule del vendere “sano”. Nessuno guarda in faccia a nessuno.

 

Gli spot pubblicitari, ti educano:

<< Se hai il raffreddore, la tosse, dolori articolari, mal di testa e vomito... non rimanere chiuso in casa, prenditi questo oppure quest’altro e potrai uscire a divertirti come un matto ! >>.

 

La sanità non è politica, dice qualcuno timidamente e sottovoce, non si sa mai qualcuno ascolti. Se è di destra o sinistra? Non importa, non dimentichi che siamo nel day after e ci sono cose più importanti da dire.

 

Intanto gli ospedali pubblici e privati esplodono ed implodono: saturati e contagiosi.

La gente che vive nelle periferie abbandonate di Buenos Aires, non ha soldi per comprarsi il pane o un litro di latte, spesso non ha neppure la mutua, una medicina che sfiora i  30 pesos, non esiste.

 

Medico a domicilio?

Quando chiami ti danno un tempo di attesa che va dalle 48 alle 72 ore, certo se sei un bimbo o un anziano forse arrivano prima. Se vivi in una zona a rischio, cade la linea...

 

Ma dai, non esagerate! Non esageri, è un raffreddore comune signora, è la stagione. Un buon bagno caldo, una tazza di brodo e una aspirina..

 

Quindi le misure prese dal Messico, nonostante la lentezza della notizia, non sono state così esagerate come dicevano.

 

Come per il denghe, meglio i consigli che le misure sociali e gli interventi nelle zone più povere.

 

Comprati lo spray antizanzare, a meno di 25 o 30 pesos non trovi niente di effettivo. Se vivi nel fango, se vivi in una villa, se vivi vicino al Riachuelo (fiume /melma il più contaminato del paese, dove sulle sue sponde vivono un numero imprecisato e stratosferico di famiglie con bambini che vivono in condizioni inumane), si compri una bella zanzariera e ci avvolge i bambini o vada in vacanza in montagna, l’aria pulita fa bene alle allergie e ai tumori provocati dal piombo, dal cromo, dalle scariche illegali delle industrie e dai rifiuti che generosamente regala la Capitale o si cerchi un’altra casa e vada a lavorare, per favore).

 

Facciamo domani, dunque, quello che avremmo potuto fare un mese fa, tanto, chi se ne accorge. Pane , circo e teatro.

Mi vien da piangere...

 

Patrizia Marcheselli

Portale dei Lombardi nel Mondo

 

 

 

 

 

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Editoriale

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