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Uno sguardo sull’italianità

Il nostro collaboratore Giorgio Garrappa riporta alcune interessanti riflessioni di Natalia Paratone sulle istituzioni regionali all’estero

 

Sul sito “Codigo Italia”, Natalia Paratore fa delle interessanti osservazioni sulle istituzioni regionali all’estero nei confronti dell’Italia. Al riguardo lei dice: “Il continuo sviluppo delle relazioni sociali ed economiche sta portando ad un incremento del fenomeno della mobilità interregionale.

Strumento imprescindibile per Enti, Istituzioni e soggetti privati e pubblici al fine di implementare in maniera efficiente ed efficace azioni ed interventi che coinvolgano il territorio interregionale e la popolazione ivi residente anche in un’ottica di sviluppo di importanti sinergie italo-argentine.

Alcuni di questi rapporti si inseriscono in una cornice politico-istituzionale più ampia, come quella della Sicilia e la Calabria, che hanno trovato opportuna formalizzazione in accordi tra le regioni interessate, è il caso della FESISUR (Federazione di Associazione Siciliane e Sud della Republica Argentina) e la FACA (Federazione di Associazioni Calabresi in Argentina), chi hanno firmato un protocollo di intesa

Mi pare che é questa l’opportunità di sviluppare metodi di lavoro comuni, e di acquisire esperienze preziose per la crescita di una cultura della sostenibilità nei nostri territori. Perché lo sviluppo sostenibile è, in primo luogo, un problema di cultura: lo prova il fatto che le iniziative realizzate non prevedono investimenti particolarmente ingenti, né la realizzazione di grandi infrastrutture. Si è voluto puntare piuttosto sulle risorse già presenti, umane e materiali, risorse cioè che ciascuna comunità era in grado di gestire al meglio: siti pregevoli dal punto di vista ambientale o storico artistico, percorsi naturalistici, ma anche tradizioni e antichi saperi, che opportunamente rivisitati possono dare origine a nuove iniziative.

Tutto questo senza peraltro trincerarsi dietro le mura di uno sterile localismo. È grazie all’interscambio reciproco che si consolida infatti quel modello di Europa, fondato sulle intelligenze, sui saperi, sulla cultura, appunto Tradizione e innovazione, territori e sistema-mondo: è conciliare queste dimensioni apparentemente contrapposte la sfida più grande di tutti noi italiani. Ma è anche, a nostro giudizio, la chiave di lettura più giusta per la comprensione della parola “sostenibilità”.

In un mondo di comunicazione e interscambi e di “competition” crescente, non solo in senso economicocommerciale, ma anche sociale e culturale è  fondamentale la valorizzazione dell’identità e de i patrimoni sociali e culturali italiani, al di lá del regionalismo”.

E siamo d’accordo perchè, a dire il vero, l’Italia non finisce nei confini del territorio europeo, ma c’è un pezzo d’Italia ovunque si trovino persone o cose che abbiano lasciato tracce della nostra cultura e capacità di lavoro. Consideriamo che attualmente i cittadini italiani residenti all’estero raggiungono circa i 3.000.000 di persone, cioè il 5% della complessiva popolazione peninsulare.  

 

 

Jorge Garrappa Albani – Redazione Argentina

jgarrappa@hotmail.com - www.lombardinelmondo.org

 

 

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Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
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