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Distretti industriali e certezza delle regole in un seminario a Buenos Aires/Tribuna italiana

Certezza delle regole. Questa l’unica condizione necessaria per far crescere i rapporti tra l’Argentina e l’Italia, anche nel campo dei distretti industriali, che sono stati al centro di un seminario sui distretti globali

BUENOS AIRES - Certezza delle regole. Questa l’unica condizione necessaria per far crescere i rapporti tra l’Argentina e l’Italia, anche nel campo dei distretti industriali, che sono stati al centro di un seminario sui distretti globali, che ha messo al centro dello scenario l’esempio italiano dei distretti industriali.

L’evento è stato organizzato dal Governo della Città di Buenos Aires in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Argentina e di AssoArgentina, con la adesione delle Camere di Commercio Italiane di Rosario, Cordoba e Mendoza, delle Università UADE, UCEMA e UAI, del Consorzio Interuniversitario Italiano in Argentina (CUIA), dell’Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires, di Marchigianar associazione di imprenditori originari delle Marche, del periodico L’Italiano, del Collegio Pubblico di Avvocati della Città di Buenos Aires e del Centro Argentino di Ingegneri". Il resoconto dei lavori è pubblicato nell’ultimo numero della "Tribuna italiana", settimanale diretto a Buenos Aires da Marco Basti.

"La richiesta di chiarezza e di certezza delle regole è stata presentata ai circa mille partecipanti all’evento, dall’ex ministro italiano per il Commercio Estero Adolfo Urso e dai responsabili della Simest e della Sace, due società partecipate dallo Stato italiano, che sostengono le imprese italiane che intendono esportare o investire all’estero.

Il Seminario è stato aperto da Francisco Cabrera, ministro per lo Sviluppo Economico della Città Autonoma di Buenos Aires, il quale ha manifestato che il governo della Città è impegnato nella promozione di distretti globali per rilanciare l’investimento, il lavoro e la creatività. Ha ricordato le iniziative già operative, quale il distretto tecnologico di Parque Patricios, che ha dato grande impulso a due rioni, Parque Patricios e Pompeya, che fino a pochi anni fa erano caduti in abbandono e degrado. Grazie alla nascita del Distretto Tecnologico, nella zona ora operano 107 ditte che danno lavoro a undicimila dipendenti, in un settore in rapida crescita e di alto contenuto intellettuale.

Cabrera ha detto che per il governo della Città è di grande importanza affermare i legami con la comunità italiana ed ha sottolineato l’importanza dell’esperienza dei distretti industriali italiani, per cui ritiene di grande importanza l’interscambio di esperienze con imprese e operatori economici italiani presenti in Argentina. Oltre al Distretto Tecnologico, è stato creato un Distretto Audiovisivo a Barracas, e si lavora per l’inaugurazione, entro l’anno, dei Distretti dell’Arte e del Design, mentre per l’anno prossimo potrebbe esser inaugurato il Distretto dello Sport.

Da parte sua l’ambasciatore d’Italia Guido La Tella, ha parlato sulle politiche messe in atto dall’attuale governo presieduto da Mario Monti, per riportare l’economia italiana nei parametri della stabilità e della crescita, come condizioni necessarie per attrarre investimenti.

Parlando dei Distretti industriali, l’ambasciatore d’Italia ha ricordato che sono oltre cento in Italia, costituiti da 283mila imprese, che rappresentano il 28 per cento della produzione e il 30 per cento dell’occupazione, sottolineando che il 78% delle imprese riunite nei distretti industriali, operano con l’estero, lavorando in una dimensione globale.

Infine si è augurato un clima di prevedibilità e di certezza, per incentivare e attrarre investimenti italiani nella Città.

Proprio la prevedibilità, la certezza delle norme, la necessità di regole chiare, sono state messe in evidenza nei loro interventi, alcuni tra i partecipanti al primo gruppo di interventi, dedicato alla realtà dei Distretti Industriali, e al secondo sull’Internazionalizzazione.

In particolare si è riferito alla questione, nel primo gruppo, l’ex ministro italiano per il Commercio Estero Adolfo Urso, presidente della Fondazione Farefuturo, think tank del centro-destra in Italia. Nel secondo gruppo, hanno toccato la questione Giancarlo Lanna, presidente della Simest, agenzia di promozione e finanziamento per le imprese italiane che intendono esportare o investire all’estero; Federico Eichberg, direttore della Fondazione Fare Futuro e Gianmaria Sparma, membro del CdA della Sace, agenzia mista per l’assicurazione degli investimenti italiani all’estero.

Urso, ha ricordato che da ministro per il commercio estero si oppose alle richieste di barriere protezionistiche che chiedevano gli imprenditori italiani, quando la Cina stava per entrare nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio. “Allora abbiamo dato l’esempio di come collaborare, tra Stato e imprese, per vincere la sfida della globalizzazione”. Urso ha detto che le imprese nascono e si sviluppano nella logica dell’apertura, non della chiusura al mondo, senza per questo lasciare da parte la dimensione locale, manifestando inoltre che nel mondo multipolare, diviso in grandi aree continentali, è importantissimo costruire piattaforme industriali all’interno di ognuna di quelle aree e quindi che si cresce collaborando in partnership con altri paesi. Si è congratulato col Governo della Città di Buenos Aires che dimostra di capire questa realtà, sottolineando che le imprese hanno bisogno di regole certe.

Approfondendo i suoi concetti, ha detto che le imprese per investire hanno bisogno di fiducia, della certezza delle regole, della protezione dei diritti di proprietà intellettuale, che non ci siano barriere non tariffarie. “Quando crescono le imprese, cresciamo tutti”, ha detto l’ex ministro, “è la logica del distretto”.

Urso ha ricordato tutti i campi sui quali l’Argentina e l’Italia possono trovarsi concordi, come gli accordi tra Mercosur e Ue, e anche all’interno del G20. “Possiamo fare molto e di più”, ha detto Urso. “Mi auguro che l’Argentina cresca insieme con l’Italia e così cresceranno anche i nostri popoli”, ha concluso.

Da parte sua il presidente della Simest ha parlato della sua agenzia, partecipata al 70 per cento dal ministero dell’Economia, informando che le sue operazioni l’anno scorso sono passate da 9 a 33 miliardi di sostegno finanziario all’export. Lanna ha detto che la Expo 2015 che si farà a Milano sarà una grande occasione per l’Argentina, perché tema della grande esposizione universale sarà nutrire il planeta. Saranno in primo piano quindi, lo sviluppo delle tecnologie alimentari e del trattamento dei rifiuti, e quindi grandi settori dell’export dell’Argentina, il suo capitale umano, che potranno operare insieme a settori simili in Italia. Credo – ha detto – che ci siano tutti gli elementi per una complementazione tra i due paesi. Ha ricordato inoltre che la cultura imprenditoriale italiana non è quella delle grandi corporazioni che vogliono imporre le regole, ma è collaborativa e di rispetto per le realtà locali.

Da parte sua Sparma ha manifestato che la Sace anni fa assicurava investimenti per 23 miliardi, mentre oggi essi sono diminuiti molto, perché sembra rischioso investire in Argentina, almeno più di quanto non lo sia in altri paesi dell’area che, invece, ricevono molti più investimenti da imprese italiane. Ha concluso ricordando che ci vogliono determinate condizioni per operare in Argentina, perché altrimenti il paese non coglie tutte le possibilità di investimenti e quindi di sviluppo e di crescita, a cui potrebbe aspirare”.

Ci sono stati altri interventi, tra i quali quelli del deputato argentino Federico Pinedo, del presidente della Fiat in Argentina Cristiano Rattazzi e del consigliere economico dell'Ambasciata Carmelo Barbarello. Tra i presenti i ministri del governo della Città Andrés Ibarra (Modernización), e Daniel Chain (Desarrollo Urbano), il presidente della Camera di Commercio Italiana in Argentina on. Luigi Pallaro e il presidente di AssoArgentina Alfredo Lisdero.

Al Seminario, che si è svolto nell'Hotel Hilton Puerto Madero, hanno preso parte imprenditori, dirigenti di imprese e funzionari di governo". (aise)

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Editoriale

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