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“Il mondo lo si cambia partendo dalla strada”

L'architetto italiano Elena dell’Oro ci racconta l'esperienza del “Programma Artentapiales” in collaborazione con il Municipio di Rafaela. Il loro lemma? “Il mondo lo si cambia partendo dalla strada”

 

Qualche giorno fa abbiamo parlato con giovani architetti italiani venuti a collaborare con il Municipio di Rafaela in un progetto urbanistico – sociale. Uno di loro, l’architetto Elena dell’Oro, il 19 settembre 2012 ha incontrato Daniela Caneva e Luis Acosta.

Facendo da gentile collaboratrice, Elena ha voluto sapere, da loro stessi, se “Il mondo lo si cambia partendo dalla strada …”. Ecco la sua intervista.

 

Quando nasce il programma Artentapiales?

Il programma Artentapiales deve le sue origini ad una attività iniziata prima dell’anno 2006 da Marta Engler (Ex-responsabile della Secretaria de Servicios, Espacios Públicos y Medio Ambiente de la Municipalidad de Rafaela) il cui intento era quello di intervenire negli spazi pubblici e nella struttura urbana di Rafaela e coinvolgere la comunità e gli artisti della città. Il pensiero generatore dell’attività e’ racchiuso in queste parole: le persone si prendono cura di quello che producono con le proprie mani e il proprio sforzo, una tale predisposizione consente loro di sentirsi parte integrante e attiva della società. Il programma si manifesta attraverso l’arte: dalla pittura tradizionale, ai murales, ai graffiti e ad altre forme di espressione. Attraverso questo linguaggio fatto di forme, colori, stampe e storie l'arte entra nella vita quotidiana dei cittadini. Un anno più tardi, nel 2007, l’attività assume una forma più strutturata e organizzata, compare anche l’autobus, interamente dipinto che diviene il simbolo di Artentapiales, mobile e visibile a tutti.

 

In che realtà operate?

L’attività si concentra principalmente nei Barrios (attualmente in tre distinti) e unicamente sulle pareti o muri esterni rivolti alla strada pubblica. Si svolge per quattro giorni alla settimana della durata massima di due ore e mezza del pomeriggio. La realtà è quella del fenomeno sociale dei ragazzi di strada. L’ obiettivo è quello di integrare il giovane o il bambino e di mostrargli una nuova possibilità, proporgli una vita nuova, l’attività diventa il punto preciso di riferimento e di ascolto. Si interviene direttamente nel luogo in cui vivono. La priorità e’ quella di riproporre una situazione pacifica, amichevole all’interno del quale ognuno ha un proprio ruolo e delle responsabilità assunte attraverso una metodologia relazionale che si basa sul “fare con” e non sul “far fare” al ragazzo. Dipingere diventa così il mezzo più efficace per una riqualificazione non solo del territorio ma anche della vita relazionale della collettività che lo abita. La pittura ha sempre fini comunicativi e mai celebrativi. Spesso sono i ragazzi stessi e gli abitanti che richiedono di poter pitturare la parete esterna della propria abitazione, nasce così la figura “dell’artista escondido”.

 

Chi può usufruire del programma?

Possono partecipare gli artisti della città e in particolare gli abitanti dei Barrios, le istituzioni (ONG, scuole ecc), il programma ha coinvolto gruppi di studenti provenienti da varie scuole della città di Rafaela che hanno acconsentito al programma di “formación ciudadana” che ha come obiettivo quello di lavorare e rendersi utili per la comunità. Ad oggi sono stati realizzati alcuni lavori in piazze della città e sono in corso ulteriori progetti in aree distinte. Recentemente un gruppo di studenti Italiani ha realizzato insieme ai ragazzi e bambini del barrio Barranquitas un murale che si trova nel luogo simbolo del quartiere. Il processo e’ bene o male lo stesso per tutti: si parte con un’idea, una tema specifico oppure no, si preparano i bozzetti e a seconda delle votazioni e del gusto della maggioranza si stabilisce quale tra le proposte si deve realizzare.

 

Di che tipo di rappresentazioni si tratta?

Il disegno è semplice, di immediata comprensione, tinte piatte e colori vivaci. Non si dipingono simboli o slogan politici. L’intento è di dimostrare che non è necessario saper disegnare bene per esprimere dei concetti, si promuove l’arte di saper rappresentare cose e di trovare piacere nel farlo: nella forma, nei segni, nei colori. Per le opere è previsto un mantenimento/restauro, la durata del dipinto è di circa 3-4 anni.

 

Come sta procedendo il programma?

La gente e’ soddisfatta di quello che si sta realizzando. La città, fatta eccezione per alcuni, coglie l’importanza del gesto. Senza dubbio i primi ad essere soddisfatti sono quelli coinvolti in prima persona, la voce si espande e l’informazione si diffonde così che aumenta sempre piu’ il numero di persone che richiede di poter partecipare all’attività’. Noi stessi proviamo piacere nel farlo, poiché mossi da una grande passione. Il programma sta intentando un percorso nuovo che prevede di rendere la persona più indipendente e responsabile, in modo che possa autogestirsi ed imparare a proseguire ed organizzarsi autonomamente. Operazione difficile ma che fa presagire risultati positivi. Nonostante le difficoltà che si incontrano per poter iniziare a lavorare e realizzare una nuova opera (passaggi burocratici lunghi), numerosi sono gli aspetti positivi del programma:

si scopre in ciascuna persona un’artista,

intervenendo sulla propria casa si rivalorizza quello che si possiede,

si recupera lo spazio e si modifica il paesaggio,

si instaura una relazione con la gente.

L’arte entra nel tessuto sociale, è pubblica ed accessibile a tutti. Portare l'arte sul territorio pubblico rappresenta l'occasione di far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati, di porla a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare o rivalutare l'ambiente cittadino.

 

Che messaggio volete dare con l’attività che svolgete?

Modificare l’ambiente attraverso l’arte, ricreare un museo a cielo aperto, portare l’arte portare nella vita quotidiana dei cittadini ed educare l’occhio delle persone, mostrare loro ciò che non conoscono. A differenza delle pitture messicane per esempio dal tipico significato a sfondo politico e sociale, qui la persona comune che diviene artista richiede qualcosa di piacevole, che le distolga dalle problematiche quotidiane.

 

Quali sono le vostre aspettative?

Coinvolgere più persone, diffondere ed invadere di colori la città, espanderci il più possibile.

 

Jorge Garrappa Albani – Redazione Portale Lombardi nel Mondo

www.lombardinelmondo.org - jgarrappa@hotmail.com

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