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Primo anno del governo di Pepe Mujica: cosa ne pensano gli italiani d’Uruguay?

Un anno speciale il 2011 per l’Uruguay. Sono già iniziati i festeggiamenti dei 200 anni dell’indipendenza nel paese, senza dimenticare il primo compleanno della Presidenza di José Mujica insieme al suo consiglio di ministri. Proprio da questa settimana è cominciato il secondo anno di “un gobierno de primera”, di Leticia Baz

Il Presidente aveva dichiarato, durante l’apertura dei festeggiamenti del Bicentenario, che il primo anno non è stato come lo aspettava. “C’è ancora molto da fare ed è tutto troppo lento...”, aveva confessato. Allo stesso tempopero’ il Presidente considera che il risultato sia stato tutto sommato positivo. I punti rilevanti del suo governo continueranno ad essere: educazione, sicurezza, energia, infrastruttura e diritti umani. Su quest’ultimo punto soprattutto, particolare importanza vuole dare all’applicazione dell’art.4 della “Ley de Caducidad”...

 

 

Un anno speciale il 2011 per l’Uruguay. Sono già iniziati i festeggiamenti dei 200 anni dell’indipendenza nel paese, senza dimenticare il primo compleanno della Presidenza di José Mujica insieme al suo consiglio di ministri. Proprio da questa settimana è cominciato il secondo anno di “un gobierno de primera”, slogan del Presidente Mujica alle elezioni 2009.

Il Presidente aveva già dichiarato, durante l’apertura dei festeggiamenti del Bicentenario, che il primo anno non è stato come lo aspettava. “C’è ancora molto da fare ed è tutto troppo lento..”, aveva confessato. Allo stesso tempopero’ il Presidente considera che il risultato sia stato tutto sommato positivo. I punti rilevanti del suo governo continueranno ad essere: educazione, sicurezza, energia, infrastruttura e diritti umani. Su quest’ultimo punto soprattutto, particolare importanza vuole dare all’applicazione dell’art.4 della “Ley de Caducidad” (o legge d’impunità che proteggeva coloro che avevano commesso delitti di violazione dei diritti umani, oltre che gli atti terroristici allo Stato, durante gli anni della dittatura).

Martedì 1° Marzo, alle 18:30, José Mujica ha consegnato in Parlamento la prima “Memoria Annuale” con l’intero rapporto del suo governo, dove ha risaltato la stabilità economica e istituzionale ottenuta durante l’anno.

Alle ore 20:00 dello stesso giorno invece, è stato trasmesso in tv nazionale e in radio, il riassunto dei risultati ottenuti durante questo primo anno di Presidenza. Il discorso è stato tenuto dal Vicepresidente Danilo Astori, nonché Presidente del Senato e del “Asamblea General” (composta dalle due camere quando si riuniscono). Per la prima volta questo ruolo non è stato rappresentato dal Presidente, decisione presa da Mujica poiché: “è un governo che cerca di lavorare in squadra!”.

I lider dell’opposizione non sono soddisfatti del primo anno di governo del partito “Frente Amplio”. “E’ stato un anno di scarse decisioni”, ha affermato Lacalle, leader del partito “Blanco”. Larrañaga, diputato anche lui “blanco”, ha dichiarato: “troppo fumo e niente arrosto”. Mentre Bordaberry, uno dei leader del partito “Colorado”, ha confessato: “è tempo di governare..”. Tutti e tre concordi sul fatto che José Mujica ha parlato troppo, ottenendo pochi risultati.

Stefano Casini

Credo che questo governo sia un´appendice del primo governo del FA. Questa presidenza è molto differente da quella precedente, soprattutto dal punto di vista di "presenza e disciplina politica". Credo che Tabaré è stato molto piú "statista" del Pepe che, tuttavia, è un governante piú attaccato alla gente e a tutta la societá. Per quanto riguarda il primo anno del Pepe, non credo sia stato positivo a livello di rapporti umani, soprattutto con i sindacati ed i compagni di partito. La forza intellettuale di Mujica scontra contro molti precetti storici e anacronici degli ortodossi di partito come i comunisti e/o vari componenti dell´MPP ma, soprattutto i dirigenti sindacali che vivono in un mondo ormai superato. D´altra parte l´ottima situazione economica che stanno attraversando molti paesi produttori di "comodities" (come l´Uruguay) fa si che l´urgenza di nuovi provvedimenti per "superare una crisi" non ci sia bisogno di applicarli. Gli aspetti positivi dell´attuale governo sono tutti vincolati al fatto che l´economia è surriscaldata: si produce di piú perché si vende tutto e, il fatto che le politiche "interne" del FA abbiano avuto successo aumentando il potere d´acquisto degli uruguaiani e siano abilmente continuate dal Vicepresidente Astori che ha in mano l´economia, ha prodotto un importante aumento del consumo interno e quindi piú benessere per i cittadini. Credo che non ci sia stato purtroppo il sufficiente equilibrio fra le politiche di stimolo interno ed un surplus logico della bonanza che sarebbe stato opportuno riguardare. L´aumento della spesa pubblica è molto importante per lo stimolo interno ma, se nei momenti buoni come questo non si è piú conservatore con la spesa, in un ipotetico futuro di crisi, le arche statali non saranno pronte per un´emergenza. Ad ogni modo credo sia positivo il fatto che il governo di Mujica sia molto vicino alla gente comune. C´é stabilità e comprensione.

Dove bisognerebbe lavorare molto, come sostiene lo stesso Presidente, è sull´Educazione. Le ore di lezioni e soprattutto il combattimento alla burocrazia e all´inoperanza di quasi la metá degli impiegati pubblici. Ce ne sono troppi, riscuotono troppo e lavorano poco, un problema storico di questo paese che, invece di superarlo, Mujica lo sta aggravando.

Sulla domanda se, con questo governo, ci sia stato un atteggiamento favorevole alla comunitá italiana, mi pare proprio che non ci siano i connotati per sostenere che sia successo. Non esiste una vera e propria politica per gli emigranti e, in un paese prettamente d´emigrazione, mi pare uno sbaglio importante.

Sostengo infine che questo governo ha aspetti positivi molto interessanti, vincolati soprattutto alla trasparenza della gestione e alla volontà di un uomo, José Mujica.

Filomena Narducci

Dal punto di vista generale credo sia stato un anno positivo per il Paese. Il quale continua con la trasformazione iniziata con il governo di Tabaré Vazquez. C´é piú consumo, c`è piú lavoro, ci sono condizioni socio-economiche determinate da una crescita dell´economia. Ergo il modello economico attuato da questo governo, che è la continuazione di quello precedente, ha dato dei frutti. Anche la lotta contro la povertà ha

dato dei risultati positivi.

Dal punto di vista previdenziale il BPS ha sviluppato delle politiche d´inclusione nella sicurezza sociale che hanno comportato dei risultati positivi, con una crescita considerevole di persone tutelate. Basti guardare il settore domestico.

Dal punto di vista di un italiano posso solo dire che dai dati che ho letto sulla stampa alcuni giorni fa, è importante in quanto c´ è stata una crescita delle importazioni di prodotti italiani in questo paese. Si parlava di un 35%. Quello è buono in quanto sono prodotti che consumano in primo luogo gli italiani, ma non solo, si vede che lo fa anche la società locale.

Essendo in contatto con cittadini italo-uruguaiani oppure uruguaiani, che sono partiti all´estero e in particolar modo in Spagna, durante l´ultima crisi, le notizie che ci arrivano con le loro sensazioni è che in Uruguay oggi ci

sono più possibilità d´inserzione lavorativa (per loro) che in Spagna. Molti stanno rientrando per questo motivo e sinceramente uno vede che ci sono appunto più possibilità d´ impiego.

In quanto agli italiani ovviamente seguono la vita della società locale pertanto ne sono pure protagonisti in questa società e nei cambiamenti.

Tutti dicono che il punto debole lo rappresenta la sicurezza, io credo sia un tema da discuterci molto e

che non si risolve così facilmente. Occorre approffondire. Dal mio punto di vista modesto c´è un grave problema che è il consumo della droga, il quale stá distruggendo intere generazioni. Bisogna agire con delle politiche penetranti da parte dello Stato, per combattere questo flagello e inserire nuovamente i giovani che oggi sono al centro di questa complicazione all’interno della società. Compresi i giovani italiani.

Gianni Raso

La mia opinione sul primo anno del Governo Mujica é in grandi linee positiva, ma con un “peró”.

L’economía del paese è cresciuta, vi è un grande investimento di capitali stranieri, migliori stipendi per via del sistema dei “Consejos de Salarios”, e quindi questi elementi sono importanti, perchè in qualche modo rispondo all’idea di “crescere e distribuire”. Molti dicono che le cose vanno bene perché l’economía internazionale è favorevole all’Uruguay. Ma questo é un pensiero parziale. L’economía puó andare bene, ma se il governo non amministra adeguatamente, i risultati sono poi negativi. Pensiamo in Venezuela, dove il petrolio ha dato al Governo di Chavez guadagni eccezionali; il risultato finale peró non si é visto nella popolazione, che appare piú povera di prima.

Anche la situazione sindacale molto inasprita nell’ultimo trimestre del 2010 si é tranquillizzata e quindi quel fronte per ora sembra sotto controllo.

Se la parte economica e diversi progetti sociali sono andati bene, vi sono due gravi problemi che costituiscono in qualche modo il “tallone di Achille” di questo governo: l’insegnamento e la sicurezza.

Evidentemente per chi come me ha fatto tutta la sua carriera educativa in scuole pubbliche, vedere la situazione attuale é doloroso. L’insegnamento sta provocando una situazione che considero pessima: vi é un circolo virtuoso tra l’insegnamento privato (e quindi costoso) e le possibilitá di accedere alla formazione e a lavori di qualitá, che si confronta con il circolo vizioso della povertá/insegnamento pubblico/mancanza di possibilitá di impiego e quindi delinquenza. Proprio in questi giorni di inizio dell’anno scolastico ho ascoltato diverse interviste a maestri che lavorano in arie marginali della cittá (i cosiddetti asentamientos) e le condizioni di insegnamento sono terribili. La seconda questione é la sicurezza che é ormai vincolata a fenomeni di delinquenza organizzata (forse anche di provenienza estera con stretti vincoli con i circuiti della droga) che sfrutta gli adolescenti per seminare il panico nella cittá.

Sono problemi difficili e in qualche modo interconnessi. Concludo e vedo un paese i cui due terzi della popolazione stanno crescendo bene e dove si é rafforzata la classe media, mentre un altro terzo si espande in spazi di miseria e delinquenza, non distanti dalle favelas di Rio.

Dal punto di vista italiano no so ce ci sono questioni importanti che ha fatto questo governo con l’italianitá. Ma bisogna pure chiedersi quanto il nostro governo fa per appoggiare l’italianitá in Uruguay e in America Latina. Anche se é spiacevole riconoscerlo, mi pare che negli ultimi anni si é affievolito il rapporto tra l’Italia e l’America Latina: per l’Italia – in momenti di crisi – la ricetta è sempre la stessa, cioé tagliare i rami piú lontani. La crisi ha colpito anche la Spagna, ma questo paese ha una visione piú moderna di come essere presente in America Latina. Oggi per andare in Italia voliamo in Iberia, oggi molti di noi depositano il loro denaro in banche spagnole che operano in Uruguay. Dov’è l’Alitalia, dove sono le banche italiane? E’ solo per fare un esempio. Quindi non chiediamo all’Uruguay di fare molto per l’italianitá, quando il nostro governo riduce i contributi ad iniziative italiane all’estero e gioca alle difensiva.

Anna Claudia Casini

Il primo anno di governo di Mujica é stato positivo per l’Uruguay, certamente molto meglio di quanto mi potessi immaginare. Senza dubbio non tutto ció che ha privilegiato il paese é dipeso unicamente dal suo governo, ma dalla congiuntura internazionale che ha privilegiato la vendita di materia prima come la soja, la carne, ecc.

Mujica é un uomo che dice ció che pensa, ha una qualitá molto bella: sa comunicarsi con la gente, pensa come la gente, ha vissuto troppe vicende dolorose e difficili per non essere consapevole di quanto soffre una buona parte della popolazione e delle difficoltá che ha il popolo. Mi dispiace parecchio che persone del suo stesso partito non condividano il suo pensiero e che spesso non ascoltino e non appoggino i suoi progetti ed idee per il futuro del paese.

Per quanto riguarda la collettivitá italiana non credo che il suo governo abbia influito. D’altra parte, anche per la grave crisi italiana, non ci sono stati negli ultimi tempi approcci concreti che abbiano dato molte occasioni di avvicinamento ed interscambio.

 

Di Leticia Baz

Fonte: lagenteditalia.com

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Editoriale

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