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Conclusa a Montevideo la Continentale del Cgie

Si è conclusa a Montevideo l’intensa tre giorni che ha visto impegnata la Commissione continentale dell’America Latina del Cgie convocata da Francisco Nardelli. Da Tacuarembò la lettera di Marta Ambsosini, Segretaria del Circolo Italiano, invita a riflettere

Si è conclusa a Montevideo l’intensa tre giorni che ha visto impegnata la Commissione continentale dell’America Latina del Cgie convocata da Francisco Nardelli.

 

Oltre ai consiglieri d’area, hanno partecipato ai lavori i senatori eletti all’estero Micheloni (Pd), Giai (Maie) e Fantetti (Pdl), e i deputato Pd Fabio Porta. A seguire i lavori è stato "Gente d’Italia", quotidiano diretto da Mimmo Porpiglia che ha dato conto dei diversi momenti della continentale.

 

Momenti istituzionali, come quelli che hanno aperto i lavori alla presenza dell’ambasciatore Massimo Andrea Leggeri, del Segretario alla Presidenza della Repubblica uruguayana, Alberto Breccia, e del ministro del Turismo e dello Sport, Héctor Lescano. Dopo i saluti di rito, il diplomatico ha letto il messaggio inviato ai connazionali dal sottosegretario Mantica, negli stessi giorni al seguito del Presidente Napolitano a Praga e Bratislava.

 

Intenso l’ordine del giorno: al primo punto "Il ruolo delle collettività italiana all’estero nel 150mo anniversario dell’unità d’Italia". tutti i consiglieri hanno illustrato come, nei rispettivi Paesi di residenza, si festeggerà – o è già stato festeggiato – l’importante anniversario. Tante le cerimonie che coinvolgeranno i nostri connazionali, una la proposta: quella di Primo Siena (Cile) volta ad istituire una "giornata dell’italiano all’estero", il 14 settembre, giorno in cui Dante Alighieri morì.

 

Sul fronte previdenza-assistenza, la parola è passata a Maria Rosa Arona (Argentina) che al Cgie presiede la Commissione "Sicurezza e tutela sociale". Confrontando i dati del 2011 con quelli dell’anno scorso, Arona  - riporta "Gente d’Italia" - ha denunciato "una differenza del 29% in due anni finanziari, che è abbastanza sostanziosa. Dal 2008 a oggi, l’assistenza diretta, in Argentina, è stata ridotta dal consolato più del 60%; per noi quindi è un capitolo nevralgico. Fino al 2009, erano 13.000 gli anziani che ricevevano assistenza diretta, oggi i numeri si sono ridotti a meno di 5000, arrivando magari nel corso dell’anno, a potersi occupare solo di 1000 assistiti".

 

Molte le domande rivolte al dirigente dell’Inps Salvatore Ponticelli, responsabile delle Convenzioni Internazionali: tutti i consiglieri, riferisce Gente d’Italia, hanno definito "esaurienti" le sue risposte sugli indebiti e sul nuovo istituto di credito, City Bank, che pagherà le pensioni all’estero.

 

Criticità sono emerse al punto "Rete Consolare: Funzionalità della rete – qualità nella prestazione dei servizi, Rete consolare ed onoraria": dalla console a Montevideo Gaia Lucilla Danese che non ha un centralino attivo 24 ore su 24 ed è quindi costretta a tenere acceso il cellulare per poter rispondere ai bisogni urgenti di una comunità, che cresce nei numeri ogni anno di più; alle denunce di Marina Salvarezza (Ecuador) secondo cui "purtroppo esiste una certa discriminazione, perché molte persone, avendo certe "amicizie" in consolato, riescono ad essere agevolati nelle pratiche, mentre le persone più povere no".

 

Con i consolati in difficoltà, importante è il ruolo svolto dai patronati: lo hanno sottolineato Filomena Narducci (Uruguay) e Ugo Di Martino (Venezuela) nei loro interventi. Canepa (Perù) ha poi illustrato il problema della Scuola Raimondi di Lima.

 

Sempre presenti ai lavori, i parlamentari hanno discusso soprattutto della ristrutturazione della rete consolare e della riforma di Comites e Cgie: entrambe sono all’attenzione di Camera e Senato dove sono state avviate due indagini conoscitive (Consolati) e prosegue l’esame della cosiddetta Bozza Tofani (Comites-Cgie) che, arrivata in Aula, è stata rinviata alla Commissione Esteri che ricomincerà ad esaminarla domani.

 

Le indagini conoscitive, ha spiegato Micheloni, serviranno a capire non solo la nuova distribuzione delle sedi consolari, per altro annunciata più volte da Mantica, ma anche come si struttura il Ministero, quante risorse spende e per cosa, per tentare di arrivare ad una proposta di riforma che non penalizzi gli italiani all’estero.

 

Sulla riforma di Comites e Cgie, anche a Montevideo si è registrata la diversità di vedute del senatore Pd da un lato, e del collega deputato dall’altro. Come ribadito in un’intervista a "Gente d’Italia", per Micheloni il Cgie "deve diventare un organo veramente istituzionale, con una funzione di rappresentanza degli italiani nel mondo presso lo Stato, e questo è possibile solo se nel plenum vengono integrate delle istituzioni e non delle strutture associative, sociali e di vari tipi, come succede adesso", per diventare dunque "un tavolo istituzionale di altissimo livello, che possa dare indicazioni e indirizzi politici al Parlamento e al Governo. Perché – ha aggiunto, rispondendo a Silvano Malini - Comites e Cgie non saranno mai organi che gestiscono un potere concreto, sono organi di rappresentanza che debbono dare indirizzi che poi la politica deve assumersi la responsabilità di accogliere o non accogliere".

 

"Oggi – ha detto ancora Micheloni – un Comites può strillare ciò che vuole ma nessuno gli risponde. In questo disegno di legge se un Comites prende una posizione, entro 90 giorni il Ministero degli Esteri dovrà rispondere". Micheloni ha aggiungo che "il gruppo di lavoro del Senato, di cui faccio parte, si assume le proprie responsabilità. Pensiamo che stiamo facendo un buon lavoro e andiamo avanti. Abbiamo ascoltato e molte cose che abbiamo inserito nel progetto sono obiezioni serie che sono state fatte, ma è chiaro che non ascoltiamo chi ci dice che non cambiamo niente. Io sono venuto qui a spiegare un progetto che non è popolare, ma sono convinto che con questo faccio il mio dovere di italiano all’estero per migliorare la situazione. Sono venuto per ascoltare, sperando che i consiglieri la smettano di guardare a questa riforma con i paraocchi" magari "pensando ai giovani che poi dovranno sedersi a questo tavolo".

 

Per Porta, al contrario,"la proposta di legge Tofani lungi dall’essere la necessaria e opportuna riforma di questi organismi è, al contrario, un malriuscito tentativo di normalizzazione del sistema di rappresentanza democratica degli italiani all’estero, in controtendenza rispetto al lungo processo di integrazione delle comunità degli italiani nel mondo svoltosi nel corso degli ultimi decenni". Secondo il deputato del Pd "la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero avrebbe infatti bisogno di organismi di partecipazione democratica quanto più radicati sul territorio ed espressione del ricco e variegato mondo dell’emigrazione".

 

Tra le proposte in discussione al Senato c’è anche quella di Mirella Giai che a Silvano Malini ha spiegato: "la mia prevede che i membri cooptati del Cgie, fino ad ora a nomina governativa, siano eletti dai rappresentanti delle comunità" e che "ci siano rappresentanti delle associazioni che lavorano nell'immigrazione, dei sindacati e dei patronati, che sono quelli che hanno sempre difeso gli italiani all'estero".

 

Fonte: aise

 

Lettera di Marta R. Martinez Ambrosini, Segretaria Del Circolo Italiano Di Tacuarembò

 

Gentile Sig. Silvano Malini –

La Gente D’ Italia –

 

In risposta alla sua mail – come rappresentante della Associazione Italiana di Tacuarembo’ – a proposito della Riunione della Commissione Sudamericana del CGIE  che si terrà a Montevideo presso la Casa degli italiani – vorrei precisare:

 

Personalmente spero di poter essere presente, anche se abitando a 400 km. da Montevideo e avendo diversi impegni, di certo non sarà per niente facile.

Purtroppo questo tipo d’ incontri si fanno sempre a Montevideo e per uno che abita lontano, non è assolutamente facile, sia per la. durata del viaggio, spese, ecc…

Capiamo che la collettività più numerosa risiede a Montevideo, ma mi permetto di chiedere a nome di tanti che siamo qui, non sarà arrivato il momento di cominciare a pensare in altri punti del paese dove ci sono anche numerosi italiani e discendenti in possesso  di cittadinanza e Passaporto? Tutti quelli che siamo all’ interno ogni volta che c’ ‘e qualche incontro, se vogliamo ESISTERE, dobbiamo per forza spostarci a Montevideo.

 

– Gli italiani di  Montevideo non potrebbero almeno una volta venire da noi? Oppure solo fanno le  gite per l’ interno del paese  solo quando è il periodo di elezioni?

Mi scusi se importuno, ma è il pensiero di tanti italiani e discendenti che siamo nell’ entroterra uruguaiano, solo che ci vuole un po’ di coraggio e l`opportunità per poter esprimerlo. Tutto è fatto e programmato per Montevideo e la bella Punta dell’Este.

Mai nell’ agenda delle importanti personalità italiane che arrivano in questo paese, mai c`è la visita alle città del litorale uruguaiano, oppure al nord del paese. Eppure ci siamo anche noi! Qui si lavora, si diffonde italianità e si fa onore all’ Italia lontana, la terra dei ns. antenati.

Nel caso preciso di Tacuarembo’, è già da un po’ che chiediamo almeno la possibilità di poter inviare le ns. Pratiche direttamente al Consolato di Montevideo senza dover fare un giro che ci risulta scomodo, dato che siamo obbligati a  passare prima  attraverso il Vice – Consolato di Melo  che per noi – che siamo al centro del paese – è completamente fuori mano. Purtroppo si continua con una divisione in zone – fatta tanti anni fa’ quando gli italiani aventi / cittadinanza e Passaporto, erano pochi ed evidentemente c’ era poca conoscenza delle distanze ed i punti di comunicazione tra le diverse città dell’ interno del paese. Fino adesso, non c’ ‘e stata nessuna soluzione e questo, veramente mi creda, ci scoraggia! – E non si tratta di chieder soldi, anzi! Solo per  poter dare una mano agli italiani e discendenti di questa nostra zona.

Dobbiamo perdere ogni speranza??.

Purtroppo anche adesso  la possibilità di diffondere la Lingua sembra ci sia stata tolta. I Corsi d’ italiano presso le scuole statali non sono iniziati. Capiamo la difficile situazione che attraversa l’ Italia, ma la diffusione della Lingua in un paese come l’ Uruguay, dove ci sono tanti discendenti d’ italiani, non si dovrebbe perdere, non dovrebbe morire, assolutamente!

 

Ci sentiamo abbastanza soli e dimenticati. Per fortuna che c’ è internet, da alcuni anni siamo in rete e le notizie ed i  comunicati sia dalle Autorità Consolari che dal Comites e da diverse Associazioni (Mantovani nel Mondo, per es.)  ci arrivano – ma questo solo non basta! Abbiamo bisogno di più contatti, di più opportunità, intanto è ancora  viva  in noi la voglia di fare. Ma fino a quando ci durerà?...

 

Grazie dell’ opportunità di poter far conoscere le ns. difficoltà che sono un po`quelle di tanti italiani e discendenti che siamo in questo nord  (abbastanza dimenticato)  dell’ Uruguay.

 

Marta R. Martinez Ambrosini

Segretaria Del Circolo Italiano Di Tacuarembo’

 

Conduttrice del PROGRAMMA RADIO, settimanale  “ITALIA  en ARMONIA”  sulla emittente ARMONIA F.M. 92.5 – che va in onda tutti i sabato da ormai 18 anni. Dove si diffonde l'italianità con un alto indice di gradimento.

 

 

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Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
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