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Pensionati in Argentina: Bruzzese (Epasa Cna), criticità nel sistema Citibank

Antonio Bruzzese, presidente del patronato Cna Epasa in Argentina, sottolinea alcune criticità in relazione alla nuova procedura

BUENOS AIRES - "Da alcuni giorni è stato avviato, per i pensionati, il passaggio dalla banca Itaù alla Citi Bank per la riscossione di quanto spettante. Esso si concluderà il 2 aprile 2012. Chi non risponderà ai requisiti richiesti entro la data indicata si vedrà sospesa la prestazione.

Tra i vari dati richiesta troviamo, di nuovo, la certificazione dell'esistenza in vita. A tal proposito ci sono alcune considerazioni che mi preme esternare. In primo luogo l’impostazione che si da al tutto risulta molto rigida, quasi anglosassone direi, senza considerare il contesto piuttosto complesso dell’Argentina. Tra la procedura teoricamente perfetta e la realtà vi è una notevole distanza". A spiegare i termini di questa discrasia è Antonio Bruzzese, presidente del patronato Cna Epasa in Argentina.

La prima nota dolente deriva dal fatto che "arrivano lettere con date di nascita sbagliate, domicili con indirizzi non aggiornati e nel caso delle vedove la lettera indica il nome del marito e ciò è chiaramente difforme dal documento di identità della signora". Poi, aggiunge, "si richiede che il documento di identità abbia una validità non superiore a 10 anni. È bene ricordare che in Argentina il DNI non ha scadenza e il rinnovo si ottiene solo per smarrimento o furto. I tempi necessari sono di diversi mesi". Infine, "le prestazioni sono erogate in pesos, anziché in euro come previsto".

A parte, per Bruzzese, c’è il capitolo-esistenza in vita: "per quanto attiene la certificazione dell'esistenza in vita parlerei, perdonatemi l’espressione pittoresca, di una vera e propria "Pensionato Adventure". Eccetto per coloro che si possono recare al Consolato, - spiega – per gli altri le difficoltà sono numerose. Si può ricorrere al registro civile e alla polizia Federal. Questo quanto sulla carta. Da nostre verifiche emerge che il registro civile semplicemente non lo fa e i funzionari di Polizia ti guardano, parlo per esperienza personale presso una Comisaria, con espressioni del tipo: “ma mamma ti manda in giro solo?". Per le carceri, case di cura e ospedali la certificazione può essere assicurata di funzionari pubblici. Carcere a parte, si dà il caso che le strutture sanitarie siano in gran parte private e dunque i propri funzionari non hanno alcun titolo a rilasciare documenti pubblici. Per coloro che non possono muoversi le strade sopra descritte sono ovviamente impraticabili", per questo, spiega, "il patronato CNA EPASA ha iniziato un servizio a domicilio totalmente gratuito e ha svolto già molte visite".

"L'unico modo indicato – osserva ancora Bruzzese – è quello del notaio a domicilio i cui costi, in molti casi sono praticamente uguali se non superiori a quanto il pensionato riscuote in un mese. Occorrerà trovare perciò una strada diversa. Penso che redigere un elenco di persone certificate e indicate dai consolati per i rilievi a domicilio potrebbe essere la soluzione".

Insomma, "il contesto risulta difficile", ma, rileva Bruzzese, "osservo una buona disponibilità e collaborazione sia dell'Ambasciata che di tutti i Consolati. Ciò che sarà utile non è solo trovare soluzioni logiche, ma che esse siano condivise sia dall'Inps che dalla Citi Bank. A tal proposito ritengo fondamentale l’avvio di un tavolo di consultazione con tutti i soggetti interessati".

Il presidente del patronato ricorda, inoltre, che "la questione indigenza e assistenza sanitaria non sono scomparse. Una evidente illusione quella di superare il problema per decreto. Dagli 8000 riconosciuti si è passati a seimila e poi, improvvisamente, i dati sono scomparsi insieme alla convenzione con la Swiss Medical, che svolgeva tale servizio. Le nostre visite a domicilio mettono al centro l'attenzione verso gli anziani soli. Credo che soffrano più della solitudine che delle stesse condizioni di salute e spesso povertà".

Il problema, per Bruzzese, "è talmente vasto e profondo che va al di là delle possibilità di un volenteroso Patronato. Per questo occorrerà lavorare per coinvolgere sul tema grandi Istituzioni, come la Chiesa, sindacati e amministrazioni locali". Concludendo, Bruzzese assicura che "nonostante le numerose difficoltà la CNA-Epasa continuerà l’attività intrapresa con l’impegno e l’entusiasmo di sempre". (aise)

 

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