You are here: Home Lombardi nel Mondo Nazioni Argentina/Uruguay Articoli Dal mondo istituzionale e delle associazioni Franco Tirelli: un lombardo di Argentina
Accedi a ..
Ospitalità Mantovana .....
logo-albergo-hotel-bianchi-mantova.png
In Evidenza ...

Franco Tirelli: un lombardo di Argentina

Milano 15 gennaio 2018 - Profilo di Franco Tirelli, avvocato di professione, Tirelli, Presidente del Comites di Rosario, ha una visione della politica come servizio nei confronti di chi ha bisogno di rappresentanza

Non parla bergamasco, ma il legame con la città orobica, così come col resto dell'Italia, è molto forte, tanto da avere dedicato impegno ed energie proprio nell'ambito della comunità italiana in Argentina. Questo è, in estrema sintesi, il profilo di Franco Tirelli, candidato al parlamento italiano nella circoscrizione Sud America. Avvocato di professione, Tirelli, Presidente del Comites di Rosario, ha una visione della politica come servizio nei confronti di chi ha bisogno di rappresentanza: un pegno morale che il candidato dichiara di dovere ai suoi nonni: lavoratori bergamaschi costretti a cercare fortuna in Argentina nell'immediato secondo dopoguerra.

 

"Mio papà era italiano, e la mia famiglia paterna vive ancora in Italia -ha spiegato Tirelli a Lombardi nel Mondo- In gioventù trascorrevo le vacanze presso la casa dei miei nonni a Bergamo. Per me -ha continuato Tirelli- la politica è una forma di servizio che va espletata non solo in parlamento, ma anche nelle scuole, nella cooperazione sociale, e presso la Comunità italiana del mio Paese, dove ho deciso di intraprendere la mia carriera politica".

 

La Comunità italiana, dunque. Una realtà che Tirelli spiega essere, in America Latina, particolarmente complessa. In Argentina, infatti, vi è una intensa attività culturale e sociale portata avanti da un alto numero di associazioni capaci di creare scuole, centri di ricreazione ed ospedali. Oggi, questa attività sta vivendo un processo di rinnovamento generazionale particolarmente significativo.

 

"Il rinnovamento è un fenomeno utile per mantenere vive le tradizioni dei nostri padri emigrati dall'Italia -dichiara Tirelli-. Per questo -aggiunge Tirelli- intendo prodigarmi affinché i progetti attivati dalla Comunità italiana siano implementati, ad esempio attraverso la garanzia di servizi al cittadino efficienti da parte della rete consolare, l'estensione dell'insegnamento della lingua italiana nelle scuole pubbliche dei Paesi della circoscrizione (come già avviene in alcune realtà locali), il riconoscimento reciproco dei titoli di studio tra Italia ed America Latina, la proliferazione dei gemellaggi tra città ed associazioni italiane ed argentine".

 

Non solo cultura e società, tuttavia, fanno parte del programma di Tirelli. Il candidato argentino, infatti, ambisce anche a dare forte impulso ai legami commerciali tra l'Italia e i territori della circoscrizione nella quale si candida. Questo ambizioso obiettivo, secondo il candidato, si può ottenere attraverso l'implementazione di missioni tra Italia e Sud America atte a sviluppare nuove forme di collaborazione economica.

 

"Il parlamento -dichiara Tirelli- è il luogo nel quale un parlamentare deve sempre agire come voce ed interlocutore dei propri elettori, rendicontando e fornendo risposte a necessità, inquietudini e problemi provenienti da realtà spesso lontane, come la comunità degli italiani in Sud America. Credo fortemente -aggiunge Tirelli- che la realizzazione delle iniziative che mi prefiggo di portare avanti, se eletto in parlamento, potranno non solo creare un ponte stabile tra il parlamento italiano e la comunità degli italiani in Sud America, ma anche rappresentare una forma di crescita ed opportunità per tutti coloro che, in Argentina così come negli altri Paesi dell'America Latina, sentono vivo il legame generazionale con la nostra madrepatria Italia".

Document Actions
Share |
Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
Tutti gli Editoriali