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“Parole, immagini e altri testi” al Mamba di Buenos Aires

C'è tanta Italia all'interno della mostra "Palabras, imágenes y otros textos" (Parole, immagini e altri testi) che sarà inaugurata giovedì, 29 marzo, alle ore 19, presso il MAMba - Museo di Arte Moderna di Buenos Aires

BUENOS AIRES- C'è tanta Italia all'interno della mostra "Palabras, imágenes y otros textos" (Parole, immagini e altri testi) che sarà inaugurata giovedì, 29 marzo, alle ore 19, presso il MAMba - Museo di Arte Moderna di Buenos Aires.

Organizzata dal museo stesso e dall’Associazione Amici del Museo in collaborazione con il Centro di Arte Contemporanea Luigi Pecci e la Collezione Carlo Palli, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Argentina, del Consolato Generale d’Italia in Buenos Aires e dell’Istituto Italiano di Cultura, la mostra è a cura di Marco Bazzini, Laura Buccellato, Massimo Scaringella e Guadalupe Ramirez Oliberos, con il coordinamento di Sergio Fintoni.

La mostra, che sarà aperta al pubblico sino al 30 maggio, presenta dunque tre sezioni, la prima delle quali è dedicata agli "Artisti italiani", con opere provenienti dalla Collezione Palli – Pecci di Prato. Si tratta fra gli altri di: Vincenzo Accame, Vincenzo Agnetti, Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, , Mirella Bentivoglio, Ugo Carrega, Luciano Caruso, G. Achille Cavellini, Giuseppe Chiari, Giovanni Fontana, Emilio Isgro, Ketty La Rocca, Arrigo Lora-Totino, Lucia Marcucci, Stelio Maria Martini, Magdalo Mussio, Luciano Ori, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti, Rodolfo Vitone, Emilio Villa e William Xerra.

Sempre dalla Collezione Palli – Pecci provengono le opere degli "Artisti internazionali" in mostra, come: Joseph Beuys, John Cage, Allan Kaprow, Juri Kolar, George Maciunas, Yoko Ono, Diter Rot, Ben Vautier e Wolf Vostell.

Infine le opere degli "Artisti argentini", molti dei quali però di origine italiana, appartengono alla Collezione MAMbA. Vi figurano, tra gli altri: Jaques Bedel, Dolores Caceres, Marula di Como, Carlos Espartaco, Alberto Greco, Leon Ferrari, Edgardo Gimenez, Ruben Grau, Sara Grillo, Alberto Heredia, Guillermo Iuso, Jorge Macchi, Luis Felipe Noè, Margarita Paksa, Liliana Porter, Gustavo Romano, Mariano Sardon, Antonio Trotta, Edgardo Vigo ed Horacio Zabala.

La mostra, che prende spunto dalla proclamazione di Buenos Aires "Capitale Mondiale del Libro UNESCO", unisce le opere della collezione Palli, in parte in comodato e esibite nel Centro Luigi Pecci di Prato di "poesia visiva", in dialogo con le opere di prestigiosi artisti argentini, molti dei quali sono di origini italiane.

A questi si aggiunge la presenza di importanti artisti internazionali come riconoscimento al movimento Fluxus, di cui si festeggiano i 50 anni dal primo manifesto in cui si ponevano le basi della trasgressione dell’atto creativo.

Dagli anni Cinquanta e Sessanta la pittura tende sempre con maggiore frequenza alla condizione della scrittura con le opere di Capogrossi, Novelli, il Gruppo Forma 1 e di molti altri in Italia, Joseph Beuys, Wolf Vostell, Nam June Paik, Robert Filliou, Ben Vautier in Europa in generale e Cy Twombly y Franz Kline negli Stati Uniti fino al 1962, quando il lituano George Maciunas teorizza Fluxus come movimento artistico integrale (pittorico, musicale e letterario), nel quale l’arte non è la finalità, ma un mezzo.

L’opera non è più la giustificazione nè la ragion d’essere, nè tanto meno il culmine di alcuna attività creativa, bensì un pretesto, un mezzo per esplorare l’inconscio, stimolare l’immaginario e provocare una reazione nello spettatore. Che cosa può quindi, trasformarsi in opera d’arte? Qualunque cosa!

Il dinamismo delle diverse correnti, tanto quelle delle avanguardie storiche quanto quelle più vicine al Concettualismo, hanno generato una assai varia quantità di forme espressive, che si avvalgono di vari canali, includendo quelli elettronici e digitali, così come dimostra il nuovo movimento dei "performer".

Obiettivo della mostra, accompagnata dai testi di Marco Bazzini, Lucilla Saccà e Massimo Scaringella, è contribuire alla conoscenza di un movimento che si sviluppò in forma simultanea in tutto il mondo e del quale non si conosce a sufficienza l’importante componente italiana, ben presente nella Collezione di Carlo Palli.

Una collezione unica nel suo genere, in grado di offrire una visione ampia della metamorfosi che il testo e la parola acquisiscono quando si trasformano in un concetto artistico. (aise)

 

 

 

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