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Il premier figlio di emigrati

Marco Basti, della Tribuna Italiana, ci ricorda le parole del neo-premier Mario Monti sugli italiani all'estero

“Per quanto riguarda gli italiani all’estero, ai quali – e per questo sono grato a tutti i gruppi politici – ho dedicato tempo nel mio interesse, perché avevo bisogno di imparare, e non ho certo finito di farlo in pochi giorni, come ho avuto modo di dire loro cuando li ho consultati, sento molto il tema non tanto nei suoi aspetti problematici, ma, soprattutto, nel suo significato di ricchezza del Paese“.

Così -informa l’agenzia Aise- il Presidente del Consiglio Mario Monti, nella sua replica a Montecitorio, ha risposto all’intervento in Aula dell’onorevole Picchi (Pdl) secondo cui il Premier aveva trascurato gli italiani all’estero nel suo intervento.

Monti ha ricordato di essere stato lui stesso un italiano all’estero: “lo sono stato per dieci anni, cuando ho lavorato alla Commissione europea, per cinque anni su designazione del Presidente Berlusconi, per cinque anni su designazione del Presidente D’Alema, permettetemi di ricordarlo in questo momento e di ringraziarli per la fiducia che mi diedero all’epoca. Ebbene, quindi anche per esperienza diretta, ho visto alcuni problemi degli italiani all’estero“.

“Questo tema – ha aggiunto il neo-Premier – nella mia memoria personale e familiare, va molto più indietro, perché io, nato a Varese, avevo un padre nato in Argentina, figlio di emigrati italiani, italiani all’estero in Argentina“. Fin qui la cronaca del riferimento del nuovo presidente del Consiglio dei Ministri agli italiani all’estero.

Un riferimento che ha riguardato anche il suo passato personale come emigrato, anche se non certo costretto dalla necessità a emigrare, ma a causa di un’occasione di realizzazione personale e di servizio all’Italia, nell’Unione europea.

Un riferimento inoltre a suo padre nato in Argentina da un emigrato di Varese. Quindi, come tanti altri italiani, specialmente della sua generazione o anteriore ad essa, il prof. Monti ha avuto un parente, molto diretto in questo caso, che ha conosciuto cosa è stata l’emigrazione e di cosa parlano i nostri anziani quando raccontano le loro esperienze. Si sa poi che noi dell’Argentina ci emozioniamo e ci soddisfa sentire qualche riferimento positivo o sentimentale in Italia, nei riguardi di questo Paese.

Ma nella situazione in cui versa l’Italia e con le misure che dovrà prendere il nuovo governo, per adempiere alle richieste dell’Ue, non è il caso di sperare che alle prime parole, possano seguire cambiamenti di rotta concreti rispetto a quanto deciso in passato dal precedente governo. Non ci sono soldi e l’arrivo del nuovo governo non cambierà la situazione.

Potrebbe cambiare però, l’atteggiamento verso gli italiani all’estero, questo è il nostro augurio, dopo tre anni durante i quali il governo Berlusconi ha perseguito una politica di rottura e di cancellazione dei rapporti con gli italiani all’estero. Se col nuovo governo, arriveranno almeno parole di considerazione, sarà sempre un qualcosa di più.

Inoltre ci sembra importante sottolineare le parole di Monti riguardo a come ci vede. “…sento molto il tema non tanto nei suoi aspetti problematici, ma, soprattutto, nel suo significato di ricchezza del Paese “.

Non facciamoci molte illusioni quindi, sul fatto che possano cambiare in bene, questioni come le pensioni, l’assistenza, i fondi per la diffusione della cultura, l’aumento degli organici dei consolati, ecc.

Ma speriamo che effettivamente il prof. Monti consideri una ricchezza per l’Italia gli italiani all’estero e da buon economista sappia mettere a frutto questa ricchezza, perché così facendo – lo abbiamo sempre sostenuto – faremo il bene dell’Italia, dell’Argentina e della nostra comunità.

Il nuovo governo è già al lavoro e siamo certi di interpretare i sentimenti della maggioranza degli italiani residenti in Argentina, se porgiamo al prof. Mario Monti e al suo governo i migliori auguri di successo, per il bene dell’Italia.

 

Se sono rose, fioriranno.

 

MARCO BASTI

tribunaitaliana@yahoo.com.ar

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Editoriale

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