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Come sentirsi italiano se si vive all’estero

Una riflessione concreta sulle istituzioni italiane di Montevideo. La diffusione della cultura. L’insegnamento della lingua italiana. I giornali ed Internet. Leandro, cerca senza sosta, di alimentare le sue origini, di non perdere nulla di ciò che gli appartiene: la sua italianità. Di Leandro Vanoli , corrispondente lombardo da Montevideo

Le comunità degli italiani all’estero è composta, al meno in Uruguay, da italiani nati all’estero. In Uruguay e Latinoamerica sono pochi gli italiani nati in Italia. Per questo, sentirsi veramente italiano, e sentirse l’Italia (senza, magari esserci mai stato, nemmeno una volta) non è facile.

 

Prima di tutto, non è facile, lontano dall’ Italia, trovare delle persone che parlano bene in italiano. Nelle associazioni di emigrati, si parla abbastanza, però per le nuove generazioni poter parlare la lingua dei nonni, non è un lavoro semplice. Il lavoro che svolgono tutte le associazioni (regionali, nazionali, dei comuni, ecc.) è il miglior strumento per rafforzare il legame con la nostra terra, per condividere le tradizioni, la lingua, i dialetti. Per le nuove generazioni, esistono diversi programmi (alcuni appoggiati dal Governo Italiano) per rafforzare la lingua italiana, troviamo così i corsi c/o le scuole elementari publiche per diffondere l’italiano ai bambini di tutto il paese tramite il CASIU (Centro Assistenza Scolastica Italiana in Uruguay); i corsi della Dante Alighieri (con sede soltanto a Montevideo) dove si possono certificare i livelli di conoscenza della lingua con la certificazione internazionale Plida, ed altre iniziative in altre istituzioni.

La Scuola Italiana di Montevideo, scuola privata e costosa, non è accessibile a tutti, soltanto quelli che possono pagare (che non sono molti), gli altri , anche se desiderosi di conoscere e di imparare tutto ciò che è Italia sono tagliati fuori.

Purtroppo, da cinque anni hanno eliminato i corsi obbligatori d’italiano nelle scuole medie di tutto il paese. Questo ha fatto tanto male a tutti i discendenti e alla diffusione della lingua italiana in Uruguay. Ciò nonostante tutti gli attori della comunità italiana in Uruguay, continuano a lavorare per manterere viva la lingua dei nostri emigrati.

 

Per fortuna abbiamo anche qualche giornale di diffusione nazionale e regionale dove possiamo trovare notizie dell’Italia ed anche della comunità italiana in Uruguay. In poche edicole si trova il Corriere della Sera, ma i giornali della collettività sono diffusi tra gli importanti enti italo-uruguaiani. I giornali come: Spazio Italia, Incontro, L’eco d’Italia, Notiziario ANCRI , arrivano tutti i mesi a coloro che hanno un rapporto stretto con l’italianità. Si possono leggere al Consolato d’Italia e nella Casa Degli Italiani a Montevideo e nelle diverse associazioni all’interno del paese. Mentre che - Gente d’Italia - esce tutti i giorni con un giornale uruguaiano, a pagamento naturalmente. Se qualcuno vuole leggere libri in italiano, dovrà faticare abbastanza per trovarli. Non abbiamo negozi dedicati alla vendita di testi nella nostra lingua, magari si possono trovare alcune pubblicazioni commerciali, chiamiamole minori, oppure i classici della letteratura italiana, però dopo non poco sforzo ed energia!

 

Le mostre artistiche che ci avicinano alla cultura italiana, per fortuna sono ogni anno più diffuse. Grazie al lavoro dell’Istituto Italiano di Cultura ed al Consolato d’Italia. Anche in diverse associazione di emigrati, possiamo trovare sporadiche manifestazioni della cultura italiana. A volte i principali teatri uruguaiani presentano messe in scena di autori italiani, ma non è comune che siano in lingua originale. Per questo, dobbiamo aspettare i programmi dell’IIC o del Consolato. Anche le associazioni, soprattutto quelle che hanno un forte rapporto con la regione d’origine, fanno degli spettacoli finanziati dalla stessa regione, portando le risorse italiane in Uruguay per diffondere la cultura proveniente da ogni parte.

 

Per quelli che vogliono ascoltare la lingua italiana , ci sono diversi programmi radiofonici, a Montevideo, ed anche all’interno del paese.

Sono soprattutto programmi delle diverse associazioni che vogliono comunicare con i soci per diffondere le loro attività. In questi programmi si possono ascoltare brani di musica italiana, sia classica che moderna.

 

C`è anche RAI International. Purtroppo, la televisiva italiana è a pagamento e non è diffusa su tutto il territorio nazionale. È uno dei tanti canali televisivi, dei diversi pacchetti TV, via cavo. Hai accesso se paghi. Quasi tutti i pachetti via cavo hanno la Rai come canale internazionale, ma all’interno del paese non è facile trovarlo. La programmazione della Rai ci avicina alla realtà italiana di ogni giorno, con i Telegiornali (nazionali ed a volte regionali), programmi speciali, film originali di Rai Fiction, programmi politici e periodistici (como Porta a Porta).

Sabato e domenica, possiamo vedere anche le partite di Calcio (a volte sono anche troppe) e d’estate i programmi speciali sulle diverse attività culturali e sociali che si svolgono su tutta la peninsola. Purtroppo il contenuto della programmazione delle diverse comunità italiane all’estero è ogni giorno più povera. Dalla rai non è possibile sapere che cosa fanno gli italiani all’estero.

 

Per fortuna e finalmente abbiamo Internet! Con l’internet siamo ad un click da tutto quello che succede in Italia, abbiamo mezzi come questo, il Portale dei Lombardi nel Mondo, dove possiamo trovare le principali notizie italiane, e sopprattutto quello che vivono altre comunità italiane all’estero. Per questo dobbiamo tenerci stretti questo strumento, per diffondere quello che facciamo noi qui, e conoscere meglio e di più quello che fanno gli altri.

 

Per concludere possiamo dire che abbiamo tantissime cose per mantenere stretta stretta la nostra Italia, mantenere viva la nostra italianità. Però, ciò che più conta, quello che è più importante, secondo me,  è sentire col cuore. La dobbiamo mantenere, alimentare, dobbiamo sentire nel sangue che ogni giorno per non perderla dobbiamo stare vicini, uniti.

 

Leandro Rodolfo Vanoli Cipriani

Corrispondenti Lombardi in America Latina, Montevideo, Uruguay

lvanoli@gmail.com 

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Editoriale

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