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L’obelisco al posto di San Nicola Di Bari

Buenos Aires, 12 marzo 2019 - La mania di demolire, sotto pretesto di modernizzare ogni città, ha fatto sì che veri gioielli dell’architettura, testimoni indifesi della storia, siano stati rasi al suolo senza pietà. Quest'è la storia di un usurpatore diventato il simbolo della Città Autonoma di Buenos Aires.

di Giorgio Garrappa Albani

 

L'obelisco è un monumento celebrativo, di origine egizia, formato da un pilastro a pianta quadrata rastremato verso l'alto fino a terminare in una piccola piramide chiamata pyramidionIl nome deriva dal greco “obelos”, ovvero spiedo e “obelisco” è un diminutivo che vuol dire “spiedino”.

Solo a Roma sono presenti 9 obelischi più quello del Vaticano provenienti dall'antico Egitto. Nel 1936, anche Buenos Aires decise di averne uno che poi alla fine sarebbe diventato il simbolo più rappresentativo della Capitale dello Stato argentino. In quell'epoca (fino al 1994) la città di Buenos Aires era la Capitale Federale della Repubblica, cioè apparteneva a tutti gli abitanti dell’intero Paese. Ecco perché l'autorità amministrativa veniva eletta dal proprio Presidente della Repubblica.

Durant il suo periodo, il Presidente Agustin Pedro Justo (1932-1938), scelse il Dott. Mariano de Vedia y Mitre come Sindaco della Capitale. Fu infatti Vedia y Mitre a mettere in moto il piano di modernizzazione della città che incluse allargare la via Corrientes, aprire il Corso 9 Luglio e costruire la Piazza della Repubblica con al centro l'obelisco per celebrare il quattrocentesimo anniversario della fondazione di Buenos Aires.

Fin qui tutto bene se non fosse per il fatto che, al posto in cui sarebbe eretto l’obelisco, c'era la chiesa di San Nicola di Bari.

Chiesa coloniale risalente al XVIIImo. secolo quando nel 1721 il capitano Domingo de Acassuso la mandò costruire all'incrocio della Via del Sole, poi San Nicola ed oggi Carlos Pellegrini e Corrientes (allora innominata), nel Corso 9 Luglio. Acassuso morì l’8 febbraio 1727 senza vederla finita a causa di un incidente di cantiere nel precipitare da una impalcatura della chiesa. La cupola di San Nicola datava del 1812 in cui sommità veniva alzata per la prima volta la bandiera in Buenos Aires. A parte questo, nella sua fonte battesimale furono battezzati Mariano Moreno e Bartolome Mitre.

Basterebbe dire che in quell'atto d'innalzamento della bandiera nazionale erano presenti l’allora governatore-sindaco Miguel de Azcuenaga e il Generale Juan Martin de Pueyrredon che subentrasse a Giovanni Giuseppe Passo nel Primo Triunvirato.

L'idea di alzare l'obelisco fu fortemente rifiutata, non solo da gran parte della popolazione ma dalla stampa, tenuto conto che non solo doveva demolirsi la chiesa San Nicola di Bari ma anche l’antico Luna Park e il leggendario Teatro del Popolo. Una strage di enorme proporzione al patrimonio storico-culturale della capitale di tutti gli argentini.

Nonostante ciò, l’autorità federale continuò avanti senza ascoltare nessuno. Demolisce tutto senza sosta iniziando il cantiere il 16 marzo 1936. Dopo sole nove settimane, il 23 maggio venne inaugurato ufficialmente l’obelisco disegnato dall’architetto Alberto Prebisch, autore tra l’altro del Teatro Gran Rex, il Mercato di Abbasto a Tucuman ed il Cinema Atlas. Il monumento, alto 67,5 metri, 49 metri quadri di base e 177 tonnellate di peso, ha il suo interno vuoto per alloggiare gli impianti elettrici, il parafulmine ed una scala che serve a salire fino alla sommità in cui ci sono 4 finestre.

Lo “spiedino” di Buenos Aires costò allo stato argentino 200.000 m$n equivalenti a US$ 683.180. Come fosse la maledizione di San Nicola, un mese dopo l'inaugurazione, in mezzo ad un atto pubblico, si produceva il distacco di alcune lastre che rivestivano il monumento cadendo per terra.

Ciò scattò nuove polemiche e critiche talmente forti da obbligare al Consiglio Comunale a sancire, il 13 giugno 1939, un'ordinanza che disponeva la demolizione dell'obelisco “porteño”.

Ovviamente quell'ordinanza fu vietata dal Sindaco Arturo Domingo Goyeneche, motivo per il quale il tradizionale e storico obelisco continua eretto da quasi 83 anni nel quartiere San Nicola, riempiendo le cartoline postali più vendute della “Regina del Plata”.

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