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La promozione dell’italiano ha bisogno di una strategia adeguata

Si è conclusa l’Indagine conoscitiva sulla promozione della cultura e della lingua italiana all’estero, realizzata dalle Commissioni riunite Affari Esteri a Cultura della Camera.

Con l’audizione della professoressa Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia della Crusca, del Direttore dell’Istituto Cervantes, Sergio Rodriguez Lopez-Ros, e del professor Pietro Trifone, docente di Storia della lingua italiana nel dipartimento di Studi filologici, linguistici e letterari dell’Università degli sudi di Roma “Tor Vergata”, si è conclusa oggi l’Indagine conoscitiva sulla promozione della cultura e della lingua italiana all’estero, realizzata dalle Commissioni riunite Affari Esteri a Cultura della Camera.

A presiedere la seduta è stato l’on. Franco Narducci, deputato Pd eletto in Europa, vicepresidente della III Commissione.

Questa indagine, argomenta Narducci, "ideata come strumento propedeutico alla riforma della Legge sugli Istituti di Cultura e della Legge 153 del 1971, è partita con forte ritardo a causa della mancanza di volontà da parte del precedente Governo, per cui le predette riforme, inseguite invano da molti anni, dovranno essere rimandate ancora una volta alla prossima legislatura". In ogni caso, aggiunge, "è stata di grande valore ed ha messo a nudo le incertezze e la mancanza di strategie del nostro Stato rispetto agli altri pilastri della cultura europea in generale: Francia, Inghilterra, Germania e Spagna, che rispetto all’Italia possono contare su risorse finanziarie di gran lunga superiori".

Nel corso dell’indagine conoscitiva, infatti, sono stati auditi i più importanti Istituti di cultura italiani e i responsabili della promozione della lingua e della cultura dei Paesi succitati: il British Council, Alliance Française, il Göthe Institut e l’Istituto Cervantes. Ma anche gli altri protagonisti della promozione della nostra lingua e della nostra cultura come il Ministero degli affari esteri e la Società Dante Alighieri.

"Ora – annuncia Narducci – si lavorerà alacremente alla stesura del rapporto finale che dovrebbe costituire la base per il rilancio della promozione della nostra amata lingua e per l’elaborazione delle strategie tanto spesso evocate e mai realizzate. La domanda di lingua italiana è in forte aumento nel mondo, nonostante lo strapotere dell’inglese, ma i risultati risentono in negativo dei pesanti tagli che negli ultimi quattro anni hanno decimato le forme d’intervento, in particolare quelle dirette alle nostre comunità emigrate. Occorre superare la frammentazione degli interventi e puntare con forza alla certificazione di qualità, senza dimenticare che c’è un corpus di riferimento, l’italiano contemporaneo, che abbiamo colpevolmente trascurato in questi ultimi anni".

"Anche in questo senso, - sottolinea il deputato – possiamo imparare molto dai promotori di lingua e di cultura degli altri Paesi competitori, sia per quanto concerne il razionale utilizzo del personale e delle risorse, sia per la valorizzazione dei tanti aspetti che formano la cultura di un Pese: l’arte, il cinema, la sua gastronomia, il fare sistema ecc. Ma dobbiamo imparare anche a fare meglio per valorizzare la nostra lingua e la nostra cultura nell’area del Mediterraneo, considerando che verso l’Italia vi è un fortissimo flusso migratorio proveniente dai Paesi dell’area mediterranea. E nel Mediterraneo – conclude – vi sono Paesi che avanzano con una crescita notevole, come la Turchia e il Marocco".

Fonte: aise

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