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Codice Fiscale ai residenti all’estero

L’esame della Commissione, in particolare, si è concentrato sull’articolo 40 che – in tema di semplificazioni burocratiche per i cittadini – prevede il rilascio di un codice fiscale ai residenti all’estero

La Commissione Affari Esteri del Senato ha esaminato in sede consultiva il decreto sulle liberalizzazioni varato dal Consiglio dei Ministri e ora all’esame della Commissione Industria.

L’esame della Commissione, in particolare, si è concentrato sull’articolo 40 che – in tema di semplificazioni burocratiche per i cittadini – prevede il rilascio di un codice fiscale ai residenti all’estero. Relatore del provvedimento il senatore Alfredo Mantica (Pdl) che, da ex sottosegretario agli esteri con delega per gli italiani nel mondo, ha ribadito ancora una volta la necessità di riformare l’Aire. A margine del dibattito, alla presenza del sottosegretario De Mistura, la Commissione ha dato mandato al relatore di redigere parere non ostativo al decreto.

Il decreto sulle liberalizzazioni, ha spiegato Mantica, "si inserisce in una strategia complessiva del Governo per affrontare la crisi finanziaria internazionale, introducendo misure di liberalizzazione per sostenere lo sviluppo e la crescita economica. Le valutazioni delle istituzioni economiche internazionali (OCSE, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale) hanno evidenziato per l'Italia la precisa necessità di sostegno all'iniziativa economica privata. I settori dell'economia italiana che risentono meno della concorrenza internazionale sono tutti quelli diversi dal manifatturiero, e che rappresentano più della metà del valore complessivo. In tali ambiti (commercio, trasporti, credito e assicurazioni, costruzioni, elettricità, gas, acqua, hotel e ristoranti, professioni) è intenzione del Governo eliminare barriere all'entrata o limitazioni all'esercizio per favorirne lo sviluppo". Secondo Mantica è quindi "indispensabile avviare un'approfondita riflessione sull'assetto e sulle opportunità offerte dal mercato unico europeo. All'interno dello stesso, infatti, sussistono differenti gradi di liberalizzazione in particolare dei servizi. Quindi, una comparazione tra la situazione italiana e quella dei principali partner europei costituisce una premessa indispensabile per valutare il livello di liberalizzazione che deve essere introdotto anche in Italia, onde individuare il punto di equilibrio per garantire l'ingresso del mercato di nuovi operatori che si traduca in una crescita competitiva".

Passando ai profili di competenza della Commissione Esteri, Mantica ha richiamato l'articolo 40, recante disposizioni in materia di carta di identità e in materia di anagrafe della popolazione residente all'estero.

Secondo l’articolo, ha spiegato, "l'amministrazione finanziaria attribuirà d'ufficio il codice fiscale ai cittadini italiani iscritti all'Aire, ai quali non risulta già attribuito, previo allineamento dei dati anagrafici in possesso degli uffici consolari e delle Aire comunali. Voglio ricordare ancora una volta che la problematica fondamentale in materia di Aire è il suo mancato aggiornamento. Poiché la comunicazione delle variazione di indirizzo all'estero non comporta alcuna conseguenza né operativa né sanzionatoria, si verifica l'esistenza di una preoccupante quota di cittadini italiani non più in alcun modo rintracciabili. Ciò – ha concluso – determina particolari difficoltà per il corretto espletamento delle operazioni di voto per corrispondenza in occasione delle consultazioni elettorali".

È quindi intervenuto il senatore Claudio Micheloni (Pd) secondo cui "sarebbe necessario procedere ad una riforma complessiva dell'Aire. L'obiettivo, infatti, di un suo aggiornamento preciso, al di là della problematica dell'allineamento dei dati con le anagrafi comunali, è di difficile conseguimento". Per Micheloni si potrebbe istituire "una distinta anagrafe degli elettori residenti all'estero quale base di riferimento per individuare l'elettorato attivo per i parlamentari della circoscrizione Estero".

Nella sua replica, De Mistura ha osservato come "il disposto di cui all'articolo 40 del decreto-legge in materia di attribuzione automatica del codice fiscale ai cittadini italiani iscritti all'Aire, ai quali non risulta già attribuito, costituisca una misura di semplificazione che andrà valutata in concreto nella fase attuativa".

La Commissione ha infine conferito al relatore il mandato a redigere un parere non ostativo con le osservazioni emerse nel corso del dibattito.

 

Fonte: aise

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