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Brasile: vivere in un paese produttore di petrolio senza trarne beneficio alcuno

Petrolio, l'oro nero intorno al quale girano da più di cinquant'anni gli interessi mondiali; l'oro nero che ha fatto e continua a fare la ricchezza di una esigua oligarchia. Con l'obiettivo di sfruttare al massimo tale preziosa riserva sono state mosse vere e proprie guerre di Marco Stella

 

Petrolio, l'oro nero intorno al quale girano da più di cinquant'anni gli interessi mondiali; l'oro nero che ha fatto e continua a fare la ricchezza di una esigua oligarchia.

 

 

 

Con l'obiettivo di sfruttare al massimo tale preziosa riserva sono state mosse vere e proprie guerre d'occupazione, quelle del neocolonialismo, che hanno ridisegnato il planisfero geopolitico degli ultimi anni.

Il Brasile  possiede grandi giacimenti di petrolio ed una florida statale petrolifera che ha saputo sviluppare una moderna e competente tecnologia specializzata in perforazioni in alto mare. La Petrobras, fondata durane il governo nazionalista del presidente Vargas, ha inaugurato l'era del Petrolio in Brasile, che in relativamente poco tempo è passato da paese importatore a paese esportatore. Il petrolio è un'importantissima voce nelle entrate economiche brasiliane, ma sfortunatamente i benefici di tale attività, tanto lucrativa quanto invasiva, non sono sufficientemente ripartiti tra i cittadini. I proventi dell'attività estrattiva, traducibili in milioni di reais all'anno, vanno a riempir le tasche dell'oligarchia economica che in parte è  rappresentata dagli imprenditori stranieri, che pagano lo stato brasiliano per estrarre il petrolio, ed in parte da quella schiera di funzionari della Petrobras (statale del petrolio) che ricoprono spesso l'incarico su indicazione di partiti politici di governo, senza presentarsi al lavoro un solo giorno e ricevendo maxistipendi da fare invidia ad abili imprenditori, alla faccia dei lavoratori (magarai elettori degli stessi partiti che nominano tali individui) che si svegliano alle quattro per andare in fabbrica.

Se il beneficio è per pochi dunque, il rischio è per tutti ed in modo particolare per i piccoli imprenditori ed i lavoratori di tutti quei settori direttamente o indirettamente legati a pesca e turismo.

Poco rassicuranti sono le autorità in materia di sicurezza degli impianti, proprio di questi giorni sono la divulgazione su giornali nazionali delle cattive condizioni di molte piattaforme petrolifere.

Poco rassicuranti sono le autorità al riguardo dell'impatto ambientale, come altrettanto vaga è la certezza che in caso di incidenti i settori direttamente colpiti, in modo particolare i già citati pesca e turismo, siano prontamente e soddisfacentemente rimborsati.

Altro dato imprtantissimo da ricordare è che in Brasile il costo della benzina è più caro oggi, che il paese è autosufficiente ed addirittura esportatore, rispetto a prima, quando doveva importarlo. E” un dato sconcertante, se aggiungiamo inoltre che il 40% del prezzo del carburante è rappresentato da tasse. Ossia, il governo aumenta del 40% il prezzo del carburante (colpendo in questo modo il consumatore finale) il prezzo di ciò che deriva da quello stesso petrolio al quale ha chieso ingenti somme di danaro alle imprese straniere per estrarlo. Alla fine dei conti lo stato (che dovrebbe rappresentare il cittadino) chiede allo straniero soldi per estrarre petrolio (fin qui logico ed accettabile) ed al cittadino tasse sull'acquisto di benzina (guadagnando una seconda volta sulle spalle del cittadino). E non è finita qui, la benzina supertassata fa aumentare il prezzo di tutti i beni viaggianti – alimenti, materiale di costruzione ecc- perchè il trasporto merci avviene quasi esclusivamente su strada colpendo in questo modo non solo tutti i cittadini, ma in modo particolare i meno abbienti. Quelli che ricevono dal governo il contentino del sacchettino con un chilo di fagioli, un chilo di riso, un litro d'olio e qualche altra stupidata di esiguo valore. Bene, se qualche reale viene investito nel populismo le altre vagonate di milioni dove vanno? Solo una presa si coscienza da parte della popolazione potrà aprire gli occhi sull'agire scorretto delle solite plutocrazie che quando necessario sanno usare anche la maschera dello statalismo. 

 

Marco Stella

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