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Brasile, partner dell’Unione Europea

A partire dal 2008, quando da Paese debitore è passato a creditore, con riserve in valuta straniera che superavano il debito estero, il Brasile sta seguendo un percorso di rapida crescita economica, con modelli di economia sostenibile, surplus nei conti pubblici e successo nelle politiche sociali

L’editoriale di Luiz Henrique Pereira da Fonseca, Console Generale del Brasile a Milano.

Vettore di pace, stabilità e prosperità, il Brasile è pronto ad occupare il suo spazio nel panorama politico ed economico mondiale.

A partire dal 2008, quando da Paese debitore è passato a creditore, con riserve in valuta straniera che superavano il debito estero, il Brasile sta seguendo un percorso di rapida crescita economica, con modelli di economia sostenibile, surplus nei conti pubblici e successo nelle politiche sociali. Come ovvia conseguenza, si è rafforzata la proiezione del Paese sulla scena mondiale. A questo proposito, vorrei commentare fatti importanti della politica ed economia internazionale che hanno coinvolto il Brasile recentemente.

La presidente Dilma Rousseff ha scritto un capitolo inedito quale prima voce femminile ad aprire i lavori del l ’Assemblea Generale dell’ONU. Un momento storico vissuto “con umiltà personale, ma con giustificato orgoglio di donna”, secondo le sue parole. Vorrei aggiungere che il contenuto del suo discorso rifletteva un giustificato orgoglio per tutti noi Brasiliani, impersonando “la voce di un Paese emergente”, che offre cooperazione a numerosi stati e rivendica il suo posto alle Nazioni Unite: “Il Brasile è un vettore di pace, stabilità e prosperità nella sua regione e anche al di fuori di essa” ed “è pronto ad assumersi le sue responsabilità come membro permanente del Consiglio”.

Sempre con grande determinazione e risolutezza, la nostra Presidente ha chiesto un’azione congiunta tra i BRICS a sostegno dell’Unione Europea, affermando al Consiglio d’Europa che “il Brasile è pronto ad assumersi le proprie responsabilità in uno spirito di cooperazione. Siamo partner dell’UE”. Infatti, nei primi nove mesi del 2011, si è registrato un incremento del 28,4% delle esportazioni del Brasile verso l’UE e del 18,2% delle importazioni.

Nell’ambito delle sinergie Brasile-UE, merita ricordare il nuovo polo industriale della FIAT in Pernambuco, risultato di un investimento di circa 2 miliardi di dollari, che promuoverà lo sviluppo sostenibile della regione (oltre 3.500 nuovi posti di lavoro, formazione tecnica e professionale, miglioramenti delle infrastrutture, comprese quelle portuali). Questo progetto fornirà anche linee di credito alle piccole e medie imprese italiane interessate ad operare nel Nord-Est brasiliano, uno dei nuovi poli industriali del Paese.

Secondo i dati della Banca Centrale, oltre alla FIAT, tra i principali partner italiani che operano in Brasile ci sono più di 20 grandi gruppi industriali, alcune delle più importanti istituzioni finanziarie, 14 imprese di costruzioni e circa 550 piccole e medie imprese in diversi settori.

In linea con le parole della Presidente, il Consolato Generale del Brasile, attraverso il SECOM, si sta impegnando nelle attività di promozione commerciale nel nord Italia, poiché, come Brasiliani, “siamo partner dell’UE”.

 

Fonte: Italplanet.it

Inviato da Marco Stella, Rio de Janeiro

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