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La moglie di Lula da Silva è originaria di Bergamo

Doña Marisa Leticia, Primeira Dama do Brazil, moglie del Presidente Luiz Inácio Lula da Silva, è originaria di Palazzago, provincia di Bergamo. Il bisnonno, Giovanni Casa infatti risulta essere nato a Pontida il 13 giugno 1884 e residente nella provincia bergamasca

Marisa Leticia, la Prima Dama do Brazil, moglie del Presidente Luiz Inácio Lula da Silva,  è originaria di Palazzago, provincia di Bergamo.

 

Il bisnonno, Giovanni Casa infatti risulta essere nato a Pontida il 13 giugno 1884 successivamente partì per il Brasile e continuò lì la sua vita. Si era sposato con Albina Mazzoleni nel 1908.

La Prima Dama risulta iscritta all'anagrafe di Palazzago con i due figli Sandro Luis Lula, 29 anni e Luis Claudio Lula, 22.

Lei stessa infatti, il 3 gennaio 2007 ha avuto accesso in Brasile all'Anagrafe degli italiani all'estero, dimostrando di possedere ancora la doppia cittadinanza e di averla tramandata anche ai due figli.

Recentemente ha visitato il paese di origine.

 

Informazioni utili e curiosità su Palazzago:

Palazzago è un comune situato nell'Almennese ed all'imbocco della Valle San Martino che dista 16 chilometri dal capoluogo in direzione Nord-Ovest.

Il comune ha una superficie di 13,98 km², densità di 278,76 ab/km², 3.897 abitanti e un'altezza media dal livello del mare di 407 metri. È attraversato dal corso del torrente Borgogna.

Il paese si caratterizza per i numerosi nuclei abitati che punteggiano il suo vasto territorio: oltre al capoluogo, si trovano le contrade di Precornelli, Ca' Quarengo, Prato Marone, Acqua, Burligo, Alborghetto, Grumello, Collepedrino, Brocchione, Salvano e Montebello. Più spostati dal capoluogo si trovano le frazioni di Beita, Secchia, San Sosimo, Pelosello, Brughiera, Belvedere e Gromlongo.

 

Storia 

La prima vera opera di urbanizzazione fu opera dei Romani, i quali sfruttarono la posizione strategica del paese, posto nei pressi di un’importante strada militare che collegava Bergamo a Como, parte terminale di quella che univa il Friuli con le regioni retiche.

Il territorio era inserito in un’area militarmente turbolenta ed allo stesso tempo di vitale importanza per Roma in quanto crocevia militare e commerciale verso l’Europa.

La presenza militare romana inevitabilmente indusse attorno a sé l’aggregazione di comunità indigene e allogene.

 

Successivamente fu soggetto alla dominazione dei Longobardi, i quali inserirono la zona nel ducato di Bergamo. Spesso il borgo veniva identificato con il nome di Lemine, toponimo indicante una zona delimitata ad oriente dalla sponda occidentale del Brembo, a settentrione dall’attuale Val Taleggio ad occidente da una linea arretrata della sponda orientale dell’Adda e a meridione dal territorio di Brembate.

Il toponimo deriva dal vocabolo palatius, traslato successivamente in palatiacus sino alla dominazione basso medievale di palazzagum.

 

I secoli del periodo medievale furono abbastanza problematici per il borgo, che si trovò al centro di numerose dispute tra guelfi e ghibellini.

 

A tal riguardo vennero fatti erigere numerosi edifici fortificati utilizzati per scopi difensivi, anche se dopo numerose battaglie il potere finì ai Visconti di Milano che decisero la distruzione di ogni costruzione adibita a funzioni belliche.

 

Tuttavia perché nel paese ritorni la tranquillità bisogna aspettare l’arrivo della Repubblica di Venezia che, nel corso del XV secolo, pose fine alle ostilità.

 

Al termine della dominazione veneta il paese venne inserito nel Regno Lombardo-Veneto, gestito dagli austriaci. Ed è contro questi ultimi che gli abitanti del paese si sollevarono, in quella che è ricordata come la guerriglia di Palazzago che, nel 1849, vide protagonisti Carlo Agazzi e Federico Alborghetti. Questi, con pochi mezzi riuscirono a tenere impegnate le forze imperiali per più di due mesi, dopodiché dovettero cedere. Era il preludio dei moti rivoluzionari che avrebbero portato all'unità d'Italia, avvenuta nel 1859.

 

Palazzago è stato da sempre legato all'agricoltura, con la produzione di uva, vino, miele, castagne e legname. Un tempo erano sviluppate anche alcune attività artigianali tra cui la produzione delle pietre coti e l'industria tessile, con la presenza di due filande.

 

Fonte:

 http://www.provincia.bergamo.it

http://it.wikipedia.org

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