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Commissione Carceri: la situazione negli istituti di Mantova, Cremona e Lodi

Milano 21 gennaio 2019 - Sovraffollamento e infrastrutture inadeguate; carenza di personale e criticità sanitarie, soprattutto per la gestione di numerosi soggetti psichiatrici che sono in aumento.

Questo il quadro emerso durante l’audizione tenuta dalla Commissione speciale Carceri, presieduta da Gian Antonio Girelli (PD), con i responsabili delle case circondariali di Mantova, Cremona e Lodi. All’incontro, che si è tenuto ieri in tardo pomeriggio a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia erano presenti la Direttrice di Cremona, Maria Gabriella Lusi, la Direttrice della casa circondariale di Mantova, Rossella Padula,  e il Comandante dell’istituto di Lodi, Simona Di Cesare e la Vice Presidente della Commissione, Federica Epis (Lega). (Nella foto da destra con Girelli)

“E’ stato un incontro molto utile per individuare le criticità – ha dichiarato il Presidente della Commissione, Gian Antonio Girelli (PD) -. Sono anche emersi spunti nuovi e positivi da valorizzare, come l’introduzione del care giver e la responsabilizzazione dei detenuti. Stiamo per terminare il giro d’incontri con i responsabili dei penitenziari lombardi, per poi sollecitare soluzioni. Abbiamo già chiesto alla Regione un maggiore impegno nel sostenere i progetti e gli interventi a favore dei detenuti”.

Per quanto riguarda la situazione di Mantova, la Direttrice, Rosella Padula, ha sottolineato le criticità dovuta all’età dell’edificio, la cui costruzione risale ai primi del Novecento e che non permette l’utilizzo dì spazi all’aperto, anche a fronte di una situazione di sovraffollamento: attualmente l’istituto ospita 140 persone (129 uomini, e 11 donne) su una capienza regolamentare di 105 e una tolleranza fino a 126 persone. Buono, invece, il rapporto tra il carcere e la società civile, che grazie a risorse messe a disposizione di associazioni  di volontariato si tengono corsi professionali e scolastici. Bene anche il percorso di reinserimento lavorativo, anche grazie ai bandi europei messi a disposizione da Regione Lombardia.

Carenza di personale apicale di Polizia penitenziaria e di funzionari amministrativi (1 solo contabile, 5 Sovrintendenti al posto dei 30 previsti, 6 Ispettori anziché 26, 1 Commissario al posto di 3), problemi di gestione sanitaria dei numerosi detenuti con problemi psichiatrici sono, invece, le criticità illustrate da Maria Gabriella Lusi, Direttrice del carcere di Cremona. A fronte di una popolazione di 430 detenuti (di cui 167 italiani e 263 stranieri, per lo più nord africani, seguiti da romeni ed albanesi) oltre 300 sono in terapia piscofarmacologica: la responsabile lamenta difficoltà nel reperimento dei farmaci e nel garantire la continuità assistenziale, a causa dell’alta percentuale di persone trasferita da altri istituti penitenziari lombardi (per lo più dal carcere milanese di San Vittore). La Direttrice ha chiesto che venga presto avviata una formazione integrata tra personale penitenziario e sanitari sul trattamento dei detenuti con disturbi o disabili.

Analoghi problemi anche nel carcere di Lodi, come spiegato dal Comandante Di Cesare che ha lamentato come la carenza di organici, apicali amministrativi, riduca anche la possibilità di avviare attività ricreative. Male anche le condizioni di vivibilità a causa del sovraffollamento. Entro fine mese le ultime audizioni riguarderanno le carceri di Lecco e Sondrio.

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