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Simone Billi: le priorità per gli italiani all’estero

Semplificazione, detassazione, federalismo fiscale la via maestra. Ma non solo … Simone Billi, unico eletto nella coalizione di Centro Destra Salvini-Berlusconi-Meloni per la Lega in Europa, parla delle priorità del suo programma, con particolare attenzione anche ai rapporti Italia-Europa

Il collocamento dell’Italia in Europa è fondamentale, oggi come ieri. Rispetto a ciò, una posizione particolare, nella legislatura, è quella dei nostri rappresentanti all’estero: a differenza degli eurodeputati, infatti, rientrano tra gli eletti della legislatura appena iniziata, ma con la particolarità di rispondere alle istanze dei nostri connazionali che vivono e lavorano fuori dall’Italia.

Simone Billi, unico eletto nella coalizione di Centro Destra Salvini-Berlusconi-Meloni per la Lega in Europa, ci parla qui delle priorità del suo programma, con una particolare attenzione anche ai rapporti Italia-Europa. Qualche cenno biografico su Billi: dal 2004 al 2009 è consigliere per il PdL a Firenze. Si è specializzato su questioni inerenti alla Proprietà Industriale, al controllo delle esportazioni tecnologiche, alla protezione del know-how di interesse nazionale e Made in Italy. È presidente dell’Associazione Europa dei Popoli. Risiede ormai da tempo in Svizzera, a Zurigo, dove lavora come ingegnere in una multinazionale nel settore Energetico in qualità di Intellectual Property leader. Si interessa tematiche enogastronomiche come enologia, piatti tipici e “Made in Italy”.

Qual è la sua percezione attuale del ruolo di rappresentante degli italiani all’estero?

Direi che rappresento una categoria di elettori fondamentale: da un punto di vista squisitamente politico-economico, gli italiani all’estero sono i primi ambasciatori del made in Italy; possono essere uno dei volani per la ripresa economica.

Quali i suoi obiettivi per questo quinquennio?

Il programma consta di dodici punti, reperibili sul mio sito. Mi concentro qui sui principali. Il primo è l’abolizione dell’IMU come seconda casa per gli italiani all’estero. Ad oggi, non si capisce il perché di questa disparità introdotta con il governo Monti. Chi ha la residenza e anche una sola casa in Italia, paga sulla stessa l’IMU come seconda casa, a differenza di quanto disposto sulla prima casa per gli italiani che vivono nel nostro Paese. Secondo punto: defiscalizzazione per i pensionati che tornano in Italia dall’estero, quindi per un trattamento di pari rapporto, fino ad una soglia da stabilire; si tratta di un incentivo per tornare in Italia e per il sistema Italia stesso. Infatti, la Regione in cui gli italiani all’estero vorrebbero tornare a vivere riceverebbe un aiuto economico. Terzo punto: la questione relativa agli italiani immigrati senza iscriversi all’AIRE, mantenendo la residenza in Italia, che rischiano di dover pagare una doppia tassazione, per esempio, sia a Londra che in Italia. È una categoria molto vasta, per la quale proponiamo di chiudere le loro posizioni fiscali fino ad oggi, farli iscrivere all’AIRE, cancellandoli dal registro comunale della loro residenza in Italia, per sanare la loro posizione. Quarto punto: il Consolato digitale, che può snellire la lavorazione di tutte le pratiche da svolgere presso il Consolato, come la richiesta di passaporto, carta d’identità, atto di nascita, di tutti i cittadini residenti all’estero; considerando che molti Consolati lamentano una grossa mole di lavoro da smaltire, ciò potrebbe rappresentare una semplificazione sia per tali uffici che per il cittadino.

Tutte misure difficili e che richiedono uno studio di fattibilità.

Sui primi due punti ci sarà parecchio da discutere, in quanto incidono sul budget dello Stato, pertanto bisognerà vedere se e in che modo metterli in pratica. Molto complesso in particolare è il discorso dell’IMU, annoso, per gli italiani residenti all’estero. Gli altri punti non incidono assolutamente o lo fanno solo in parte: bisognerà dunque vedere come, quando e in che modo possano essere messi in opera.

Rapporti Italia Europa; come vede l'Europa? Quali prospettive?

Dico sì ad un’Europa più vicina alla gente, più attenta agli interessi dell’Italia, no ad un’Europa a guida tedesca e della finanza internazionale.

Questione spread: come interagire con la Germania? Come armonizzare le velocità in Europa rispetto alla potenza tedesca?

Politicamente e diplomaticamente si può agire, senza prendere di petto i problemi ma lavorando di concerto con gli altri Paesi. La mia idea è quella di un’Europa dei cittadini. È molto importante però non prendere di petto i problemi, per non mettere a repentaglio la vita di decine di milioni di famiglie, ma agire con molta diplomazia nell’interesse dei cittadini europei sì, ma anche e soprattutto italiani.

Come è cambiata la Lega che oggi raccoglie consensi un po’ ovunque? Quale impegno a livello Italia, da Nord a Sud?

La Lega di oggi è per Salvini premier, non si parla più di Lega Nord; ho abbracciato in pieno la nuova strategia di Matteo Salvini che si riassume nel semplice motto “prima gli italiani”. Bisogna portare avanti questa strategia con più lavoro, più sicurezza, meno tasse, immigrazione più controllata. Non si parla più di secessione, né nella Lega né tantomeno da parte del sottoscritto, al quale non è mai interessata! Invece, è importante porre le condizione per un federalismo fiscale in grado di rendere più consapevoli di se stesse le regioni. Se una Regione può spendere ciò che riceve dalle tasse, si può responsabilizzare; lo farà attraverso dei pesi e contrappesi, sì, ma questa è una giusta decisione da prendere. Non è la panacea che da sola risolve i problemi, ma, assieme alla flat tax e alle altre misure previste nel programma, può incidere in positivo sulla situazione economica italiana.

Massimiliano Nespola

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