Tu sei qui: Home Lombardi nel Mondo Nazioni Consiglio Regionale Articoli Notizie Consiglio approva a maggioranza legge che definisce le nuove regole in materia di attività funebre e cimiteriale
Accedi a ..
Ospitalità Mantovana .....
logo-albergo-hotel-bianchi-mantova.png
In Evidenza ...

Consiglio approva a maggioranza legge che definisce le nuove regole in materia di attività funebre e cimiteriale

Milano, 19 febbraio 2019 – Nuove regole per la realizzazione degli impianti di cremazione finalizzate a sostenere la lotta all’abusivismo e a tutelare le piccole aziende del settore, con la conferma che la gestione dei cimiteri rimarrà in capo ai Comuni.

Su richiesta o per volontà del defunto o degli eredi sarà possibile tumulare, previa cremazione e in teca separata, gli animali di affezione, nello stesso loculo del defunto o nella tomba di famiglia. Viene quindi introdotta e riconosciuta la definizione del “centro servizi” inteso come impresa funebre che svolge attività in proprio e fornisce ad altre imprese funebri esistenti requisiti e servizi a norma di legge, e viene meglio definita e regolamentata l’attività di trasporto funebre. Infine, venendo incontro alle esigenze delle imprese in una logica di semplificazione burocratica, l’autorizzazione comunale all’esercizio dell’attività funebre viene sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Sono le novità principali della legge che modifica la parte del Testo Unico in materia di sanità relativa ai servizi funebri e cimiteriali, approvata oggi a maggioranza in Consiglio regionale con 41 voti a favore, 29 contrari e 1 astenuto.

Il nostro documento fa da apripista nazionale, mettendo ordine a una materia complessa –ha sottolineato la relatrice del provvedimento Simona Tironi (Forza Italia)-. E’ il primo provvedimento normativo in Italia che consente la possibilità di tumulare anche gli animali di affezione insieme al defunto, andando così incontro alle esigenze e alle richieste pervenute da più parti. Tra le innovazioni più significative c’è anche l’introduzione dei centri servizi, che permetteranno anche alle piccole imprese che vi aderiranno e li costituiranno, e che ci preme tutelare, di poter operare senza accollarsi costi eccessivi di personale e attrezzature per avere i requisiti necessari. Un’altra iniziativa importante -conclude la relatrice Tironi- è la creazione di una piattaforma informatica, capace di semplificare le procedure e fungere da vero e proprio database per la raccolta dati. Lo scopo è far sì che non si presentino mai più episodi vergognosi come quello avvenuto a Bologna, dove le autorità hanno riscontrato un vero e proprio “racket” delle pompe funebri”.

Le altre novità introdotte dalla legge

Il primo obiettivo della legge è quello di aggiornare l’impianto normativo allineandolo ai nuovi modelli organizzativi che hanno visto subentrare le ATS alle Asl e le ASST alle Aziende ospedaliere. In particolare si stabilisce che le attività di polizia mortuaria restino in capo alle ATS, mentre le competenze di medicina legale e necroscopica siano attribuite alle ASST.

Le nuove disposizioni di legge confermano, come già previsto dall’art.35 del Testo unico, la possibilità di dare sepoltura ai feti, specificando che ciò deve avvenire “su richiesta della donna”.

Le imprese che esercitano le attività funerarie devono disporre di una sede commerciale idonea, di almeno un carro funebre e di una adeguata autorimessa conformi alla normativa vigente, di un direttore tecnico nonché responsabile commerciale, di un addetto alla trattazione delle pratiche amministrative (nel caso di apertura di ulteriori sedi oltre a quella principale) e di almeno quattro operatori funebri o necrofori in possesso dei necessari requisiti formativi e con regolare rapporto di lavoro continuativo e permanente. I soggetti che già svolgono attività funebre all’entrata in vigore della legge, avranno sei mesi di tempo dalla sua pubblicazione per adeguarsi ai nuovi standard richiesti. Per i “centri servizi” i carri funebri devono essere invece almeno due, e ci devono essere almeno otto operatori funebri o necrofori in possesso dei necessari requisiti formativi e con regolare rapporto di lavoro

Il provvedimento chiarisce quindi le caratteristiche della “casa funeraria”, intesa come struttura gestita da imprese autorizzate dove, su richiesta dei familiari del defunto, sono ricevute, custodite ed esposte le salme di persone decedute presso abitazioni private o strutture ospedaliere e sanitarie per l’osservazione, la composizione e vestizione della salma, nonché per l’esposizione e la custodia del cadavere: le case funerarie, se di nuova costruzione, non potranno essere ubicate nelle immediate vicinanze di strutture sanitarie, cimiteri o crematori. Un emendamento della relatrice Tironi specifica che la sala del commiato adibita all’esposizione del feretro e fini cerimoniali dovrà essere collocata comunque al di fuori delle strutture sanitarie pubbliche o accreditate, dei cimiteri e dei crematori.

E’ vietata ogni forma di pubblicità e promozione funeraria e cimiteriale a distanza inferiore ai 50 metri da strutture sanitarie, socio assistenziali, di ricovero e di cura pubbliche e private.

I Comuni potranno autorizzare la costruzione e l’uso di aree e di spazi appositi per la sepoltura degli animali d’affezione, secondo le indicazioni tecniche fornite dall’ATS di competenza e dall’Arpa; la costruzione di cappelle private fuori dal cimitero, purchè contornate da un’area di rispetto; le tumulazioni in luoghi esterni al cimitero, sempre previo parere e secondo le indicazioni tecniche fornite dall’ATS di competenza e dall’Arpa, quando ricorrano giustificati motivi di speciali onoranze. Presso ogni Comune è istituito inoltre (emendamento Michele Usuelli, +Europa) un registro degli Enti autorizzati che abbiano fatto richiesta di utilizzare cadaveri o parti anatomiche riconoscibili per finalità di studio, ricerca o insegnamento.

Un altro emendamento (primo firmatario Andrea Monti, Lega) stabilisce che “la concessione in uso di aree interne al cimitero deve sempre garantire la ricezione di cadaveri indipendentemente dal sesso, dall’etnia e dalla professione religiosa”.

La Regione d’intesa con le associazioni rappresentative dei Comuni e di categoria, dovrà predisporre e adottare infine il nuovo codice deontologico per i soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività funebre.

I controlli sulla sussistenza dei necessari requisiti per lo svolgimento dell’attività funebre restano in capo alla Giunta e agli Enti preposti e competenti.

Questione pregiudiziale, emendamenti e ordini del giorno

In apertura di seduta è stata respinta con 37 voti contrari 33 a favore la questione pregiudiziale presentata dal gruppo M5Stelle (primo firmatario il Consigliere Marco Fumagalli), nella quale veniva sollevato il rischio della presenza di profili di illegittimità costituzionale, con particolare riferimento all’introduzione del “centro servizi” e ai requisiti richiesti dalla legge per lo svolgimento dell’attività funebre.

In sede di votazione finale, approvato l’ordine del giorno presentato dal gruppo PD (primo firmatario il Vice Presidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti) che invita la Giunta regionale a valutare forme e modalità di sviluppo degli impianti di cremazione esistenti o di creazione di nuovi impianti in Lombardia, in modo da garantire alla cittadinanza “tempi di attesa e costi del servizio congrui”. Dalle 110mila cremazioni registrate in Italia nel 2013, si è infatti passati alle 141mila del 2016, con un incremento che in Lombardia è stato del 28% e a fronte di un numero di richieste di cremazione che viene segnalato in costante aumento.

Via libera anche a un ordine del giorno presentato dal Presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti (Lega) e dal capogruppo della Lega Roberto Anelli, che impegna la Giunta a “farsi portavoce verso i Comuni affinchè sulle lapidi non vi siano né riferimenti né fotografie dell’animale d’affezione ivi tumulato”. Altri due ordini del giorno a firma Roberto Anelli impegnano la Giunta a sensibilizzare i Comuni a identificare un referente reperibile per l’espletamento delle pratiche conseguenti il decesso specialmente durante i fine settimana e le festività, e a stipulare contratti tra le varie regioni consentendo il trasporto a bara aperta sempre nel rispetto delle normative igienico sanitarie.

L’ordine del giorno a firma Simona Tironi e Gianluca Comazzi (Forza Italia) chiede alla Giunta di prevedere la realizzazione di un software da rilasciare ai Comuni e alle imprese funebri, dedicato alla registrazione di tutti i servizi funebri che si svolgono in Lombardia e dei contratti in essere tra imprese funebri e centri servizi. Infine l’ultimo ordine del giorno approvato (primo firmatario Michele Usuelli, +Europa) invita la Giunta a mettere in campo iniziative volte a garantire adeguate risorse umane, strumentali e finanziarie agli enti territoriali preposti alle verifiche e alla vigilanza sulle attività funebri e cimiteriali.

Al testo uscito dalla Commissione, sono stati presentati in Aula 65 emendamenti, la metà dei quali, parte di iniziativa parte della relatrice Simona Tironi e parte di iniziativa del Presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti, sono stati accolti perché finalizzati a integrare ed esplicitare meglio alcuni punti dell’articolato.

 

 

Fonte: Ufficio Stampa Consiglio Regione Lombardia

Azioni sul documento
Share |
Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
Altro…