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Nuovo Governo M5S-Lega, appena nato è già finito. Previsto incarico a governo di transizione e poi si torna alle urne

Roma 28 maggio 2018 - Mattarella: "Nessuno può sostenere che io abbia ostacolato la nascita del governo definito di cambiamento. Ho invece accompagnato questo tentativo nel rispetto delle regole della Costituzione, tutelando i risparmi degli italiani". M5S e Lega chiedono di tornare subito al voto

 

di Maurizio Pavani

 

Il neo Premier Giuseppe Conte ha rimesso il mandato per la formazione del governo, conferitogli il 23 maggio scorso. Questo l'esito dell'incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

Fonti M5S e Lega avevano anticipato la fumata nera: il capo dello Stato ha posto "il veto su Paolo Savona", nome confermato invece dal leader della Lega nell'incontro avuto nel pomeriggio con Mattarella. Da parte del presidente della Repubblica, rileva però il Quirinale, non ci sono "veti" sui nomi di ministri, ma c'è su questi, semmai, un "irrigidimento" delle forze politiche che non hanno accolto l'invito di Mattarella a convergere su Giorgetti per i dicastero dell'Economia.

 

Il braccio di ferro su Savona non è stato superato ed era, questo, un punto fermo della Lega. E' su di lui che Salvini ha messo un punto di non ritorno. Tanto che il leader della Lega parla già con toni da campagna elettorale: "Se qualcuno si prenderà la responsabilità di non far nascere un governo pronto a lavorare domani mattina lo vada a spiegare a 60 milioni di italiani. In un governo condizionato dall'Ue non c'è la Lega. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, cercando di trovare un accordo sul programma. Per me un principio viene prima di tutto: per l'Italia decidono gli italiani - prosegue - ma vedo che siamo invece in un recinto e abbiamo la catena e non possiamo mettere un ministro (Paolo Savona, ndr) che non va bene a Berlino. "Noi non siamo al ricatto di nessuno- continua Salvini - Se siamo in democrazia, rimane solo una cosa da fare: restituire la parola agli italiani".

 

In mattinata era intervenuto il professor Savona per cercare di sciogliere il nodo ministero dell'Economia. "Le mie posizioni sono note, sono quelle contenute nel contratto di governo, con piena attuazione del trattato di Maastricht. Voglio un'Europa diversa, più forte ma più equa". Paolo Savona  - dopo giorni di polemiche - rompe il silenzio e chiarisce la sua posizione rispetto alla Ue. L'economista spiega che è necessario puntualizzare il suo pensiero per rispetto delle istitituzioni e sottolinea: "Non sono mai intervenuto in questi giorni nella scomposta polemica che si è svolta sulle mie idee in materia di Unione Europea e, in particolare, sul tema dell'euro, perché chiaramente espresse nelle mie memorie consegnate il 31 dicembre 2017".

 

Di Maio, ci hanno impedito di dare vita al governo del cambiamento: "Il problema è che le agenzie di rating erano preoccupate per un uomo che andava a fare il ministro dell'Economia? Diciamocelo: in questo paese è inutile voltare tanto i governi li decidono le agenzie di rating, le lobby finanziarie e bancarie, li decidono sempre gli stessi. È inaccettabile, un livello di scontro istituzionale mai visto". "Noi ce l'abbiamo messa tutta per dar vita al governo del cambiamento - ha aggiunto - abbiamo fatto un contratto di governo, in cui non c'era l'uscita dall'euro, c'era la modifica dei trattati dell'Europa, abbiamo composto una maggioranza e fatto tutta la squadra di governo. Non ci è stato permesso, eppure rappresentiamo circa il 60% del consenso popolare, due forze politiche che hanno vinto le elezioni, che hanno la maggioranza in Parlamento".

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