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Governo: tramonta Cottarelli e Mattarella valuta una nuova svolta contro l’incubo mercati. Ora avanza l’ipotesi d’incarico a Salvini

Roma 30 maggio 2018 - Lo spread ha sfondato quota 300 e sta spargendo il panico tra i risparmiatori. Il «no» di Mattarella sull’incarico al prof. Savona come ministro dell’Economia, forse aveva un drammatico fondamento

 

 

di Maurizio Pavani

 

 

I toni bellicosi di “tradimento” pronunciati da Di Maio contro il presidente Mattarella all’indomani del “no” presidenziale al prof. Savona come ministro dell’Economia, sono scomparsi e quel che più conta, il pericolo di precipitare nel default ha riaperto di colpo tutti i tentativi di mettere in piedi una maggioranza politica.

 

L’attenzione dei media era tutta centrata sul nuovo incarico a Cottarelli ma, salvo il PD, quelli degli altri partiti guardavano altrove, decisi a non dare la fiducia e così il tempo passava. Una conferma si era avuta verso sera, con il diffondersi sempre più insistente delle voci su nuovi tentativi per dar vita a maggioranze politiche e di governo in grado di tranquillizzare la zona euro, gli allarmi lanciati dal Governatore di Bankitalia e frenare il rialzo dello spread.

 

All’Italia serve un governo in grado di adottare misure urgenti e adeguate. Si tratterebbe di provvedimenti emergenziali, fuori della portata di un governo sfiduciato dal Parlamento, quale certamente sarebbe quello guidato da Cottarelli. Decisioni all’altezza della sfida potrebbero essere prese soltanto da un esecutivo votato dalle Camere, dunque «politico».

 

Dall’alto del Colle si osserva soltanto una ritrovata centralità di Salvini che adesso può giocarsi le migliori carte coi Cinque Stelle. È addirittura possibile che sia proprio il leader della Lega a ricevere l’incarico di governo, oppure lo ceda a Giorgetti, suo “braccio destro”.

 

Il Presidente attende notizie, con ovviamente molta attenzione sullo spread. L’unica certezza di Mattarella è che nessuno potrà riproporgli un pacchetto con dentro Savona, scatenando ancora di più i mercati. Qualora i partiti insistessero su quel nome, oppure non riuscissero a trovare il bandolo della matassa, Cottarelli verrebbe richiamato sul Colle per giurare con i suoi ministri. Seguirebbero dibattito in Parlamento, scontatissima bocciatura e scioglimento immediato delle Camere con voto il 29 luglio perché aspettare ottobre sarebbe un azzardo per tutti … altro che vacanze! (Fonte e foto Ansa/La Press)

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