Il Consiglio regionale celebra la Festa dello Statuto
Sono state consegnate cinque Medaglie d'oro al Valor Civile e dodici Sigilli longobardi: tra i premiati cinque milanesi, tre bergamaschi, tre brianzoli, due bresciani, due lecchesi, un comasco e un valtellinese.
Alla cerimonia per l’undicesima edizione della Festa dello Statuto, tenutasi nella suggestiva cornice del Teatro alla Scala di Milano, il Presidente del Consiglio regionale Davide Boni rivolgendosi agli ospiti che hanno occupato ogni ordine di posti ha detto che "questa Festa rappresenta un doveroso appuntamento per celebrare quei cittadini, enti e associazioni che con il loro lavoro e la loro testimonianza rappresentano le tante eccellenze di questa straordinaria Regione. La Lombardia è una Regione straordinaria. I cambiamenti partono tutti da qui. Siamo un modello, in economia, nella sanità e nell’applicazione dei modelli di sussidiarietà. Se siamo diventati un esempio per tanti lo dobbiamo ai nostri cittadini che nei loro campi sono un’eccellenza che tutti ci invidiano. Questa cerimonia è il tributo, l’omaggio che il Consiglio regionale dedica a chi ha fatto e continua a fare grande la Lombardia. La stragrande maggioranza delle candidature – più di 120 segnalazioni giunte da tutta la regione, ha spiegato Boni - era meritevole di riconoscimento. Ne terremo conto, di sicuro il Consiglio non si dimenticherà di loro”.
Accanto al presidente Boni il Vicepresidente Franco Nicoli Cristiani e i Consiglieri Segretari Massimo Ponzoni e Carlo Spreafico (nella foto da destra a sinistra). Presente alla cerimonia anche il Presidente della Regione Roberto Formigoni che, con soddisfazione, ha sottolineato come la Festa dello Statuto sia la dimostrazione del fatto che “la forza della Lombardia è la forza delle persone, dei nostri imprenditori, artigiani, lavoratori e giovani”.
Le Medaglie d’oro alla memoria sono state assegnate ad Assunta Caristo, all’alpinista lecchese Claudio Corti, al finanziere valtellinese Gian Enrico Longo e a Monsignor Luigi Padovese, Vescovo di Monteverde assassinato in Anatolia.
Medaglia d’oro anche per lo studente bergamasco Jacopo Nicoli, che quest’estate ha salvato tre studentesse francesi che rischiavano di annegare
I dodici Sigilli longobardi sono andati invece alla lecchese Carla Andreotti direttrice dell’Istituto Eugenio Medea, all’imprenditrice bergamasca Antonella Beretta fondatrice della Imeco, all’imprenditore brianzolo della “B&B” Emanuele Busnelli, al sindacalista brianzolo Lorenzo Cantù (alla memoria), al fisico comasco Giulio Casati, all’imprenditore bresciano Bruno Caparini, al tenente degli alpini a Herat Silvia Guberti (brianzola di Muggiò), al Comandante locale della Polizia di Milano Tullio Mastrangelo, al Rettore dell’Università di Brescia Augusto Preti, al “paroliere” Giulio Rapetti in arte Mogol, all’imprenditore bergamasco Giorgio Squinzi “patron” della Mapei e al cantante e attore Nanni Svampa.
Momenti di commozione durante la premiazione di Mogol. Dopo la consegna del Sigillo, Mogol si è rivolto alla platea: “Sono nato – ha detto il noto autore musicale- a Milano in una zona che allora era periferia. In famiglia eravamo in quattro. Adesso sono solo ma stasera il riconoscimento del Consiglio della Lombardia mi fa sentire l’abbraccio caloroso di quasi 10 milioni di persone. Grazie.”
Queste le Medaglie d’Oro e la motivazione del riconoscimento
Assunta Caristo (alla memoria)
Ha perso la vita a soli 58 anni sulle strisce pedonali di una via di Trezzano sul Naviglio, nell’hinterland milanese, per salvare il bambino che stava spingendo nel passeggino, travolta da un mezzo pesante. Una medaglia d’oro al Valor Civile, il massimo riconoscimento della Repubblica Italiana, le era stato assegnato anche dal Presidente della Repubblica.
Claudio Corti, alpinista (alla memoria)
Nato nel 1928 a Olginate (LC), è stato uno dei più forti alpinisti della sua generazione. Membro del celebre gruppo dei “Ragni”, è stato per decenni l’unico ad avere aperto due vie estreme su una vetta come il Badile. Nel 1957 fu tra i protagonisti della prima ascensione italiana alla parete nord dell’Eiger. Tre suoi compagni morirono nel tentativo, lui venne salvato ma dovette subire un processo mediatico che lo accusava ingiustamente di essere il responsabile della tragedia. Dopo mezzo secolo è stato pienamente scagionato e riabilitato grazie a un’inchiesta del giornalista lecchese Giorgio Spreafico.
Gian Enrico Longo, finanziere (alla memoria)
Il quarantenne finanziere valtellinese ha avuto un malore improvviso nell’aprile di quest’anno, mentre era impegnato in una esercitazione programmata in alta quota in Valfurva. Nonostante i soccorsi, l’appuntato scelto è deceduto nelle ore successive. La Medaglia vuole essere il riconoscimento a un mirabile esempio di uomo e servitore della comunità, che ha incarnato perfettamente la figura del finanziere del Soccorso Alpino.
Monsignor Luigi Padovese, vescovo di Monteverde (alla memoria)
Nato a Milano il 31 marzo del 1947, consulente della Congregazione per le Cause dei Santi, nel 2004 fu nominato Vicario Apostolico dell'Anatolia e vescovo titolare di Monteverde, consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno. Il 3 giugno 2010 è stato ucciso a coltellate dal suo autista, che secondo fonti locali soffriva di disturbi mentali ed era già stato arrestato dalla Polizia turca. La Medaglia alla memoria riconosce la dedizione con cui condusse il suo difficile lavoro di evangelizzazione, di costruzione della pace e di assistenza in uno dei punti più caldi del Medio Oriente.
Jacopo Nicoli, studente
Ventunenne di Paladina (BG), il 24 luglio di quest’anno ha rischiato la vita in Sardegna, dove era in vacanza con la fidanzata, per salvare dalle acque tre giovani francesi. Dopo un'ora e mezza in mare a lottare con onde alte cinque metri, Jacopo, che teneva sulle spalle la più giovane delle ragazze di soli 14 anni, è stato alla fine tratto in salvo da un gruppo di bagnini accorsi sulle loro tavole da surf e che hanno reso poi omaggio al suo grande esempio di altruismo.
Sigilli longobardi: le motivazioni
Carla Andreotti, Direttrice dell’Istituto “Eugenio Medea”
Nata a Lecco nel 1945, diviene nel 1967 assistente sociale. Dopo avere partecipato attivamente al movimento di Gioventù Studentesca, entra a far parte de “La Nostra Famiglia”. Nel 1977 contribuisce alla nascita della Scuola regionale per Operatori sociali, che in seguito promuoverà diversi corsi di laurea in convenzione con l’Università Cattolica e l’Università degli Studi di Milano. Dopo una vita dedicata ai bambini disabili, alle loro famiglie e ai giovani in formazione, oggi è direttrice dell’Istituto Scientifico “Eugenio Meda”.
Antonella Beretta, imprenditrice
Nata a Caravaggio (BG) nel 1964, dopo il diploma entra a far parte dell’azienda di servizi fondata dal padre Nino Bortolo. Nel 1995 lascia l’azienda di famiglia per fondare la IMECO, azienda specializzata in servizi di sanificazione ospedaliera, che nel 2000 arriva a contare circa 1200 dipendenti. Contemporaneamente sviluppa un’importante opera sociale, adoperandosi per reperire materiale sanitario e farmaceutico destinato a diversi ospedali del Kenia. Nel 2006 fonda l’Associazione “FATE–Amici di Trapianto epatico”, ricevendo nel 2009 l’Ambrogino d’oro.
Emanuele Busnelli, imprenditore
Nato a Meda nel 1964, dopo avere completato gli studi, inizia a lavorare nell’azienda di famiglia, la B&B Italia, società leader specializzata sia nel mobilio domestico sia nei mobili per comunità (alberghi, residences, navi da crociera, negozi, banche, uffici, centri congressi, musei, teatri). Nel 1991, in collaborazione con Costa Crociere, diventa responsabile dei progetti relativi al settore nave. Con il Sigillo longobardo viene premiato un brillante talento nel campo del design, capace di intuire e anticipare le tendenze.
Lorenzo Cantù (alla memoria)
Originario di Ronco Briantino (MB), fin da giovanissimo ha prestato servizio come sindacalista, amministratore comunale e si è impegnato nell’Azione Cattolica e nell’ACLI, interprete coraggioso del pensiero sociale cristiano. Ha operato nella Pastorale del Lavoro in sintonia con le scelte della Diocesi ambrosiana fino al suo ultimo mese di vita. Con il Sigillo alla memoria viene oggi riconosciuto come un esempio che incita tutti a proseguire con responsabilità e attenzione nel proprio cammino di ogni giorno.
Bruno Caparini, imprenditore
Nato nel 1939, diplomato a Breno (BS), consegue un Master presso l’Università di Leeds e dal 1969 è fondatore e presidente della Tecas Engineering Spa. Dal 1974 svolge attività di progettazione e realizzazione di impianti e componenti industriali in Italia e all’estero; dopo avere ricoperto vari prestigiosi incarichi nell’ambito della ricerca energetica, dal giugno 2009 è membro del Consiglio di Sorveglianza di A2A. Con la sua professionalità e capacità imprenditoriale ha contribuito ad esportare nel mondo la progettualità lombarda.
Giulio Casati, scienziato e docente universitario
Nato a Brenna (CO) nel 1942, si è laureato in Fisica presso l'Università degli Studi Milano nel 1968. Tra i suoi molteplici incarichi, ha svolto attività di docente e ricercatore presso il CCR Euratom di Ispra, il Georgia Institute of Technology di Atlanta, l’Università degli Studi di Milano, dove è stato anche Preside della Facoltà di Scienze, mentre per l’Università degli Studi dell’Insubria ha ricoperto l’incarico Vice Rettore. Autore di oltre 250 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, ha ricevuto nel 1991 il premio “Francesco Somaini”, nel 2008 il premio “Enrico Fermi” e quest’anno il premio internazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
Silvia Guberti, tenente degli alpini
Ventottenne soldatessa di Muggiò (MB), fa parte di una task force di stanza a Herat, in Afghanistan, dove ha deciso di portare il velo per facilitare il suo compito con la popolazione femminile, riuscendo a conseguire ottimi risultati. Il suo operato è portato ad esempio di tutta la NATO e viene ora seguito anche da eserciti di altri Paesi. Il Sigillo longobardo è un riconoscimento alla sua capacità e intraprendenza nell’abbattere un muro che sembrava insormontabile tra la cultura fondamentalista islamica e quella occidentale, a vantaggio della crescita della popolazione femminile afghana.
Tullio Mastrangelo, Comandante della Polizia locale di Milano
Nato a Milano nel 1950 e laureato in Giurisprudenza, inizia la sua carriera come Comandante della Polizia Municipale del Comune di Brugherio. Nel 2000 il Prefetto Mori lo chiama come consulente alla Presidenza del Consiglio, con il compito di introdurre la metodologia del Risk Management. Nel 2004 collabora con la Regione Lombardia nella creazione di un sistema di gestione dei rischi. Già Direttore Operativo della Polizia Locale con la carica di Vice Comandante Vicario del Corpo dei Vigili, dal 2006 al 2008 è stato Direttore del Settore Sicurezza e nel 2009 è stato nominato Comandante della Polizia locale di Milano.
Augusto Preti, Rettore dell’Università di Brescia
Laureato in Scienze Biologiche presso l'Università degli Studi di Milano nel 1965, nel 1982 diventa Professore Ordinario di Biochimica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Brescia, dove dal 1983 ad oggi ricopre l’incarico di Rettore per ben otto mandati. I risultati delle ricerche da lui effettuate sono raccolti in oltre 170 pubblicazioni, di cui cinquantaquattro costituite da lavori pubblicati integralmente su importanti riviste scientifiche internazionali.
Giulio Rapetti, in arte “Mogol”, paroliere
Nato a Milano nel 1936 e noto presso il grande pubblico con lo pseudonimo di Mogol, è ricordato anche per il lungo e fortunato sodalizio artistico con Lucio Battisti. Negli ultimi anni è stabilmente diventato l'autore di molti dei testi delle canzoni di Adriano Celentano e continua la sua collaborazione artistica con Gianni Bella. Mogol è anche noto per aver dato vita alla Nazionale Italiana Cantanti (costituita nel 1975 con Gianni Morandi, Paolo Mengoli e Claudio Baglioni), che disputa incontri a scopo benefico in tutta Italia, e per la realizzazione nelle campagne dell'Umbria, a Toscolano, del CET, una modernissima scuola per autori, musicisti e cantanti.
Giorgio Squinzi, imprenditore
Nasce a Lisano Bergamasco (BG) nel 1943 e fin da giovanissimo inizia a lavorare nell'azienda di famiglia. Dopo essersi laureato in chimica industriale presso l’Università degli Studi di Milano, nel 1970 fonda la Mapei, che diventa in pochi anni una multinazionale leader nel settore degli adesivi per pavimenti e rivestimenti, con quarantasette stabilimenti in ventiquattro paesi e 3600 dipendenti. Nel 1997 viene eletto presidente della Federazione Nazionale dell'Industria Chimica. Tra i riconoscimenti ottenuti, l'Ambrogino d'oro nel 1996, la nomina a Cavaliere del Lavoro nel 1998, la Laurea ad honorem in Ingegneria Chimica dal Politecnico di Milano nel 2002 e il Premio Leonardo Qualità Italia dal Capo dello Stato nel 2007.
Nanni Svampa, cantante e attore
Nasce nel 1938 a Milano. Dopo la maturità scientifica si iscrive alla Bocconi, dove si laurea in Economia e Commercio. Durante il periodo universitario, si avvicina al mondo musicale, fondando nel 1959 come voce e chitarra il complesso de “I soliti Idioti”. La natura goliardica delle prime avventure sul palco subisce un arresto nel 1960, quando Svampa si avvicina alle interpretazioni di Georges Brassens. Dopo lo scioglimento dei “Gufi”, continua la collaborazione con Patruno, incentrando la sua attività negli spettacoli teatrali e soprattutto nella creazione di un'antologia delle canzoni popolari milanesi, rinnovandone il repertorio con ironia e raffinatezza.














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