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In vista delle Elezioni Regionali per la Lombardia - 2018

Milano 1 dicembre 2018 - Maroni, Gori e Violi, principali candidati alla presidenza della Regione Lombardia

 

Un botta e risposta fra Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia e Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, nel periodo del pre-Referendum sulla Autonomia in Lombardia. La data del 22 ottobre si avvicinava a grandi passi. I due prossimi sfidanti nelle elezioni regionali lombarde del 2018 si sono confrontati a Busto Arsizio (VA) nel loro primo faccia a faccia ufficioso che ha avuto come tema centrale l’Autonomia della Regione. Tenuto a una linea super partes in virtù del suo ruolo istituzionale, Roberto Maroni si era limitato a sottolineare il desiderio che “tutti i rappresentati delle forze politiche si schierino a favore di un’iniziativa che porterà grandi vantaggi per tutti” e aveva ribadito la sua disponibilità "a discutere una piattaforma comune di proposte da portare a Roma”, come di fatto poi è avvenuto. Libero da vincoli, Giorgio Gori ha subito sgomberato il campo da equivoci e fraintendimenti sugli effetti del referendum in caso di vittoria dei sì: un conto è l’autonomia che possa favorire il rilancio del territorio, un conto sono gli effetti che il referendum potrebbe produrre, fra i quali il sindaco di Bergamo ha escluso che ci possa essere la possibilità di farsi restituire da Roma i miliardi (pare poco meno di 30) di residuo fiscale.

 

Roberto Maroni è nato a Varese il 15 marzo 1955. Coniugato con tre figli. Risiede a Varese. Storico esponente della Lega Nord, fa parte della Lega Lombarda fin dalla sua creazione ed inizia l’attività politica con Umberto Bossi nel 1979. Segretario Provinciale della Lega Nord a Varese e membro del consiglio nazionale della Lega Lombarda, nel 1990 viene eletto Consigliere comunale a Varese, quindi Assessore nella prima giunta a guida leghista della città. Eletto Deputato nel 1992, diventa Presidente del Gruppo parlamentare della Lega Nord alla Camera dei Deputati nel 1993. L’anno successivo entra a far parte del I Governo Berlusconi come Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno. Viene rieletto alla Camera dei Deputati nel 1996 con il Gruppo Lega Nord Padania ed è membro della I Commissione Permanente (Affari Costituzionali), della III Commissione permanente (Affari Esteri e Comunitari) e della Giunta per le Autorizzazioni a Procedere in Giudizio. Nel 2001, riconfermato Deputato, assume la carica di Ministro del lavoro e delle politiche sociali (Welfare) nel II e III Governo Berlusconi. Nel corso del suo mandato porta a compimento, dopo un intenso dialogo con le Parti Sociali, una profonda riforma della normativa sul lavoro (Legge Biagi) volta a rendere più flessibile ed inclusivo il mercato del lavoro italiano. Realizza anche una importante riforma delle pensioni con lo scopo di sviluppare il sistema della previdenza integrativa privata. Nel 2006 è eletto Presidente del Gruppo parlamentare Lega Nord Padania alla Camera dei Deputati e diventa membro del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, della Delegazione parlamentare presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa e della Delegazione parlamentare presso l’Assemblea dell’Unione dell’Europa Occidentale. Nel 2008 viene rieletto alla Camera con la Lega Nord Padania e fa parte del IV Governo Berlusconi con la carica di Ministro dell’Interno. Durante il mandato sviluppa una incisiva azione di contrasto al crimine organizzato conseguendo significativi risultati, in particolare nell’aggressione ai patrimoni mafiosi. Il 1° luglio 2012 viene eletto Segretario Federale del Movimento politico confederale “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”. A seguito delle elezioni regionali del 24 e 25 febbraio 2013 è eletto Presidente della Regione Lombardia.

 

Giorgio Gori è nato a Bergamo il 24 marzo 1960. È iscritto al Partito Democratico. Ha lavorato come giornalista e imprenditore ed è il fondatore della casa di produzione televisiva Magnolia ed ex direttore di Canale 5 e di Italia 1. Da giugno 2014 è sindaco di Bergamo. È laureato in Architettura. Sposatosi una prima volta a 25 anni, nel 2005 ha sposato in seconde nozze la giornalista e conduttrice televisiva Cristina Parodi. Hanno tre figli: Benedetta (1996), Alessandro (1997), e Angelica (2001). Si occupa di comunicazione per Matteo Renzi e nel dicembre del 2012 si candida alle primarie democratiche per il Senato della Repubblica nel collegio di Bergamo, mancando l’elezione. Viene eletto sindaco di Bergamo al ballottaggio del 9 giugno 2014 dopo avere vinto le primarie di coalizione davanti a Nadia Ghisalberti (candidata del Patto Civico) e Luciano Ongaro (candidato di Sinistra Ecologia e Libertà). Nel 2017 dichiara di essere disponibile a candidarsi per le primarie democratiche o di coalizione in vista delle elezioni regionali lombarde del 2018 ricevendo l’endorsement, tra gli altri, di Matteo Renzi.

 

Dario Violi è il candidato alla presidenza di Regione Lombardia per il Movimento 5 Stelle. Nato nel 1985, cresce a Costa Volpino (BG) ma vive a Bergamo. Sposato con Laura in Scienze Politiche, è padre di Gregorio e Anna. Si legge dal suo sito: “Fin dall’adolescenza mi sono interessato delle questioni politiche del nostro Paese e sono stato attivo sul territorio bergamasco partecipando a diversi progetti promossi dall’oratorio di Costa Volpino, dalla Comunità Don Milani di Sorisole e dalla Caritas di Darfo. Ho studiato Scienze Politiche a Pavia e a Cardiff, quindi sono partito per Buenos Aires dove per la prima volta mi sono occupato attivamente di politica, lavorando ogni giorno con ministeri ed enti locali nell’ambito di un progetto di volontariato per la creazione di un servizio per l’impiego in uno dei quartieri più poveri della città”. Eletto in consiglio Regionale nel febbraio 2013 con 551 preferenze, è stato componente delle Commissioni “IV attività produttive” , “III Sanità e politiche sociali” e della “Commissione speciale per il riordino delle autonomie”. Dario Violi ha lavorato sui temi legati alla montagna e alle comunità montane. Come membro della Commissione Sanità, ha lavorato per migliorare il progetto di riforma sanitaria di Maroni e per la difesa dei presidi ospedalieri montani che rischiavano di chiudere in seguito ai tagli imposti dalla maggioranza di centro destra guidata da Maroni. Ha lavorato anche sui temi economici e legati al lavoro, occupandosi di casi di aziende lombarde che in questi anni hanno chiuso i battenti per colpa della crisi economica. La candidatura di Violi è diventata ufficiale durante l’incontro organizzato dai Pentastellati ai Magazzini Generali di via Pietrasanta. Violi, consigliere uscente della Regione Lombardia, sfiderà alle elezioni del prossimo anno il candidato del centrodestra, Roberto Maroni e del centrosinistra Giorgio Gori. I voti raccolti da Violi sono stati 793 su 4286 iscritti che hanno votato alle regionarie svoltesi via web secondo la tradizione degli attivisti del Movimento: “In questi anni abbiamo visto una Lombardia lontana dai bisogni dei cittadini e molto vicina ai banchieri - ha commentato Violi un secondo dopo avere ricevuto l’investitura ufficiale, infine aggiungendo - "Noi riporteremo i cittadini al centro delle politiche della Regione Lombardia”.

 

Quando si vota La data delle elezioni regionali del 2018 in Lombardia non è ancora stata ufficializzata. Alcuni Media hanno abbozzato l’accorpamento delle regionali con una possibile tornata elettorale politica nel 2018, proiettando lo scenario alla primavera del 2018. Al momento è solo un’ipotesi anche perché da più parti delle coalizioni romane di centrodestra e centosinistra, sono molti che vorrebbero spostare, soprattutto Forza Italia, verso giugno. Nel 2013 le elezioni regionali lombarde si sono tenute i giorni 24 e 25 febbraio e hanno fatto registrare la vittoria di Roberto Maroni su Umberto Ambrosoli.

La legge elettorale 31 ottobre 2012, n. 17 “Norme per l’elezione del Consiglio Regionale e del Presidente della Regione”, approvata in data 26 ottobre 2012 dal Consiglio Regionale della Lombardia, costituisce la principale fonte normativa delle elezioni regionali in Lombardia e concorre a regolare le elezioni in Lombardia con le norme statali contenute nelle leggi nn. 108/68 e 43/95 in quanto compatibili e per quanto non diversamente disciplinato dalla legge regionale.

L’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione, il numero di consiglieri è fissato a 80 compreso il Presidente della Regione. È eletto Presidente della Regione il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi sul territorio regionale. Gli altri 79 consiglieri sono eletti con criterio proporzionale sulla base di liste provinciali concorrenti; un seggio è riservato al miglior perdente tra i candidati alla presidenza. È abolito il “listino bloccato”.

I presidenti di Regione Lombardia (1970- 2013), dalla istituzione della regione Lombardia, avvenuta nel 1970, si sono succeduti nove presidenti alla guida della Giunta regionale: Piero Bassetti (Democrazia Cristiana) dal 29 luglio 1970 al 27 giugno 1974. Cesare Golfari (Democrazia Cristiana) dal 27 giugno 1974 al 17 giugno 1975 e dal 17 giugno 1975 al 1 ottobre 1979. Giuseppe Guzzetti (Democrazia Cristiana) dal 1 ottobre 1979 al 10 giugno 1980; dal 10 giugno 1980 al 14 maggio 1985 e dal 14 maggio 1985 al 17 luglio 1987. Bruno Tabacci (Democrazia Cristiana) dal 17 luglio 1987 al 31 gennaio 1989. Giuseppe Giovenzana (Democrazia Cristiana) dal 31 gennaio 1989 al 7 maggio 1990 e dal 7 maggio 1990 al 12 dicembre 1992. Fiorella Ghilardotti (Partito Democratico della Sinistra, dal 12 dicembre 1992 al 3 giugno 1994. Paolo Arrigoni (Lega Nord), dal 3 giugno 1994 al 22 aprile 1995. Roberto Formigoni (Forza Italia - Popolo della Libertà) dal 22 aprile 1995 al 16 aprile 2000; dal 16 aprile 2000 al 5 aprile 2005; dal 5 aprile 2005 al 21 aprile 2010 e dal 21 aprile 2010 al 18 marzo 2013. Roberto Maroni (Lega Nord) dal 18 marzo 2013 in carica. (Fonte: Lombardia 2018 portale divulgativo sulle prossime elezioni regionali lombarde: info@eevacomunicazione.it - foto Repubblica.it)

di Maurizio Pavani
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