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Fabrizio Cecchetti eletto Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia

La nuova guida dell'Assemblea Legislativa lombarda: "Il momento e' delicato, su di me una grande responsabilità". Derby Bergamo-Mantova per candidatura alla Capitale europea della cultura.

Dignità al Consiglio Regionale e centralità della sovranita' popolare. Questi sono i punti principali che muoveranno l'attività del nuovo Presidente del Consiglio Regionale, Fabrizio Cecchetti, della Lega Nord-Padania.

La scelta del giovane e' stata motivata dalle dimissioni presentate dal suo predecessore, Davide Boni, in seguito alle vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto di prima persona.
A favore di Cecchetti, alla quarta votazione, sono state riposte nell'urna 45 schede, contro le 26 Bianche, e i 4 consensi espressi in sostegno di Ugo Parolo, sempre della Lega Nord-Padania.
A sostenere la candidatura del giovane e' stata, compatta, la maggioranza di centrodestra, mentre l'opposizione di centrosinistra ha votato scheda bianca.
"Sono consapevole del momento di crisi - ha dichiarato Cecchetti - ma occorre illustrare chiaramente come il Consiglio Regionale sia un organismo sano che produce provvedimenti di rilievo, come la Legge sul taglio dei costi della politica. Sono anche il più giovane tra i Presidenti dei Consigli Regionali italiani: sento su di me una grande responsabilità. Vi chiedo il pieno appoggio, a prescidere dalla provenienza partitica".

A porre l'accento sull'importanza del ruolo di Cecchetti e' stato il Vice-Presidente del Consiglio Regionale, Carlo Saffioti, del Popolo Della Libertà, che, parafrasando Benedetto Croce, ha ricordato come la funzione della terza Assemblea Legislativa d'Italia sia sacra  e necessaria per mantenere l'equilibrio dei poteri nella gestione della cosa pubblica regionale.
Come dichiarato da Stefano Galli, della Lega Nord-Padania, il Presidente della Commissione Bilancio ha dimostrato di essere preparato per l'elezione alla Presidenza del Consiglio Regionale: ruolo per il quale e' necessario uno spirito di mediazione e di rappresentanza al di sopra delle parti.

"Le opposizioni non presenteranno alcuna candidatura alternativa - ha dichiarato Luca Gaffuri, del Partito Democratico della Lombardia - ma chiediamo al Consiglio Regionale di prendere atto dei mutati equilibri in Lombardia, dove la maggioranza ha subito un tracollo elettorale. Riteniamo che l'attività di questa Assemblea debba chiudersi al più presto perché priva del supporto popolare".

Una contestazione all'elezione di Cecchetti e' stata espressa da Valerio Bettoni, dell'Unione Di Centro, che ha definito la scelta del giovane come un tentativo interno alla Lega Nord di coprire dissidi interni. Inoltre, il Consigliere bergamasco ha sottolineato come l'Amministrazione del Presidente della Regione, Roberto Formigoni, sia giunta al capolinea, e debba quindi riflettere sull'opportunità di permanere in carica.
"Le dimissioni di Davide Boni lasciano un punto interrogativo sulla pulizia morale - ha dichiarato Stefano Zamponi, dell'Italia Dei Valori - Apprezziamo le dimissioni, ma non sosteniamo alcun candidato alternativo prima di giudicare il suo operato".
In linea con gli altri gruppi dell'opposizione si e' espresso anche Giulio Cavalli, di Sinistra-Ecologia-Libertà, che ha sottolineato come i dati delle elezioni amministrative testimonino il fatto che la maggioranza non gode più del consenso dei lombardi.

Come primo atto da Presidente del Consiglio Regionale, Cecchetti  ha dovuto gestire una querelle tra i consiglieri bergamaschi e quelli mantovani nata da una mozione con cui gli orobici hanno richiesto all'Aula l'appoggio per la corsa di Bergamo all'ottenimento dello status di Capitale europea della Cultura nel 2019.
Alla richiesta, esposta da Gabriele Sola dell'Italia Dei Valori, Valerio Bettoni dell'Unione Di Centro, e Maurizio Martina del Partito Democratico della Lombardia, hanno risposto i virgiliani Giovanni Pavesi, del Partito Democratico della Lombardia e l'Assessore Carlo Maccari, del Popolo Della Libertà, che hanno illustrato come anche Mantova ambisca al riconoscimento UE, e come non spetti al Consiglio la designazione di una candidatura ufficiale.
Dopo una lunga mediazione, durata per l'intera pausa pranzo, i Consiglieri e l'Assessore sono giunti ad un accordo: l'aula ha espresso sostegno alla candidatura di Bergamo, senza escludere il supporto alla corsa di altre città della Regione.

Matteo Cazzulani

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