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Consiglio Regionale, approvata la modifica della legge regionale sul mercato del lavoro

Milano 26 giugno 2018 - Via libera del Consiglio alla legge regionale che disciplina la nuova organizzazione dei servizi di modifica sul mercato del lavoro e che interessano anche i Centri per l’Impiego

 

 

di Maurizio Pavani

 

 

Il provvedimento, relatore Gian Marco Senna, Lega, Presidente della Commissione Attività Produttive (nella foto) è stato approvato con 47 voti favorevoli e 29 contrari.

“La legge - ha detto Senna - punta a ridare un ruolo alle Province nel mercato del lavoro che in questo campo hanno la responsabilità dei procedimenti relativi all’erogazione di politiche attive e dell’anagrafe delle persone disoccupate. Le aziende speciali, quali le AFOL in capo alla Città Metropolitana e alla provincia di Monza e Brianza, non vengono abolite:  anzi se ne prevede un rafforzamento, anche in attuazione di programmi definiti a livello nazionale”. Per le spese di funzionamento e di personale dei Centri per l’Impiego in Lombardia è previsto il trasferimento di 92 milioni e 100 mila euro per il triennio 2018/2020.  “Con questa riforma – ha poi spiegato Senna -  Regione Lombardia salva un’importante funzione delle Province, che con la legge Delrio rischiava di essere completamente cancellata”.

Le posizioni dei Gruppi

Per Fabio Pizzul, capogruppo del Partito Democratico, la legge “rischia di creare un pasticcio e grande confusione nella gestione di un servizio fondamentale per chi è ella ricerca di un lavoro”. Per Pizzul non “ci sono le risorse necessarie, alle Province è stata  così data una delega che non possono esercitare”.

Per Monica Forte del Movimento 5 Stelle la “legge  finirà per far morire i centri per l’impiego. È una legge da cambiare perché trasforma la disoccupazione in un business finanziato con il denaro dei lavoratori, con la tendenza prevedibile a concentrare la ricollocazione in mano alle agenzie private e solo su lavoratori facilmente spendibili, a tutto detrimento delle categorie svantaggiate”.

Giudizio negativo anche da Niccolò Carretta dei Lombardi Civici Europeisti che ha sottolineato “la scarsa efficacia che potrà avere il provvedimento”.

Per GianLuca Marco Comazzi capogruppo di Forza Italia con la legge di modifica invece  “la Lombardia ha salvato e tutelato oltre 200 persone. La legge, la prima di questa legislatura, testimonia la forte volontà della Lombardia di attivare solide politiche a favore e per il lavoro, un tema che è centrale nell’azione della Giunta”.  Via libera anche da Energie per l’Italia che attraverso Manfredi Palmieri ha però invitato la giunta “a un monitoraggio attento affinché sia verificata l’efficacia del provvedimento”. Sì anche dal gruppo Misto: per Viviana Beccalossi “la legge va bene ma che si deve fare di più e meglio anche con l’adozione di norme nazionali più efficaci”.

Secondo Roberto Anelli capogruppo della Lega “la legge ridà dignità e poteri alle province  e al tempo stesso salva il posto di lavoro del perdonale delle Afol (Agenzie di formazione, orientamento e lavoro) che senza il provvedimento avrebbero perso il posto di lavoro”. (Fonte e foto: Lombardia Quotidiano – C.M.)

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