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Casellati e Fico sono i nuovi presidenti di Senato e Camera

25 marzo 2018 - Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI) e Roberto Fico (M5S) sono i nuovi presidenti di Senato e Camera. La seconda carica dello Stato ha ottenuto 240 voti alla terza votazione, mentre Fico ha ottenuto 422 voti al quarto scrutinio

di Maurizio Pavani

 

Il primo tassello istituzionale è stato collocato e ora il Parlamento uscito dalle elezioni del 4 marzo può entrare nella sua piena operatività. La nomina dei vertici di Palazzo Madama e Montecitorio già nella seconda giornata di votazioni assume però un forte significato politico.

Maria Elisabetta Alberti Casellati: classe 1946, è la prima donna presidente del Senato. Componente uscente del CSM e sottosegretaria alla Giustizia nel governo Berlusconi nel maggio ’94 è una fedelissima di B. Si è sempre distinta per essere un magistrato molto competente, metodico e rigoroso. Nel suo discorso d’insediamento, sono da sottolineare alcuni significativi passaggi: “Il voto di oggi è un incoraggiamento per il domani. Perché la convergenza che c’è stata, pur nella diversità, incoraggi anche la formazione del nuovo governo”.

Roberto Fico: classe 1964 di Napoli, è il nuovo presidente della Camera. Nell’ultimo governo ha fatto parte della Commissione di Vigilanza Rai e con questa nomina, frutto di un accordo collegiale tra il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, si riprende la sua rivincita sull’uscente presidente Laura Boldrini che peraltro si è personalmente complimentata con lui per l’elezione. Dai meet up alla Commissione di Vigilanza Rai, il suo passo di riferimento marcia al ritmo degli ortodossi del M5S decisi a contrastare eventuali spostamenti a destra e molto sensibili verso i temi più cari al Movimento.

Dopo lo strappo di venerdì u.s. con la decisione della Lega di votare al Senato la senatrice azzurra Anna Maria Bernini anziché Paolo Romani (altro fedelissimo di B.), risulta evidente che il ruolo di Matteo Salvini non sarà certo quello di leader subalterno tout-court delle politiche forziste. I Cinquestelle, dopo avere posto un fermo “niet” sul nome di Romani, hanno infatti concordato il via libera prima a Bernini e poi a Casellati e questo ha contemporaneamente aperto la via all’elezione di Fico alla Camera.

Soddisfatto, ovviamente Matteo Salvini, il vero regista dell’intera operazione: “Sono felice, emozionato e orgoglioso per il risultato e la compattezza del centrodestra - ha commentato a caldo -. Applicando il buon senso e facendo passi indietro, abbiamo offerto all'Italia rapidità, concretezza e due presidenti delle Camere”. Anche il suo vice, Giancarlo Giorgetti si è detto fiducioso e soddisfatto sulla ricucita compattezza della coalizione di centrodestra. Tuttavia, l’intesa raggiunta, deve pur sempre tenere conto della verifica delle prove per la nuova maggioranza di governo. Al momento, l’accordo raggiunto è solo istituzionale. Berlusconi del resto ha sempre evidenziato l’impossibilità di un rapporto con il M5S e lo stesso Di Maio ha sempre disconosciuto ogni ruolo al leader di Forza Italia, rifiutandosi di confrontarsi con lui sulle presidenze delle Camere. È però un fatto che solo l’intesa raggiunta con i pentastellati ha potuto garantire una maggioranza in grado di espletare rapidamente il primo passaggio istituzionale.

A bordo campo resta il Partito democratico che sull’accordo raggiunto tra M5Se Centrosinistra, da par suo, ha ribadito come questo altro non sia che la solita politica dei “caminetti”, come a sottolineare che le decisioni e gli accordi sono state presi da Di Maio e Salvini fuori dall’Aula. Ma per tutti, da ora a contare saranno solo i numeri. Fonte e foto Corriere.it

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