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Lutto nel mondo della politica della prima Repubblica: Mario Toros si è spento a 95 anni

3 giugno 2018, Mario Toros, Ministro di spicco nella Prima Repubblica, si è spento all’Ospedale di Udine dove era ricoverato. Tra i fondatori della Cisl dopo la scissione del 1948, è stato parlamentare per 29 anni e Ministro del Lavoro nel governo Moro al tempo del terremoto. Nel Mondo dell'Emigrazione Italiana, grazie alla sua opera nell'Associazionismo e nelle Istituzioni, rappresenta ancora oggi uno dei più prestigiosi ed emeriti rappresentanti delle comunità italiane all'estero

 

Mario Toros, politico di rango, era nato a Pagnacco e ben presto, da operaio in fabbrica a 14 anni passò al mondo del sindacato e successivamente a quello della politica. La sua brillante carriera si è svolta sul percorso del Dopoguerra, prima consigliere comunale a Tavagnacco e poi a Manzano. In Parlamento rimase per 7 legislature. Tra i fondatori della Cisl dopo la scissione del 1948, divenne sottosegretario col Ministro Donat Cattin nell'autunno caldo (1968-1969) e poi egli stesso Ministro del Lavoro nel governo Moro al tempo del terremoto in Friuli. Per vent'anni (1982-2002) alla guida dei friulani nel mondo e riferimento della Prima Repubblica nella sua casa-museo di Feletto.

Il debutto politico “che conta” arriva invece negli anni ’50, come consigliere e assessore della “grande Provincia” di Udine che comprendeva ancora Pordenone. Poi il salto: nel ’58 il primo ingresso alla Camera, confermato nel ’63 e nel ’68. Nel 1972 il passaggio al Senato, dove resta fino al 1987 (in tutto sette legislature). Toros è stato sottosegretario al Lavoro e alla Previdenza sociale con i presidenti del Consiglio Mariano Rumor, Emilio Colombo e Giulio Andreotti e infine, per due volte ministro senza portafoglio con delega ai problemi delle Regioni e per altre due a capo del dicastero del Lavoro, con Aldo Moro.

Toros, certamente tra i più emeriti rappresentanti delle comunità italiane all'estero, nel corso di un suo viaggio in Italia s’incontrò con Pasquale Nestico (Fondatore e Presidente onorario della Fondazione italoamericana di Philadelphia - USA Filitalia International) e con Daniele Marconcini (Governatore del Distretto Italia del sodalizio e Presidente dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo). All'incontro erano presenti anche Flavia Aondio (Responsabile amministrativa del Distretto Italia con un passato di emigrazione in Somalia) e Rino Di Bernardo (collaboratore di Mario Toros con una vasta esperienza internazionale nelle Nazioni Unite).

Durante il cordiale incontro, Toros aveva ricordato la sua visita negli Stati Uniti nel primo dopoguerra, dopo il lancio del Piano Marshall di aiuti di cui aveva beneficiato l'Italia, come inviato del Governo italiano per discutere ed acquisire dei modelli di sviluppo agricolo ed industriale per la ricostruzione nazionale e il clima di amicizia che trovò negli Stati Uniti nei confronti dei rappresentanti dell'Italia democratica. In quell'occasione, sottolineò il grande clima di collaborazione nazionale instaurato tra le forze politiche costituenti e il reciproco rispetto personale dei grandi politici del tempo, a cominciare da Alcide De Gasperi nei confronti degli avversari politici, pur nell'asprezza del confronto politico. Era quella un'importante collaborazione dove l'interesse nazionale fu sempre prevalente rispetto ai singoli interessi di partito; citando come esempio la tragedia del terremoto in Friuli nel 1976 dove, nonostante il Governo non fosse più in carica, fu garantita da parte di tutte le forze parlamentari lo stanziamento dei fondi e un’immediata operatività per aiutare le popolazioni colpite.

Pasquale Nestico nel portare i saluti della Presidente di Filitalia International Rosetta Miriello, ha raccontato la sua storia personale e familiare di emigrazione e della nascita della Fondazione Filitalia International avvenuta nel 1987 a Philadelphia negli Stati Uniti; della creazione di un Museo dell'Emigrazione presso la sede di Filitalia, infine del suo impegno nell'Associazionismo degli Italiani nel Mondo, comprensivo della sua esperienza svolta prima nei Comites e poi nel CGIE (Consiglio Generale degli Italiani nel Mondo) in qualità di Presidente della Commissione Sanità, altresì sottolineando che grazie ad una donazione a Filitalia da parte di un benemerito imprenditore friulano negli States Roberto Facchina, è stata istituita una borsa di studio annuale la "Colombo and Cristoforo Facchina Scholarship" che sta consentendo un interscambio tra studenti in collaborazione con il Distretto Italia.

Mario Toros nell'esprimere apprezzamento sull'attività del sodalizio e sentimenti di amicizia e di sostegno a tutti i presenti, pregò Daniele Marconcini di portare i suoi saluti e gli auguri di buon lavoro all'Assemblea dell'UNAIE impegnata nel rinnovo del Presidente e degli organismi dirigenti.

Associazione Mantovani nel Mondo Onlus (Ente aderente all’UNAIE - Unione Nazionale Associazione Immigrati ed Emigrati e al CSVM – Centro Servizi del Volontariato di Mantova) desidera commemorare il ricordo dell’on. Mario Toros, riproponendo una bella intervista concessa alla Rai nel dicembre 1966 e trasmessa in Italia e all’estero in occasione della fondazione dell’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Emigrati ed Immigrati):

D. Onorevole Toros, lei è fondatore dell'UNAIE, Filitalia International. Perché è stata costituita?

R. Gli italiani all'estero sono milioni, sparsi in tutti i Paesi del mondo. E il fenomeno dell’emigrazione non accenna a diminuire, se si tiene conto che solo lo scorso anno i connazionali che hanno lasciato l’Italia sono stati alcune decine di migliaia di unità in più rispetto all'anno precedente. A questi milioni di connazionali all'estero vanno poi aggiunti gli altri, ancor più numerosi, che hanno acquistato la cittadinanza dei Paesi dove vivono e lavorano, mantenendo però vivi i contatti con la terra d’origine dei loro padri. Altri italiani, pur non avendo lasciato la loro Patria, vivono in località diverse da quelle di provenienza; anche per loro si pongono determinati problemi comuni all'emigrazione verso l’estero. E’ appunto per affrontare tali problemi che sono sorte, in Italia e all'estero, decine di Associazioni che raggruppano i connazionali immigrati ed emigrati. Era necessaria, però, un’iniziativa di coordinamento permanente che avesse autorità di grande forza morale, di grande rappresentanza per grandi azioni nell'affrontare con impegno temi di interesse generale. A questa concreta esigenza intende venire incontro l’Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati e degli Emigrati.

D. Quali sono le caratteristiche, le finalità e gli obiettivi dell'UNAIE?

R. Essa, in base al proprio statuto, è una Unione volontaria di Associazioni liberamente riunite per la tutela e la realizzazione dei programmi autonomi e dei propri diritti e interessi sul piano nazionale. E’ un Atto Federativo. L’Unione ha sede a Roma, è apartitica. L’Unione, della quale possono far parte le Associazioni locali esistenti in Italia aventi scopi analoghi a quelli statutari, si propone i seguenti scopi:

  • promuovere, coordinare e studiare soluzioni anche con proposte articolate, di problemi che interessino le Associazioni su richiesta di queste o per propria iniziativa
  • promuovere e incoraggiare le iniziative delle Associazioni atte a favorire la formazione umana, civile e professionale dei lavoratori in migrazione
  • studiare e proporre adozione di misure per sollecitare la partecipazione dei lavoratori migranti alla vita associativa

All'Unione hanno già aderito trenta Associazioni i cui presidenti hanno preso parte all'assemblea costitutiva. L’Unione è sorta con lo scopo di svolgere un’azione di collegamento tra le Associazioni aderenti e per poterle validamente rappresentare in Italia e all'estero nel perseguimento coordinato degli obiettivi comuni. Essa non tocca e non toccherà l’autonomia delle singole Associazioni, alle quali viene conservata piena libertà di iniziativa. C’era però bisogno innanzi all'imponenza del fenomeno migratorio, di poter usufruire della ricchezza di esperienze delle varie Associazioni; c'era bisogno di poter conseguire quella “grande rappresentanza” necessaria per affrontare i grandi temi di interesse generale: il ricongiungimento delle famiglie, la scuola e la formazione professionale, l’utilizzazione del tempo libero, i diritti politici e sindacali, la conquista di avanzati traguardi di sicurezza sociale. Per gli italiani all'estero esiste in particolare il problema del voto, che ha già dato luogo a larghi dibattiti tra le collettività italiane sparse nel mondo. L’Unione intende svolgere la sua attività affiancandosi a quanti già operano per questi fini, chiamando a collaborare quanti hanno a cuore la soluzione dei problemi dell’emigrazione interna e estera, problemi che vanno affrontati in termini umani, di giustizia e di civiltà. (Fonte www.filitalia.it; Messaggero Veneto/Udine; www.mantovaninelmondo.org)

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