Primarie repubblicane in Iowa, la sorpresa Santorum
Le elezioni primarie repubblicane hanno avuto inizio in Iowa il 3 gennaio 2012 con alcune conferme e diverse sorprese. Mitt Romney, l’ex-governatore del Massachusetts e senza dubbio il più titolato per ottenere l’investitura repubblicana, ha vinto, ma il divario con il più immediato avversario Rick Santorum è stato minimo ovvero un margine di soli 8 voti : 30.015 contro 30.007 con un percentuale del 24.6 % dei voti espressi, ovvero la medesima di quattro anni fa quando venne battuto da Huckebee. Gli altri contendenti Ron Paul (21.0), Newt Gingrich (13.3), Rick Perry (10.3) e Michele Bachmann(5.0) non hanno guadagnato alcun delegato per la convention finale.
In realtà il campo dei candidati, che ha già perso Herman Cain naufragato in mezzo ad accuse di molestie sessuali, si sta notevolmente restr ngendo. La Bachmann ha già annunciato il suo ritiro dalla competizione, mentre Newt Gingrich, pure lui travolto da grandi scandali, sembra soltanto intenzionato a continuare per sottrarre voti al rivale Romney. Mentre Huntsman gioca a nascondino e si presenterà forse in New Hampshire, il governatore del Texas Ron Perry ha perso molto dello smalto iniziale. Ron Paul, il ginecologo con ampia esperienza in parlamento e molto sostenuto dalle forze armate , e già candidato perdente nel 2008, ha idee troppo libertarie che assieme alla non giovane età, 76 anni, non gli gioveranno nella lunga battaglia per la nomination.
E così dal mazzo è spuntato con prepotenza Rick Santorum che almeno in Iowa ha sovvertito tutti i pronostici, anche se il risultato riguarda uno stato non decisivo con un numero molto ridotto di votanti. Santorum ha quasi vinto per un motivo molto semplice : Romney ha quasi snobbato lì’Iowa preferendo concentrasi su stati meno conservatori dove la sua fede mormone ha meno peso, mentre Sanntorum ha avuto la costanza di visitare e di esprimere il suo punto di vista in tutte le contee dello stato, sobbarcandosi un lavoro non indifferente. E’ difficile dire se sarà in grado di esercitare questa strategia in futuro, ma per ora ha pagato. Le sue idee sul creazionismo e sull’omosessualità non lo hanno danneggiato, e nessuno ha evidenziato il grande incremento del suo patrimonio personale scaturito dopo la sonora sconfitta subita nel 2006 ad opera di Bob Casey jr (59% contro 41%) nelle elezioni al Senato. Santorum, che aveva difeso in Senato le richieste di alcuni gruppi ospedalieri e di compagnie estrattici di gas e carbone, ne divenne in seguito consulente e lautamente ripagato. Fatto che cozza molto con l’immagine di nipote di minatore che ha abilmente sfruttato facendo leva sulle corde pionieristiche americane nei suoi discorsi elettorali in Iowa, dove ha comunque esposto con chiarezza le sue tesi, al contrario di Romney che è parso molto affrettato e certamente non il candidato ideale che l’elettorato repubblicano vorrebbe opporre a Barack Obama. Attualmente Santorum deve affrontare il problema dei fondi che spesso fanno la differenza soprattutto per lui che è tuttora sconosciuto ai più, e che se vuole combattere fino in fondo deve darsi molto da fare e istituire comitati in tutto il Paese, e Internet giova ma non è sufficiente. Obama ha raccolto fondi per quasi 100 milioni di dollari, mentre Santorum ne ha 1.3, Romney 32.6, Perry 17.2, Paul 12.8. Un divario troppo grande per dare garanzie
La stampa italiana si è finalmente accorta di Rick Santorum. Per fortuna non ho trovato l’odiato termine “paisà”. A proposito della sua origine italiana, ripropongo un articolo di ricerca pubblicato da www.lombardinelmondo.org (vai al link) quando Rick Santorum non aveva ancora deciso candidarsi alla nomination repubblicana ed è interessante notare quante cose sono cambiate in soli sei mesi.
Ernesto R Milani
Ernesto.milani@gmail.com
6 gennaio 2012-01-06














di Vanni Vincenzi - Phone: 348-7069419
