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Alabama : La legge HB56 lo pone nuovamente al centro dell’attenzione.

In Alabama l’introduzione della legge HB56 che regola, e soprattutto inasprisce le misure contro l’immigrazione ha scatenato il panico nella comunità ispanica perché reprime, più che affrontare, il problema dell’immigrazione sia legale sia clandestina.

Centinaia di genitori dell’Alabama che temono di essere mandati in galera o deportati secondo le nuove leggi draconiane in tema di immigrazione stanno cercando di affidare legalmente i loro figli a parenti o amici. La conferma viene dai legali interpellati dalle varie comunità ispaniche che si preparano a una possibile separazione dai loro figli e firmano procure, solitamente usate per transazioni immobiliari o commerciali, per proteggere  i loro figli.

I diritti umani sono in pericolo e il panico è diffuso, e anche se i genitori non vogliono abbandonare i propri figli desiderano trovare qualcuno cui affidarli.

Shay Farley, un avvocato di Tuscaloosa ha dichiarato di avere emesso almeno 200 procure,  un tempo  usate per proteggere i propri averi, che oggi sono rappresentati dai figli.

 

Ad esempio, Trini, una delle tante madri ispaniche coinvolte, ha firmato la procura in favore della nipote, cittadina americana che si occuperà dei suoi figli di 10 e 13 anni. Ha paura di scomparire senza che nessuno possa mai sapere che cosa le è accaduto. Non parla bene inglese, magari la polizia non la capisce, e chissà che cosa le potrà succedere in prigione. Trini è chiaramente dibattuta perché non vuole togliere i figli, ambedue nati negli Stati Uniti, dalla scuola. Bambini che hanno il diritto di andarci, sono molto bravi, e suonano pure la tromba e il violino. Sono loro e la loro educazione che la trattengono in Alabama.

Il figlio maggiore, Jesus, le ha detto che la nuova legge lo rende nervoso e depresso perché a scuola stavano studiando i diritti civili e la stessa storia si sta ripetendo. Ragazzi con ottimi voti al di sopra della media della classe. I legislatori dovrebbero mettersi nei loro panni e pensare alle divisioni familiari che provocano.

I genitori ispanici hanno paura di quello che potrebbe accadere ai loro figli nel caso vengano arrestati secondo la nuova legge, HB56, entrata in vigore alla fine di settembre, e temono che i poliziotti chiedano i documenti a tutti coloro che potrebbero essere clandestini. Qualora non fossero in grado di esibire un permesso di soggiorno valido, potrebbero essere messi subito in prigione non appena intraprese le procedure di deportazione.

 

Cinque stati hanno già approvato leggi simili alla HB56, ma quella dell’Alabama è la sola cui le corti hanno permesso di applicare alcuni parti della legge. Il Dipartimento di Giustizia Federale e  diversi gruppi locali stanno contrastando la nuova legge nelle corti federali dell’Alabama, Georgia e Florida.

 

Le azioni legali sostengono che le misure repressive nei confronti degli immigrati clandestini dovrebbero essere autorizzate soltanto dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, la corte più importante della nazione, e chiarire se le politiche d’immigrazione devono essere determinate dai singoli stati o dal governo federale.

Olivia Turner, rappresentate dell’American Civil Liberties Union dell’Alabama, sostiene che i genitori hanno paura di essere arrestati e subito deportati. Ecco perché si stanno preoccupando della sicurezza dei loro figli.

 

Erica Suarez, una donna di 37 anni, ha appena firmato la procura di custodia a favore dello zio, cittadino americano ; la Suarez e il marito si sono trasferiti a Birmingham, Alabama dall’Argentina  nel 1998. Quando il visto è scaduto sono rimasti in Alabama tentando invano in questi 13 anni di ottenere la cittadinanza.

La Suarez è evidentemente impaurita perché la polizia può fermarla, chiederle i documenti, e in mancanza della patente, mandarla in galera per 30 giorni, con il figlio a casa da solo. Il motivo della procura è presto spiegato : evitare al figlio di essere spedito in una casa di accoglienza: Da quando il 28 settembre la legge HB56 è entrata in vigore, la Suarez non esce di casa per paura di essere bloccata mentre  il marito che fa il giardiniere ha smesso di guidare.

 

La Suarez è arrivata in Alabama alla ricerca di una vita migliore e l’aveva trovata. E’ dura tornare indietro perché non hanno più né casa né lavoro. Non hanno più nessun riferimento. Inoltre il figlio non vuole cambiare stato perché sta bene, gli piace e qui ci sono i suoi amici. E’ nato in America  e quindi è cittadino americano. Secondo lui gli ispanici sono indesiderati.

 

Rosa Toussaint Ortiz, cittadina a americana e cappellana di una comunità di sostegno,  ha accettato la custodia di tre figli di una clandestina di Huuntsville, Alabama. Per adesso ritiene suo dovere  occuparsi dei tre bambini, poi si vedrà. E’ una persona molto occupata e tre bambini non sono uno scherzo, ma secondo lei non aveva scelta perché è quello che avrebbe desiderato altri facessero per lei se si fosse trovata nella medesima situazione

 

Anche questo è Alabama, Anno Domini 2011.

 

Fonte : : Tradotto dall’inglese e adattato da Ed Pilkington, www.guardian.co.uk/world/2011/oct/11/alabama-immigration-children-power-of-attorney  ripreso da Internet Press, 11 ottobre 2011.

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Ernesto Milani

Ernesto.milani@gmail.com

19 ottobre 2011

 

 

 

 

 

 

 

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