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Le primarie del New Hampshire

Le elezioni primarie repubblicane del New Hampshire hanno confermato la leadership di Mitt Romney, ma i giochi sembrano ancora aperti perché gli avversari non sono stati sconfitti definitivamente.

Le elezioni primarie repubblicane del 10 gennaio 2012 hanno ribadito la superiorità di Mitt Romney che ha ottenuto il 39.4 % dei voti  (42% nelle previsioni di Rasmussen Reports), mentre Ron Paul ha raggiunto il 22.(% (18%), Jon Huntsman il 16.8 % (16.8 %), Newton Gingrich il 9.4%, Rick Santorum il 9.3% (13%) e Rick Perry il 9.3%.

Il risultato era ampiamente previsto soprattutto per la notorietà di Romney, già imprenditore e governatore del vicino stato del Massachusetts. Romney ha ripreso i suoi attacchi a Obama in tema disoccupazione e creazione di posti di lavoro, i problemi più urgenti della classe media americana schiacciata verso al depressione, eccessivo debito pubblico e scarse opportunità.

Tuttavia Ron Paul non ha sfigurato e ha raccolto il voto di molti indipendenti che guardano con si mpatia a questo candidato di protesta che non riscuoterà molto successo nelle prossime primarie in South Carolina dove la presenza militare è molto forte.

Il successo di Jon Huntsman, pure lui mormone e ex-ambasciatore in Cina, ha dato vigore alla sua campagna, ma come per Romney il percorso è accidentato quando si vota negli stati con una grande propensione evangelica e conservatrice a livello Tea Party. Non bisogna dimenticare che il rapporto dei mormoni con le varie sette cristiane non è mai stato molto amichevole, anche se la tendenza generale è quella di evitare controversie  religiose e concentrarsi sulla persona in grado di fronteggiare e battere Obama.

Rick Santorum non ha ripetuto l’ exploit dell’Iowa e ha perso qualche voto in percentuale, ma come detto il New Hampshire non ha prodotto colpi di scena, e così Santorum si è dedicato a preparare le future primarie del South Carolina e  della Florida, forte anche del benefico influsso di fondi arrivati nelle casse della sua organizzazione in seguito al rinnovato interesse per la sua candidatura. In questi due stati la fede evangelica conservatrice e antiabortista  di molti elettori dovrebbe favorire un buon risultato, cosa che si aspetta pure Rick Perry che ha basato molta della sua campagna sul fattore religioso.

Tuttavia la maggior parte degli elettori è preoccupata soprattutto per la situazione economica e alla fine voterà chi sarà visto e considerato in grado di suggerire delle soluzioni al di là del credo e delle posizioni su problemi etici di scarsa importanza, spesso utilizzati soltanto per denigrare l’avversario.

Nel frattempo battaglia a tutto campo. Arrivederci in South Carolina il 21 gennaio 2011

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani at gmail.com

11 gennaio 2012

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